L’8 giugno a Bari: “Internet Addiction Disorder minorile – Un incontro per comprendere, prevenire, proteggere”.

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Lunedì 8 giugno 2026 alle ore 10 presso la sede della LILT di Bari in corso Italia 187 si terrà un incontro sul tema “Internet Addiction Disorder minorile – Un incontro per comprendere, prevenire, proteggere” al quale prenderanno parte rappresentanti delle Istituzioni come il Sottosegretario di Stato alla Salute on. Marcello Gemmato, l’Europarlamentare on. Michele Picaro, il sen. Filippo Melchiorre, la vice Presidente della Regione Puglia avv. Vaccarella, i Consiglieri Regionali dott. Tommaso Scatigna ed il dott. Felice Spaccavento, nonché i Consiglieri comunali di Bari Antonio Ciaula e Laura De Marzo. I lavori saranno introdotti dal Prof. Francesco Schittulli, Presidente nazionale della LILT, con gli interventi del dott. Pino Viggiano, del dott. Giovanni Capaldi, della dott.ssa Anna Lucia Lauria, della dott.ssa Elisabetta Forte, della dott.ssa Rosa Loredana Digiulio, e con le conclusioni dell’avv. Marisa Cataldo, Direttore Generale della Lilt di Bari. La moderazione degli interventi è affidata all’avv. Krizia Colaianni che tenacemente ha voluto e sostenuto l’iniziativa ed alla quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Avvocato, l’8 giugno sarà moderatrice dell’evento “Internet Addiction Disorder minorile” al quale parteciperanno esponenti delle istituzioni e del mondo della Sanità. Finalmente si fa attenzione agli effetti collaterali del fenomeno dell’abuso di internet?  

Sì, l’attenzione delle istituzioni e della sanità sta finalmente crescendo in modo significativo. L’organizzazione di questo evento dimostra che l’abuso di internet non è più visto come un semplice vizio, ma come un problema di salute pubblica. La sinergia tra esperti medici, legali e politici è fondamentale per strutturare tutele concrete per i minori.

Quali segnali d’allarme principali dovrebbero monitorare i genitori per capire se l’uso dei social da parte dei figli è diventato eccessivo o rischioso?

I genitori devono monitorare con attenzione alcuni cambiamenti comportamentali specifici: isolamento sociale: ritiro dalle attività all’aperto o dai rapporti con i coetanei; alterazioni del sonno: insonnia causata dall’uso dei dispositivi fino a tarda notte; sbalzi d’umore: forte irritabilità o ansia quando lo smartphone non è accessibile; calo scolastico: peggioramento improvviso dei voti e della concentrazione.

In base alla Sua esperienza legale e sociale, quali sono i pericoli digitali più frequenti e sottovalutati in cui incorrono i minori oggi?

Oltre ai rischi più noti, ci sono minacce subdole che vengono spesso ignorate: adescamento online (Grooming): manipolatori che si fingono coetanei sui videogiochi o sui social; cyberbullismo silenzioso: esclusione intenzionale dei minori da gruppi chat di classe; sovraesposizione dei dati (Sharenting): genitori che pubblicano foto dei figli, esponendoli a furti d’identità; challenge estreme: sfide nate sui social che spingono i giovani a comportamenti autolesionistici.

Quali sono gli strumenti pratici e le strategie concrete che il Suo progetto regionale suggerisce ai genitori per promuovere un’educazione digitale consapevole?

La nostra campagna informativa offre soluzioni concrete e applicabili subito come, ad esempio i patti digitali educativi: accordi scritti tra genitori e figli per regolare l’uso dei dispositivi; le zone “Screen-Free”: divieto assoluto di usare smartphone a tavola e in camera da letto; le App di Parental Control: strumenti tecnici per limitare il tempo di navigazione e bloccare siti a rischio; i laboratori nelle scuole: incontri di formazione per insegnanti e studenti sull’uso critico della rete.

Come si può stabilire un dialogo aperto in famiglia sull’uso di internet senza che questo venga percepito dai figli come un controllo soffocante?

Il dialogo deve essere aperto e senza controllo soffocante Per evitare che il monitoraggio venga percepito come un’imposizione, serve un cambio di approccio: condivisione: Navigare insieme ai figli, mostrando interesse per i loro creatori di contenuti preferiti. Un esempio pratico? I genitori devono essere i primi a posare il telefono per dimostrare coerenza. Le domande non devono essere giudicanti; si può chiedere, ad esempio “Cosa ti appassiona di questo gioco?” anziché “Perché perdi tempo lì sopra?”.

Quali risposte e reazioni sta registrando da parte del territorio e delle famiglie dall’avvio di questa campagna informativa?

Risposte dal territorio e dalle famiglie La risposta della comunità è straordinariamente positiva e rivela un forte bisogno di aiuto. Registriamo una grande partecipazione dei genitori, che spesso si sentono inadeguati o privi di strumenti digitali rispetto ai figli. Le scuole stanno chiedendo una presenza costante del progetto, segno che la strada della prevenzione informativa è quella corretta.

Paolo Scagliarini