Lo Stato della Chiesa
Premesse di carattere religioso ed ecclesiastico: nel 313, Costantino concede ai cristiani la libertà di culto; nel 391-2, Teodosio fece del cristianesimo la sola religione dello Stato, anzi obbligatoria; gli enti ecclesiastici (cattolici o eretici) possedevano edifici, terreni e finanze. Il vescovo di Roma, in quanto erede di san Pietro, venne considerato il primo per onore, e iniziò ad avere potere effettivo sulle gerarchie, con la nomina dei vescovi cittadini, venendo chiamato Papa (Papàs, il Prete per eccellenza).
Dal 395, l’Impero è diviso tra Oriente e Occidente; l’ultimo Augusto d’Occidente, che porta il nome fatale di Romolo, viene deposto nel 476; seguono Goti e Impero d’Oriente; e nel 568 i Longobardi, che però non conquistano tutta l’Italia, e restano a Costantinopoli le isole, la poi detta Calabria, Otranto, e il territorio da Ravenna a Roma. Questo viene conquistato da Liutprando (712-44), che dona al Papa la città di Sutri. La donazione è confermata da Pipino re dei Franchi, e suo figlio, l’imperatore (800) Carlo Magno, assegna, sebbene senza formalità, al Papa il territorio da Roma a Ravenna.
In quel tumultuoso VIII secolo viene scritta la Donazione di Costantino, che avrebbe concesso alla Chiesa l’intero Occidente, andandosene fisicamente a Costantinopoli. Che fosse uno smaccato falso e pure scritto male in latino, lo scoprì con la filologia Lorenzo Valla (1407-57); ma ci credettero tutti per secoli, o per accettarla e servirsene, o per condannarla, come leggiamo nell’intera Divina Commedia (Inf. XIX, etc): Dante afferma che la Donazione è illegittima, giacché né l’imperatore, in quanto custode, ha diritto di donare né la Chiesa di ricevere beni politici. Ma papi come Innocenzo III e Bonifazio VIII continuarono a rivendicare il potere sull’intera Europa; anche se non li prese molto sul serio nessuno.
Due argomenti ebbero invece concreti effetti. Nel 1053, i Normanni sconfissero e fecero prigioniero papa Leone IX; si misero poi d’accordo con lui e successori, in questi termini: la Chiesa riconosceva i domini normanni, anzi incaricava Roberto Guiscardo di conquistare le terre greche e la Sicilia saracena; e i Normanni si riconoscevano vassalli della Chiesa. La cosa durò, a fasi alterne, fin quando Ferdinando IV/III, nel 1777, non rifiutò esplicitamente il vassallaggio, negando l’invio della cavalla Chinea carica di soldi. La Chiesa continuò a protestare ogni anno fino al 1860.
L’altra complicazione, che pure ci riguarda, è quella del testamento della contessa Matilde, che, morendo nel 1115, avrebbe lasciato alla Chiesa non solo i vastissimi feudi ma anche i “beni matildini” personali. L’Impero non riconobbe mai tale eredità, donde liti infinite. Queste comportarono che, per evitare altre contese, venisse incoronato sia dal papa sia dall’imperatore il primo duca di Parma, Pier Luigi Farnese, nel 1545. Da lui discende Elisabetta, madre di Carlo di Borbone, che dal 1734 al ’59 fu re di Napoli e re di Sicilia; poi Carlo III rex Hspaniarum.
Dopo secoli di situazioni confuse, la Romagna fu sottomessa da Cesare Borgia, e la sua opera viene continuata e completata, spada personalmente in mano, da Giulio II (1503-13). Seguirono entro il XVII secolo, e per farla breve, conquiste di Urbino, Castro, Ferrara…
Nel 1814-5, a papa Pio VII vennero restituiti Ferrara, Bologna, Romagna, Marche, Umbria, Roma con Lazio da Sora; e Pontecorvo e Benevento, enclaves del Regno di Napoli; ma senza più Avignone. Nel 1849, i mazziniani proclamarono la Repubblica Romana, stroncata dall’intervento di Luigi Bonaparte (dal 1852, Napoleone III). Nel 1860, Pio IX perse, in due momenti, Ferrara Bologna Romagna; e Marche e Umbria. Pio IX si proclamò anche re; era sostenuto da Napoleone III; nel 1864, l’Italia si accordò in questi termini: trasferiva la capitale da Torino a Firenze, e rinunciava a colpi di mano militari contro Roma; Napoleone III ritirò le truppe, per rimandarle dopo il fallito attacco di Garibaldi del 1867. Intanto il potere di Bonaparte entrava in crisi, ed egli pensò di rifarsi con una guerra alla Prussia; ne venne battuto a Sedan, e fatto prigioniero. In Francia venne proclamata una repubblica, e nello stesso tempo e luogo, il Reich di Germania. L’Italia, ritenendosi libera da impegni, attaccò Roma.
Pio IX si dichiarò prigioniero dell’Italia, chiudendosi in Vaticano. Seguirono decenni di conflitti ideologici eccetera, finché, dopo segretissime trattative, vennero annunziati i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, che riconoscevano l’indipendenza della Città del Vaticano (“libertas Ecclesiae”), di cui è sovrano il papa pro tempore; e la Chiesa riconosceva il Regno d’Italia.
Domandina: tutto quello che ho scritto, e che successe dal 313 al 1929, che cosa avrebbe a che vedere con la religione, e con i nemici della religione? Sono stati, e sono, solo atti politici. Del resto, in tutti i Vangeli, il solo cenno alla politica è “Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio”, cioè la politica è un’attività umana autonoma, e non sta scritto in nessun Testo Sacro che Bologna o Roma appartengono al papa. Diciamo che la Città del Vaticano Gli basta e Gli avanza.
Conclusione: il generale Cadorna, quel 20 settembre 1870, prima ascoltò la Messa da cattolico, poi, da militare, conquistò Roma. Era altrettanto cattolico il generale Klanzler, che per ordine di Pio IX tentò di impedirglielo.
Ulderico Nisticò