ONU: decennale della Giornata per le Vittime del Genocidio

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Il 9 dicembre 2025 la comunità internazionale si riunisce a New York per il decimo anniversario della Giornata Internazionale di Commemorazione e Dignità per le Vittime del Crimine di Genocidio, istituita nel 2015 su iniziativa dell’Armenia. La ricorrenza coincide con il 77° anniversario della Convenzione del 1948 e offre l’occasione per ricordare non solo i genocidi più noti, ma anche quelli perpetrati contro gli Armeni, i Greci del Ponto, gli Assiri e gli Yezidi dell’Asia Minore: crimini che hanno segnato la storia del Novecento e che continuano a domandare riconoscimento e giustizia.

Il genocidio, in senso giuridico, è definito dall’intento specifico di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Perché un massacro sia qualificato come tale, secondo la Convenzione del 1948, devono essere presenti elementi essenziali:

1) Identificazione di Gruppi Protetti: Le vittime devono appartenere a un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. 

2) Atti Genocidari: Devono essere compiuti uno o più dei seguenti atti:

a) Uccisione di membri del gruppo.
b) Grave lesione all’integrità fisica o mentale dei membri del gruppo.
c) Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica (totale o parziale).
d) Misure miranti a impedire le nascite all’interno del gruppo.
e) Trasferimento forzato di bambini dal gruppo a un altro gruppo.

3) Intento Genocidario (Dolus Specialis): Questo è l’elemento cruciale; gli atti devono essere commessi con l’intenzione specifica di distruggere il gruppo come tale, non solo di danneggiarlo.

L’attuale riunione di alto livello dell’UNGA, convocata con la risoluzione A/RES/79/328, riafferma la necessità di prevenire tali crimini, contrastare l’impunità e combattere l’incitamento all’odio. Nel suo messaggio dell’8 dicembre, António Guterres ha richiamato la promessa del “mai più”, mentre la Consigliera Speciale per la Prevenzione del Genocidio, Alice Wairimu Nderitu, ha ribadito il ruolo decisivo dell’educazione e della responsabilità internazionale.

Ricordare i genocidi dell’Asia Minore significa proteggere il futuro: la memoria, da sola, non basta. Solo il riconoscimento pieno e l’azione preventiva possono garantire che simili atrocità non si ripetano.

Carlo Coppola