Referendum. Ne parliamo con l’avv. Sinagra
Il dibattito sulla riforma della giustizia è tornato al centro dell’attenzione pubblica, anche alla luce del referendum in materia e delle recenti dichiarazioni del dott. Nicola Gratteri, che hanno suscitato ampio confronto nel mondo politico e giuridico.
Ne abbiamo discusso con l’avv. Augusto Sinagra, già Ufficiale dell’Aeronautica Militare, Magistrato fino al grado di Consigliere di Corte di Appello; Consigliere giuridico al Servizio del Contenzioso Diplomatico al Ministero degli Affari Esteri; Professore universitario dal 1972 al 2013 e dal 1980 Professore Ordinario (negli ultimi 14 anni circa alla Sapienza di Roma come Professore di Diritto dell’Unione europea e, prima, di Diritto internazionale).
Quale il Suo giudizio complessivo sul referendum sulla giustizia?
La riforma della giustizia sottoposta a referendum popolare è più che altro una riformina, che non affronta aspetti e profili ben più complessi.
I quesiti referendari affrontano i nodi strutturali del sistema giudiziario italiano e quali effetti concreti potrebbero avere sull’organizzazione della magistratura?
I quesiti referendari affrontano comunque due nodi strutturali della complessiva organizzazione del sistema giudiziario in Italia. Gli effetti concreti hanno sicuramente riguardo alla separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e dei magistrati requirenti e soprattutto sui criteri di composizione dei due futuri Consigli Superiori.
Quali i principali limiti o criticità di questa iniziativa, può davvero incidere sui tempi della giustizia?
Quanto previsto nella riforma non inciderà sui tempi babilonesi della giustizia in Italia, tempi che dipendono soprattutto dall’attitudine di molti giudici a svolgere la propria attività lavorativa, peraltro ben retribuita.
La separazione delle carriere è, a suo avviso, una priorità?
La separazione delle carriere è certamente una priorità, ma non è la prima priorità.
Quali riforme considera davvero urgenti per migliorare l’efficienza della giustizia?
La riforma urgente per migliorare l’efficienza della giustizia non è tanto ampliare il numero dei magistrati, ma di assicurare un numero adeguato di personale di Cancelleria oltre che adeguate strutture e mezzi.
Il sistema attuale garantisce un adeguato equilibrio tra potere giudiziario e potere politico?
L’attuale sistema dovrebbe garantire un adeguato equilibrio tra potere giudiziario e potere politico, che in precedenza ha visto tentativi di prevalenza del secondo sul primo, ma oggi il problema gravissimo è che un ampio e ben determinato settore della magistratura cosiddetta progressista e democratica tende a prevaricare e a sostituirsi al potere politico.
Come valuta le recenti dichiarazioni del dott. Gratteri e come giudica le sue posizioni, posizioni più tecniche o anche politiche?
Le recenti dichiarazioni del Dottor Gratteri non hanno nulla di tecnico ma molto di politico in senso deteriore; oltre che essere pesantemente offensive nei confronti di coloro che voteranno “SI” al referendum.
Se oggi potesse intervenire con una sola riforma strutturale, quale sceglierebbe e perché?
Premesso che il referendum incontra la contrarietà di alcuni ambienti della magistratura, i quali temono – e lo dichiarano apertamente – il sorteggio dei componenti dei due futuri Consigli superiori.Il problema della separazione delle carriere per sostenere il “NO” al referendum, è un falso e consapevole bersaglio. La contrarietà è rivolta in modo quasi isterico al sorteggio dei due futuri CSM che ridurrebbe l’Associazione Nazionale Magistrati, con il disfacimento delle correnti, ad una simpatica associazione di anziani e giovani giudici, che potrà occuparsi efficacemente di organizzare tornei di bocce o gite fuori porta con colazione al sacco. La sola riforma veramente strutturale è, come auspicava il grande Presidente Francesco Cossiga, lo scioglimento dell’ Associazione Nazionale Magistrati in quanto associazione incompatibile con il metodo democratico. Una vera riforma dovrebbe impedire, a molti giudici, la compiacenza verso ogni forma o centro di potere, cominciando dal potere governativo, ed impedire altresì prevaricazioni e auto sostituzioni rispetto alle istituzioni espressive del potere governativo e del potere legislativo, cioè il Parlamento
Cinzia Notaro