{"id":729,"date":"2020-04-28T21:33:17","date_gmt":"2020-04-28T19:33:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lafiaccola.it\/wp\/?p=729"},"modified":"2020-04-28T21:34:15","modified_gmt":"2020-04-28T19:34:15","slug":"le-chiese-gli-stati-e-la-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lafiaccola.it\/wp\/le-chiese-gli-stati-e-la-geopolitica\/","title":{"rendered":"Le Chiese, gli Stati e la geopolitica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">In Europa occidentale la religione sta sempre pi\u00f9 perdendo il suo legame con l\u2019identit\u00e0 nazionale. Con la secolarizzazione, si \u00e8 sviluppata la tendenza a relegare la religione nell\u2019ambito delle scelte individuali riducendo e spesso annullando il suo carattere di fenomeno identificante ed unificante di una nazione. Questo \u00e8 avvenuto con forza dirompente nei Paesi protestanti ma \u00e8 un fenomeno in aumento anche in quelli cattolici. Oggi solo il 23% dei francesi ed il 30% dei tedeschi ritengono la religione cristiana un importante elemento dell\u2019identit\u00e0 nazionale. D\u2019altro canto, la stessa Costituzione europea, negando le \u201ccomuni radici cristiane\u201d, ha di fatto marginalizzato il ruolo della religione a semplice eredit\u00e0 culturale, togliendole, in nome di una laicit\u00e0 ideologica, il carattere di identit\u00e0 fondante. La perdita di ruolo della religione come fattore unificante non \u00e8 solo un problema sociologico o storico-filosofico ma ha profonde ricadute anche da un punto di vista geopolitico: relazioni, equilibri di forze, dinamiche regionali, processi decisionali non hanno pi\u00f9 nell\u2019identit\u00e0 religiosa cristiana un fondamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure esiste un altro cristianesimo, in una parte dell\u2019Europa, che rivela ancora una forza geopolitica capace di dare forma al senso di appartenenza di una nazione e di una comunit\u00e0: \u00e8 il cristianesimo ortodosso. Una recente ricerca nei paesi dell\u2019Europa Centrale ed Orientale, dimostra che le nazioni a maggioranza ortodossa ritengono la religione parte importante dell\u2019identit\u00e0 individuale e nazionale, una sorta di reazione alla repressione ed all\u2019ateismo di Stato imposti dal comunismo. Come spiegano i ricercatori, \u201cin questi paesi la religione e l\u2019identit\u00e0 nazionale sono strettamente intrecciate\u201d. (https:\/\/www.pewresearch.org\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2018\/05\/Being-Christian-in-Western-Europe-Overview-FINAL-ITALIAN.pdf e https:\/\/www.pewforum.org\/2018\/05\/29\/being-christian-in-western-europe\/).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca ha coinvolto 18 nazioni, di cui 4 a maggioranza cattolica (Polonia, Ungheria, Croazia e Lituania) 10 a maggioranza ortodossa (Russia, Ucraina, Grecia, Romania, Bielorussia, Moldavia, Serbia, Bulgaria, Georgia e Armenia) e 4 \u201cmiste\u201d (Estonia, Lettonia, Bosnia e Repubblica Ceca). Per i ricercatori, il fenomeno del ritorno della Religione nei paesi ortodossi una volta sottomessi a regimi atei \u201c\u00e8 sorprendente\u201d. In alcuni di questi l\u2019adesione al cristianesimo \u00e8 addirittura raddoppiato: nel 1991, solo il 37% dei russi si definiva ortodosso, mentre oggi \u00e8 il 71%; in Ucraina si \u00e8 passati dal 39% al 78% ed in Bulgaria dal 59% al 75%. Al contrario, nei paesi a maggioranza cattolica, l\u2019adesione religiosa \u00e8 diminuita; nella cattolicissima Polonia le persone che si definivano cattoliche nel 1991 erano il 96%, oggi sono l\u201987%. Nella Repubblica Ceca l\u2019adesione al cattolicesimo si \u00e8 dimezzata, tanto che oggi ben il 72% degli abitanti si definisce non affiliato ad alcuna religione. Insomma i paesi cattolici dell\u2019Europa orientale subiscono il processo di secolarizzazione tipico di quelli occidentali. E se da una parte i cattolici sono pi\u00f9 praticanti degli ortodossi, dall\u2019altra gli ortodossi definiscono la propria fede fondamentale per l\u2019identit\u00e0 nazionale: \u201cIn tutti i paesi dove i cristiani ortodossi compongono la maggioranza, in media il 70% dice che \u00e8 importante essere ortodossi per condividere veramente l\u2019identit\u00e0 nazionale del paese\u201d.&nbsp; E se questa convinzione \u00e8 nettissima in Armenia (87%), Georgia (81%), Serbia (78%) e Grecia (76%), \u00e8 invece incredibilmente bassa in Russia (57%) manifestazione di una nazione il cui carattere multietnico e multiculturale impone che la religione ortodossa sia solo una delle forme plurali di identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella ricerca compare un aspetto che ha delle imponenti ricadute geopolitiche. In quasi tutti i paesi ortodossi la maggioranza degli intervistati \u00e8 favorevole ad una \u201cRussia forte per bilanciare l\u2019influenza dell\u2019Occidente, proteggere i cristiani ortodossi e le persone di etnia russa al di fuori dei loro confini\u201d; e questo sentimento \u00e8 diffuso anche in tre Paesi che aderiscono all\u2019Unione Europea: Bulgaria, Grecia e Romania. Solo in Ucraina il sentimento anti-russo prescinde dalla comune appartenenza religiosa ed un ruolo geopolitico di Mosca \u00e8 osteggiato; ovviamente questo \u00e8 legato all\u2019attuale conflitto. Armenia (83%), Serbia (80%), Bielorussia (76%) e Grecia (70%) sono i paesi in cui i sentimenti filorussi sono pi\u00f9 diffusi. La tendenza si manifesta anche nel riconoscimento del Patriarca di Mosca come pi\u00f9 alta autorit\u00e0 religiosa nei paesi che non hanno una chiesa nazionale, con l\u2019unica eccezione della Grecia dove \u00e8 invece riconosciuta la supremazia del Patriarca di Costantinopoli. Il sentimento religioso nei paesi dell\u2019Europa orientale ed ortodossa \u00e8 un aspetto troppo spesso sottovalutato dai decisori del laico Occidente ma esso determina senso di appartenenza profondo e radicato. Isolare la Russia dal contesto europeo significa generare una frattura ben pi\u00f9 ampia nelle sue implicazioni politiche di quanto le forze politiche al governo in Occidente riescano ad immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi si occupa di geopolitica si tratta di un rovesciamento speculare del paradigma prevalente in Occidente ed accettato ormai dalle forze politiche maggioritarie di centrodestra e centrosinistra: conservatorismo sui temi economico-sociali, nel senso di accettazione incondizionata del mercato con al massimo qualche timidissima correzione, e progressismo nei valori, nel senso di rifiuto e dissoluzione di ogni valore tradizionale. Due altre cose sono da sottolineare nell\u2019azione politica di Putin. Il richiamo a quei valori che sono profondamente radicati nel popolo e quindi la loro conservazione \u00e8 sinonimo di democrazia in contrasto col tentativo di estirparli per imporre alla vita reale idee astratte, come accade nei paesi occidentali, e il rifiuto del relativismo che non sa o non vuole distinguere fra bene e male. Ma questi non sono altro che i fondamenti di una societ\u00e0 comunitaria, che richiede un idem sentire, un cemento spirituale forte la cui carenza spiega il fallimento del comunismo sovietico basato sulla concezione economicista dell\u2019interesse di classe, derivata dallo stesso Marx.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficile dar torto al \ufb01losofo Alexandr Dugin, fondatore e presidente dell\u2019associazione Eurasia, che individua nel modello americano una sorta di nichilismo attivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l\u2019identit\u00e0 si de\ufb01nisce partendo da ci\u00f2 che le si oppone, ossia in termini \u00e0 la Carl Schmitt dalla logica amico-nemico, in un mondo multipolare, osserva, l\u2019Occidente si \u00e8 ritrovato senza nemici, rivolgendosi cos\u00ec al proprio interno. La Russia putiniana, in questa chiave di lettura, \u00e8 l\u2019ultima speranza per l\u2019Occidente di trovare un avversario fuori dai propri con\ufb01ni. Fallito questo tentativo, il processo di auto dissoluzione gi\u00e0 in atto subir\u00e0 un\u2019accelerazione. La dissoluzione interna di legami, di cui le recenti crisi \ufb01nanziarie sono un sintomo, non la causa, la \ufb01ne del lavoro, della famiglia, la neo schiavit\u00f9, le nuove generazioni iper-tecnicizzate ma consegnate alla \u00abdementia digitalis\u00bb, il bio potere spinto all\u2019estremo\u2026 Tutto converger\u00e0 verso quel centro che ha un nome semplice e fragile al tempo stesso: la vita. Con quali conseguenze \u00e8 facile, ma al tempo stesso terribile, immaginarlo. Se la lettura di Dugin \u00e8 corretta, il turbocapitalismo \ufb01nanziario svuoter\u00e0 l\u2019individuo di ogni residuo legame col mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Dugin gli Stati Uniti rappresentano la forma della modernit\u00e0 assolutizzata, senza radici. Il vecchio mondo europeo o russo rappresenta la tradizione, ovvero la modernit\u00e0 con radici. Il concetto di Eurasia \u00e8 cos\u00ec il concetto di realt\u00e0 radicata. Si tratta, quindi di un concetto di civilizzazione che non si basa sulla dimensione universalista e mercantilista, ovvero su un\u2019antropologia individualista. Tutt\u2019altro. In questo senso Eurasia, come concetto, \u00e8 sinonimo di conservazione del vecchio mondo, a fronte del nuovo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia i concetti espressi da Dugin, sia quelli contenuti nel discorso di Putin, si richiamano all\u2019eredit\u00e0 spirituale di Alexandr Sol\u017eenicyn. Lo scrittore, che pure aveva combattuto contro i nazisti nelle \ufb01le dell\u2019Armata Rossa, fu esiliato nel 1974 prima in Svizzera e Germania, poi negli Stati Uniti. Qui, dapprima osannato per il suo anticomunismo, dovette poi patire tutta la delusione per quell\u2019Occidente in cui riponeva le sue speranze. Nel discorso tenuto ad Harvard l\u20198 giugno 1978 in occasione del conferimento delle laurea ad honorem in letteratura, dal titolo \u00abUn mondo in frantumi\u00bb, cos\u00ec espresse i suoi sentimenti: <em>\u00abNon posso raccomandare la vostra societ\u00e0 come ideale per la trasformazione della societ\u00e0 sovietica\u00bb, perch\u00e9 il cammino che abbiamo percorso a partire dal Rinascimento ha arricchito la nostra esperienza, ma ci ha fatto anche perdere quel Tutto, quel Pi\u00f9 alto che un tempo costituiva un limite alle nostre passioni ed alla nostra irresponsabilit\u00e0. Abbiamo riposto troppe speranze nelle trasformazioni politico-sociali ed il risultato \u00e8 che ci viene tolto ci\u00f2 che abbiamo di pi\u00f9 prezioso: la nostra vita interiore. All\u2019Est \u00e8 il bazar del Partito a calpestarla, all\u2019Ovest la \ufb01era del commercio<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parole inequivocabili, che se lette alla luce di quest\u2019altre: <em>Veramente non esiste al di sopra dell\u2019uomo uno Spirito supremo? Veramente la vita dell\u2019uomo e l\u2019attivit\u00e0 della societ\u00e0 devono anzitutto valutarsi in termini di espansione materiale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed alla critica al sistema occidentale dei media: <em>la stampa (uso la parola \u2039stampa\u203a per designare tutti i mezzi di informazione di massa) \u00e8 diventata la pi\u00f9 grande potenza in seno ai paesi occidentali\u2026 Ma andare al nocciolo dei problemi le \u00e8 controindicato, non \u00e8 nella sua natura; essa non considera che le formule a sensazione. L\u2019Occidente, che non ha una censura, opera tuttavia una selezione puntigliosa separando le idee alla moda da quelle che non lo sono\u2026 Senza che vi sia, come nell\u2019Est, aperta violenza, questa selezione operata dalla moda\u2026 impedisce ai pensatori pi\u00f9 originali di apportare il loro contributo alla vita pubblica, e provoca la comparsa di un pericoloso spirito gregario che \u00e8 d\u2019ostacolo ad uno sviluppo degno di questo nome, disegnano la distanza della sua concezione tanto dall\u2019esperienza del socialismo reale quanto dalle societ\u00e0 capitalistiche occidentali. Nelle quali, dopo la cadute dell\u2019Urss, \u00e8 stato accusato di oscurantismo reazionario da parte del variegato mondo liberal e progressista.<\/em> La proposta di Sol\u017eenicyn non \u00e8 per\u00f2 la riedizione reazionaria della societ\u00e0 castale, ma semplicemente quella di una societ\u00e0 che, senza disdegnare affatto la ricchezza materiale, non impoverisca spiritualmente gli uomini. Valgano allora queste parole di Eugenio Corti a commento di quel discorso: <em>\u201c\u2026ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce chi scrive queste note \u00e8 per\u00f2 un\u2019altra cosa: il fatto che i cristiani anzi i cattolici non abbiano immediatamente individuato nel discorso di Sol\u017eenicyn il discorso che \u00e8 stato loro proprio \ufb01nch\u00e9 la cultura cattolica non \u00e8 entrata nell\u2019attuale stato di confusione\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riemerge il sogno di Mosca come terza Roma, oggi in opposizione all\u2019impero statunitense e legittima erede spirituale di Bisanzio, rivendicato \ufb01n dalla met\u00e0 del 1400 da Ivan III di Moscovia. A quel tempo la rivendicazione poggiava anche su basi religiose, e la Russia si poneva come difensore della Chiesa Ortodossa, oltre che contro l\u2019Islam, anche contro il principio di supremazia del papato romano. La prima Roma era collassata a causa delle sue debolezze interne oltre che per le invasioni barbariche, Bisanzio era caduta per mano turca, Mosca si propose come loro erede, e centro della Cristianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sogno della Russia erede dell\u2019Impero romano \u00e8 stato inseguito con tenacia dagli Czar, ma non si \u00e8 interrotto, nemmeno nel periodo comunista, allorch\u00e9 Stalin fece del proprio paese il centro mondiale dell\u2019internazionalismo proletario, dovendo per\u00f2 anch\u2019egli ricorrere ai vecchi simboli religiosi, come quando nell\u2019autunno del 1941, alla vigilia della Battaglia di Mosca, fece sorvolare la capitale da un aereo su cui era stata caricata l\u2019icona della Madre di Dio di Vladimir per invocarne l\u2019aiuto contro l\u2019attacco tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complessivamente, anche da questa angolazione si ripropone la radicale alterit\u00e0 fra il potere imperiale degli USA, esercitato lasciando autonomia giuridica ai paesi nella propria orbita ma uni\ufb01candoli sotto il proprio modello economico e politico, e la concezione di impero classica, che invece, ferma l\u2019unit\u00e0 amministrativa, intende rispettare le differenti tradizioni religiose e culturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019emergere della Russia come potenziale centro d\u2019aggregazione culturale ed economico alternativo agli USA, propone, o ripropone, in maniera stringente due ordini di problemi, l\u2019atteggiamento e le scelte dell\u2019Europa occidentale ed i rapporti fra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, problemi che non coincidono ma si intrecciano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Putin, nonostante la maggior parte del suo territorio si estenda in Asia e funzioni da cerniera con l\u2019Oriente, la Russia \u00e8 Europa, e l\u2019Europa non potrebbe dirsi tale senza la Russia. E ci\u00f2 dal punto di vista spirituale, culturale, sociale ed anche economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ai tempi dell\u2019Urss potevano esserci pochi dubbi sulla scelta di schieramento, oggi la situazione sembra radicalmente mutata, quasi rovesciata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Capitale, almeno nell\u2019Occidente, si \u00e8 affrancato dal politico che anzi ha subordinato a s\u00e9 pretendendo che i propri interessi coincidano con quelli della comunit\u00e0; la lotta di classe del proletariato si \u00e8 stemperata in rivendicazioni puramente sindacali nel quadro di un\u2019accettazione incondizionata dei rapporti di produzione capitalistici da un lato, e dall\u2019altro nell\u2019accettazione altrettanto incondizionata da parte dei suoi pretesi rappresentanti politici, dei canoni culturali propri del capitale: atomismo individualista, cos\u00ec detti diritti umani e civili, scientismo elevato a nuova religione, dissimulati sotto il concetto di democrazia rappresentativa. L\u2019Urss socialista e atea \u00e8 implosa, lasciando per\u00f2 dietro di s\u00e9, oltre alle macerie, anche il ricordo del tentativo di conservare una forma, chiaramente ripreso dalla nuova Russia di Putin.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitalismo \ufb01nanziario e globalizzato a guida Usa si \u00e8 insomma emancipato dalle sue precedenti limitazioni e sta dissolvendo ogni tradizione religiosa e culturale, insieme anche al concetto di classe, in nome di un universalismo cosmopolita ed astratto. Sta cio\u00e8 recidendo le radici culturali nate proprio nella vecchia Europa e frantumando ogni forma estranea a quella della merce, mentre, almeno nelle intenzioni, quelle radici sono rivendicate dalla Russia cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa occidentale si trova quindi dinanzi ad una scelta epocale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) fra abbandono de\ufb01nitivo delle sue origini profonde o loro riscoperta, in modo da costruire un modello da offrire al mondo come viatico per un uomo nuovo e consapevole di essere faber, sapiens, e sacer;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) fra il mantenimento di comunit\u00e0 statuali ormai troppo piccole e con\ufb02ittuali, o la prospettiva di un\u2019entit\u00e0 sovranazionale che comprenda sia lo scacchiere mediterraneo che quello est-europeo e che, nel rispetto delle singole speci\ufb01cit\u00e0, riunisca, sotto l\u2019egida di un\u2019unica <em>Signoria<\/em>, la realt\u00e0 politica oggi frammentata in mille rivoli insigni\ufb01canti. Tale <em>Signoria<\/em>, necessariamente supra partes, ma non per questo autoritaria o totalitaria, poco importa se impersonata da un individuo, da un gruppo o da un Consiglio, deve possedere quella sacralit\u00e0 che discende dall\u2019esercizio di un\u2019alta e trascendente missione;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) fra un\u2019economia che privilegi il liberismo, il denaro, il capitale \ufb01nanziario, la competitivit\u00e0, la produttivit\u00e0 esasperata, il cieco consumo, lo sfruttamento dei meno protetti, in un delirio in cui il mercato \u00e8 il triste spiritus reffior, o quella in cui la sfera politica deve esercitare uno stretto controllo sull\u2019economia, piegandola, con durezza se necessario, alle sue leggi e non viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente il modello d\u2019Europa sopra descritto non somiglia neanche lontanamente all\u2019attuale Unione Europea, che anzi ha rescisso, ri\ufb01utando di citarle nella sua Costituzione, le sue radici greco-giudaico-cristiane, che ri\ufb01uta ogni valore ed ogni tradizione religiosa da cui \u00e8 nata in nome di una malintesa laicit\u00e0, che appare priva di autonomia politica dal partner statunitense e prona ai voleri del mercato e dei \ufb01nanzieri. \u00c8 vero che in molti dei suoi paesi si manifestano disagi, contraddizioni, insofferenze per questa Europa, ma credo di non sbagliare dicendo che da sole, queste forze sono destinate alla scon\ufb01tta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non credo sia improprio riportare questo passo di Carl Schmitt del 1923:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201c\u00c8 impossibile una riuni\ufb01cazione fra la Chiesa Cattolica e l\u2019odierna forma dell\u2019industrialismo capitalistico. All\u2019alleanza di trono ed altare non seguir\u00e0 quella di ufficio ed altare, n\u00e9 quella di fabbrica ed altare. Rimane tuttavia ben vero che il cattolicesimo sapr\u00e0 adattarsi ad ogni ordine sociale e politico, anche a quelli in cui dominano gli imprenditori capitalistici o le organizzazioni dei lavoratori e dei consigli di fabbrica. Ma questo adattarsi gli \u00e8 possibile solo se il potere basato su una situazione economica sar\u00e0 divenuto politico, cio\u00e8 se i capitalisti od i lavoratori giunti al potere si assumeranno la responsabilit\u00e0, in tutte le forme, della rappresentazione statale. Allora, il nuovo potere sar\u00e0 costretto a far valere una situazione diversa da quelle puramente economiche o di diritto privato; il nuovo ordine non pu\u00f2 esaurirsi nella gestione del processo di produzione e di consumo, poich\u00e9 deve essere formale. Il dominio del capitale esercitato dietro le quinte, non \u00e8 ancora una forma, anche se pu\u00f2 certamente svuotare una forma politica esistente e ridurla a vuota facciata. Se il capitale riesce in questo intento, potr\u00e0 dire di avere completamente spoliticizzato lo Stato; se il pensiero economico riesce a realizzare i propri \ufb01ni utopistici, di condurre la societ\u00e0 umana ad una condizione assolutamente impolitica, la Chiesa rester\u00e0 l\u2019unica depositaria di pensiero politico e di forma politica: deterrebbe cos\u00ec un monopolio mostruoso, e la gerarchia ecclesiastica sarebbe allora pi\u00f9 vicina al dominio politico mondiale di quanto lo sia mai stata nel Medioevo. Ma secondo la sua stessa teoria e la sua struttura ideale, la Chiesa non dovrebbe affatto desiderare una situazione di questo tipo, dato che presuppone accanto a s\u00e9 lo Stato politico, una societas perfecta e non un trust d\u2019interessi. La Chiesa vuole convivere con lo Stato, in quella particolare forma di comunit\u00e0 in cui due rappresentazioni si stanno di fronte come partner\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schmitt si riferisce alla Chiesa Cattolica e vedeva nello spirito russo \u00abche volge le spalle all\u2019Europa\u00bb, combinato con la lotta di classe del proletariato industriale urbano, l\u2019avversario della tradizione europeo-occidentale e della sua cultura, tuttavia scrive anche:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIo so che nell\u2019odio russo contro la cultura occidentale pu\u00f2 esserci pi\u00f9 cristianesimo che non nel liberalismo e nel marxismo tedesco, che grandi cattolici hanno considerato il liberalismo un nemico peggiore dell\u2019aperto ateismo socialista e che, in\ufb01ne, nell\u2019assenza di forma potrebbe esserci la forza potenziale capace di una nuova forma, capace cio\u00e8 di dar forma anche all\u2019epoca tecnico-economica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I rapporti fra Cattolicesimo e Chiesa Russo-Ortodossa sono sempre stati difficili \ufb01n dallo scisma del 1054, nonostante la riconosciuta vicinanza sul piano dogmatico e morale, sul quale non mi addentro per mancanza di competenza e perch\u00e9 \u00e8 una problematica che esula dagli scopi di questo scritto. Mi limito perci\u00f2 ad accennare al problema sorto in seguito alla decisione della Santa Sede di erigere come diocesi le quattro amministrazioni apostoliche costituite in Russia negli anni Novanta: a Mosca, Saratov, Novosibirsk e Irkutsk\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quell\u2019occasione il Patriarcato di Mosca accus\u00f2 in sostanza la Santa Sede di proselitismo indebito nel territorio canonico della Chiesa Ortodossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fondazione di una \u00abprovincia ecclesiastica\u00bb, una \u00abmetropolia\u00bb, signi\ufb01ca di fatto la fondazione di una Chiesa Cattolica Nazionale in Russia, che ha il suo centro a Mosca, e che vanta il popolo russo, che culturalmente, spiritualmente e storicamente \u00e8 il gregge della Chiesa Ortodossa Russa, come proprio gregge. La formazione di una tale chiesa in Russia signi\ufb01ca di fatto una s\ufb01da all\u2019Ortodossia che \u00e8 stata radicata per secoli nel paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per risposta il cardinale Walter Kasper, all\u2019inizio nel 2002 pubblic\u00f2 su La Civilt\u00e0 Cattolica, un documento dal titolo \u00abLe radici teologiche del con\ufb02itto tra Mosca e Roma\u00bb in cui scrisse fra l\u2019altro:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cLa Chiesa Ortodossa Russa da pi\u00f9 di un decennio si trova posta di fronte al mondo moderno pluralista, dopo un lungo periodo di oppressione comunista. Si capisce pertanto come essa sia ancora alla ricerca di una sua collocazione. E questo richiede pazienza da parte nostra. Essa si mantiene ancora chiusa e ritiene che la libert\u00e0 religiosa sia soltanto espressione dell\u2019individualismo liberale dell\u2019Occidente. Per essa il coinvolgimento sociale e culturale ha la precedenza rispetto alla libert\u00e0 personale, anche per quanto riguarda la pratica religiosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Diventa chiaro cos\u00ec quale sia il profondo retroscena teologico che si nasconde dietro il dibattito sul principio del territorio canonico e del proselitismo. Le argomentazioni della Chiesa Ortodossa russa sono sostanzialmente di natura ideologica; essa difende non solo una realt\u00e0 russa che ormai non esiste pi\u00f9, ma anche una relazione tra Chiesa e popolo oppure tra Chiesa e cultura, che \u00e8 problematica sul piano teologico e tende ad assicurare l\u00b4egemonia della Chiesa Ortodossa Russa a detrimento non solo della Chiesa Cattolica ma anche della libert\u00e0 della persona\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si vanno cos\u00ec delineando i contorni del con\ufb02itto, per capire meglio il quale faremo riferimento ad un articolo di Vladimir Zelinskij, sacerdote ortodosso e docente di Lingua e civilt\u00e0 russa all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zelinskij distingue tre tendenze all\u2019interno della Chiesa Ortodossa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014 L\u2019<strong>integralismo<\/strong>, nelle due versioni teologica-ecclesiale e politica. Per la prima l\u2019Ortodossa \u00e8 l\u2019unica Chiesa di Cristo, mentre nelle altre non esistono pi\u00f9 n\u00e9 grazia n\u00e9 salvezza. Il dialogo e l\u2019ecumenismo sono dunque eresie ingannevoli e pericolose. La seconda \u00e8 caratterizzata da un forte antioccidentalismo ed antisemitismo, ed il dialogo non esiste nemmeno sotto forma di ravvedimento. \u00c8 dichiaratamente ostile verso tutti i cristiani non ortodossi ma anche verso gli ortodossi colpevoli di ecumenismo. Questo tipo d\u2019integralismo si caratterizza come movimento politico ultranazionalista d\u2019estrema destra, composto per la maggior parte da ex membri del partito comunista, che inneggia alla monarchia assoluta e chiede l\u2019assoluto divieto di attivit\u00e0 sulla terra ortodossa per qualsiasi altra religione. C\u2019\u00e8, in\ufb01ne, anche una terza versione dell\u2019integralismo, quella dei convertiti da altre confessioni, in specie quella cattolica, per i quali l\u2019ecumenismo \u00e8 solo un dannoso mischiarsi con il papismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014 L\u2019<strong>ecumenismo<\/strong>, il gruppo meno numeroso, per niente in\ufb02uente politicamente ma presente sul terreno culturale, che cerca l\u2019unit\u00e0 con la Chiesa Cattolica come \u00abguarigione dalle malattie interne all\u2019Ortodossia\u00bb, l\u2019integralismo, lo spirito conservatore, la chiusura al mondo contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2014 Il <strong>tradizionalismo<\/strong>, senz\u2019altro la componente pi\u00f9 numerosa ed in\ufb02uente della Chiesa Ortodossa. Gli appartenenti a questo gruppo sono fortemente radicati nel patrimonio dogmatico della Chiesa, e nutrono un amore spirituale, \u00abma anche viscerale, verso tutta l\u2019eredit\u00e0 di fede custodita dalla Chiesa\u00bb, e verso tutte le sue manifestazioni: \u00abla vita dei santi, la melodia del canto, la solennit\u00e0 delle celebrazioni, la lingua delle preghiere, la semioscurit\u00e0 del tempio con le sue icone\u00bb. I tradizionalisti non scindono \u00ablo spirito ascetico dal corpo \ufb01sico, storico, nazionale, a volte anche etnico\u00bb. Per loro l\u2019attaccamento alla fede vuol dire anche terra, popolo, patria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo rispettando questo bagaglio, prosegue Zelinskij, il tradizionalismo potr\u00e0 aprirsi al dialogo senza diventare antioccidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per la maggior parte dei cattolici andare al passo coi tempi \u00e8 considerato un impegno anche religioso, per la maggior parte degli ortodossi essere cristiani signi\ufb01ca \u2039essere fedeli alla Fede dei padri\u203a, anche al prezzo di essere culturalmente e psicologicamente tagliati fuori dal mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo il gruppo a cui la Chiesa di Roma dovrebbe rivolgersi per il dialogo. Senza facile ottimismo, n\u00e9 chiusura dovuta all\u2019errore di confondere il tradizionalismo con l\u2019integralismo e quindi tracciando il con\ufb01ne immaginario dell\u2019Europa nel punto in cui comincia l\u2019Ortodossia, ma capendo soprattutto che gli ortodossi, dopo la caduta dell\u2019Urss, si sono sentiti assediati \u00abdalle sette provenienti dall\u2019Oriente e dall\u2019Occidente, e soprattutto da quella stessa Chiesa Cattolica che dopo il concilio Vaticano II si era proclamata sorella\u00bb, e che agli occhi degli ortodossi hanno fatto della Russia una terra di conquista appro\ufb01ttando della debolezza materiale e della carenza di personale religioso dopo settant\u2019anni di comunismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo sia ora pi\u00f9 chiaro che la materia del competere si focalizza sulla diversa interpretazione del rapporto fra Stato e Chiesa che nasce dal diverso signi\ufb01cato del concetto di libert\u00e0 della persona, declinato pi\u00f9 in termini comunitari nel caso della Chiesa Ortodossa, pi\u00f9 in termini individuali in quello della Chiesa Cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per gli ortodossi Fede signi\ufb01ca contemporaneamente terra, popolo e patria, si comprende meglio la natura del rapporto fra le istituzioni politiche e religiose della Russia postcomunista, ognuna della quali si nutre dell\u2019altra in un rapporto biunivoco, ma si capisce anche la differenza rispetto all\u2019universalismo aterritoriale della Chiesa Cattolica alla quale \u00e8 estraneo il concetto di Chiesa Nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se terra, popolo e patria sono elementi comuni a Chiesa e Stato, le due entit\u00e0 tenderanno, almeno parzialmente, a sovrapporsi, e comunque non possono essere pensate come forme concettualmente del tutto separate, ragione per cui l\u2019alleanza fra trono e altare non potr\u00e0 essere identica a quella convivenza fra partner di cui scrive Schmitt.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quell\u2019epoca sono passati quasi cent\u2019anni. Nel frattempo il processo di spoliticizzazione delle istituzioni statuali sempre pi\u00f9 ridotte a funzioni subordinate del meccanismo impersonale del capitale \u00e8 avanzato ulteriormente, ma la gerarchia ecclesiastica mai come ora appare lontana da quel dominio politico mondiale previsto da Schmitt. Mi sembra dunque legittimo chiedersi non solo se la Chiesa Cattolica abbia compreso \ufb01no in fondo il signi\ufb01cato del processo di spoliticizzazione dello Stato operato dal capitale, ma anche se non sia stata essa stessa coinvolta in quello stesso processo assecondando la pretesa di chi la vorrebbe espellere dal politico per con\ufb01nare la religione in un ambito puramente personalistico come scelta soggettiva priva di in\ufb02uenza sulla vita pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storica diffidenza fra le due Chiese si contestualizza oggi in un contesto storico profondamente mutato, tanto da far pronunciare all\u2019arcivescovo Hilarion, Ministro degli Esteri del Patriarcato moscovita in visita all\u2019allora Ponte\ufb01ce Benedetto XVI, le seguenti parole:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cPer noi \u00e8 evidente che oggi la Chiesa ortodossa e quella cattolica non possono pi\u00f9 essere separate come \u00e8 stato in passato, ma al contrario essere alleate, aprirsi alla cooperazione. Davanti a noi si apre un campo vastissimo nel quale il Signore ci chiede di lavorare: il campo del mondo scristianizzato di oggi, nel quale riproporre la comune visione cristiana della famiglia, della procreazione, di un amore umano fatto non solo di piacere, di giustizia sociale, di una pi\u00f9 equa distribuzione dei beni, di impegno per la salvaguardia dell\u2019ambiente, per la difesa della vita umana e della sua dignit\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Luigi Antonio Fino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa occidentale la religione sta sempre pi\u00f9 perdendo il suo legame con l\u2019identit\u00e0 nazionale&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":730,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"h5ap_radio_sources":[],"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13],"tags":[104,103,101,105,106,102],"class_list":["post-729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","tag-chiesa-cattolica","tag-chiesa-ortodossa","tag-mosca","tag-patriarca","tag-putin","tag-roma"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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