Racconti d’una sera
I racconti costituiscono un genere letterario di non facile gestione, perché è più impegnativo sottrarre le parole che aggiungerle. Da estimatrice di racconti, mi sono approcciata con curiosità alla lettura di questa raccolta di Sandro Marano, Racconti d’una sera (Tabula fati), scritti pubblicati negli anni su siti online ed ora editi insieme. Il titolo fa supporre una lettura rapida, in una sera appunto. Ciò non inganni, poiché la rapidità dello scorrere delle pagine è inversamente proporzionale alla profondità degli spunti offerti.
Marano, con il suo stile asciutto e privo di fronzoli, ci delizia con storie che sono campi di riflessione, domande aperte, misteri forse irrisolvibili. I riferimenti letterari e filosofici si mescolano a denunce sullo stato attuale dell’umanità, ad un punto senza ritorno sotto ogni aspetto.
La malinconia derivante dal senso di impotenza rimane sotto traccia, ma emerge proprio nei punti di domanda, nelle interrogazioni silenti che sembrano rivolte al lettore per scuoterne la coscienza e la riflessione. Bisognerebbe forse recuperare i grandi classici della poesia o i testi di cantautori-poeti per ritrovare il senso della bellezza, dell’umanità e del vivere lento, come suggerito nel racconto “I poeti? Sono troppi, cara Alice, troppi…”.
Claudia Zuccarini