Dal sistema immunitario naturale a quello artificiale

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Andando a ritroso nel tempo scopriamo che quella che attualmente chiamiamo “vaccinazione”, nasce nel 1774 quando un contadino inglese, Benjamin Jesty, utilizzò il pus delle vacche malate per proteggere i propri figli dal vaiolo. Da quel momento in poi tra dubbi e incertezze prende piede l’industria dei vaccini fino a renderli obbligatori per alcune categorie ed in particolare per i bambini. Possiamo definire la vaccinazione una specie di battesimo laico imposto sin dai primi giorni di vita?

L’abbiamo chiesto alla vicepresidente dell’Associazione Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni) Nassim Langrudi, che offre “assistenza a coloro che hanno subìto danni da vaccini obbligatori e non, concentrandosi sulla ricerca correlata alla tematica del danno da vaccino ed inoltre sostenendo le famiglie sotto ogni aspetto della libertà di scelta e di cura terapeutica” (vedi link sotto).

Perché voler vaccinare i bambini a tutti i costi?

La risposta a questa domanda è necessariamente soggettiva, tuttavia abbiamo diverse considerazioni e fonti che possono aiutarci ad avere un quadro il più possibile concreto della situazione.
Possiamo certamente dire che i vaccini di per sé stessi abbiano diminuito nettamente la mortalità e/o migliorato la qualità della vita dalla loro introduzione ad oggi? Beh, no. Non con la sicurezza che viene propagandata. Prendendosi la briga di approfondire i dati, storicamente si è visto che sono diversi i fattori che hanno fatto sì che la mortalità per malattie diminuisse, benché questa fosse già nettamente in diminuzione già prima dell’introduzione delle politiche di vaccinazione di massa negli infanti. Una review statunitense sui dati delle mortalità 1900–1973 conclude: “Trattamenti medici [come i vaccini] hanno contribuito poco al declino generale della mortalità negli Stati Uniti dal 1900 – essendo stati introdotti in molti casi successivamente al declino già in atto”. Non dimentichiamo che, se è vero che le prime sperimentazioni legate al vaiolo risalgono addirittura al 18° secolo, quelle che fanno da “capostipite” alle vaccinazioni – intese nel senso odierno (quelle di Jenner per intenderci) – sono state proposte in massa a partire da fine 1800, pertanto questi studi sono particolarmente significativi per riflettere una realtà piuttosto diversa da quella propagandata.
Uno studio italiano1 sul trend di mortalità nel 1900, ha trovato un‘associazione significativa tra l’aumentato intake calorico attraverso il cibo ed il crollo della mortalità, riflettendo “ un miglioramento nello status nutrizionale, qualità della vita, livello socioeconomico e condizioni sanitarie”. Inoltre, la mortalità è diminuita maggiormente nelle fasce di età più giovani, “probabilmente le più sensibili ai cambiamenti nella nutrizione e nel benessere”.

Quali interessi si nascondono dietro?

Non dobbiamo dimenticare che anche dal punto di vista della millantata “filantropia” si utilizzano i programmi di vaccinazione estesi sui bambini di Paesi sottosviluppati o del cosiddetto terzo mondo, da una parte per estendere di fatto delle vere e proprie sperimentazioni, dall’altra per trarne enormi profitti in denaro: anche l’organizzazione non governativa Medici senza frontiere (MSF) ha messo in discussione l’impatto complessivo dell’alleanza GAVI sull’accessibilità dei vaccini, affermando che “il costo per immunizzare completamente un bambino nel 2014 è stato 68 volte più caro che nel 2001”. Gavi è la fondazione che fa capo a Bill Gates che promuove le vaccinazioni di massa nei Paesi poveri, di fatto riversando nelle casse delle case farmaceutiche miliardi di dollari.
Il giro d’affari è dunque difficilmente contestabile.

Quali sono i danni, le reazioni avverse più frequenti?

Anzitutto consiglio sempre ai genitori di consultare le schede tecniche dei farmaci-vaccini abitualmente iniettati ai bambini: sono facilmente reperibili per ogni vaccino disponibile in commercio sul sito Aifa, e possono riservare più di qualche sorpresa sia per quanto concerne la loro composizione specifica  e i conseguenti  “effetti collaterali”. Moltissime informazioni e studi scientifici pubblicati a livello mondiale sono anche facilmente reperibili nelle sezione “biblioteca scientifica” del nostro sito web2.
A proposito delle condizioni di salute delle popolazioni pediatriche massicciamente vaccinate degli ultimi decenni, abbiamo anche la testimonianza del World Mercury Project” che sta documentando una serie di effetti collaterali successivi alla vaccinazioni, che coprono una marea di disordini decisamente rari :

  • Il 13% dei bambini americani ha l’insegnante di sostegno.
  • Un bambino americano su 6 (1 su 6) soffre di disturbi dello sviluppo come l’ASD.
  • Attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD) colpisce circa l’11% dei bambini americani.
  • Un bambino su 20 sotto i 5 anni soffre di epilessia.
  • Allergia alle arachidi, la più comune causa di morte legata al cibo.
  • Le donne che ricevono l’antinfluenzale o il DTP durante la gravidanza sono a grande rischio di aborto ed altri problemi.
  • Malattie come la PANDAS possono colpire 1 bambino su 200 negli USA
  • Disordini sensoriali (SPD) accompagnano diagnosi di ADHD e ASD
  • Negli Stati Uniti la mortalità infantile, anche considerando la sudden infant death syndrome(SIDS), è doppia rispetto a tanti altri paesi industrializzati. Uno studio africano, condotto in Guinea-Bissau ha trovato che la mortalità era doppia nei bambini che avevano ricevuto la vaccinazione antipolio e DTP rispetto a chi non l’aveva fatta.

Ognuno può liberamente trarne le conclusioni.

La vostra associazione si avvale anche di un team scientifico: avete esaminato il contenuto dei vaccini?

La domanda che ci viene rivolta – se disponiamo davvero di un team scientifico e se abbiamo esaminato ciò che c’è dentro i vaccini obbligatori – merita una risposta chiara e articolata, perché tocca il cuore del progetto che abbiamo battezzato “Vaccinegate”. Abbiamo cominciato a occuparci direttamente della composizione dei vaccini all’indomani del decreto Lorenzin nel 2017, che ha reso obbligatorie dieci profilassi pediatriche. Di fronte ad una estensione dell’obbligo senza precedenti e alla mancanza di dati di laboratorio realmente indipendenti, abbiamo scelto di finanziare con risorse interne un’indagine approfondita: volevamo capire se ciò che si dichiara nei dossier regolatori corrisponde a ciò che, in pratica, viene iniettato ai nostri figli. Non era (e non è) un’iniziativa estemporanea: da anni collaboriamo con biologi, farmacologi e tecnici di laboratorio che operano in centri accreditati europei, tutti vincolati da contratti di riservatezza che garantiscono libertà di pubblicazione dei risultati e assenza di conflitti d’interesse con le aziende produttrici.

Il primo passo è stato procurarsi campioni autentici, non prototipi di laboratorio, acquistando diversi lotti di vaccini sul mercato italiano. 

Il prodotto analizzato più a fondo, perché largamente somministrato in età prescolare, è il Priorix Tetra di GSK, quadrivalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. I flaconi sono stati inviati, in doppio cieco, a due laboratori europei dotati di sequenziatori di nuova generazione e spettrometri di massa. I protocolli, ispirati alle linee guida adottate dalla Commissione parlamentare “Uranio impoverito”, prevedono duplicazione dei test, tracciabilità di reagenti e strumentazione, conservazione dei file grezzi di sequenziamento e pubblicazione integrale dei report (abbiamo reso tutto disponibile sul nostro sito per chiunque voglia replicare o confutare).

I risultati emersi tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019 ci hanno sorpreso oltre le nostre stesse aspettative. Il sequenziamento metagenomico ha rivelato che, in una dose di Priorix Tetra, circa il 78% (settantotto per cento) del materiale genetico totale non appartiene ai virus attenuati, bensì a DNA umano derivato dalla linea cellulare fetale MRC 5; un ulteriore 4% corrisponde a DNA di cellule embrionali di pollo, mentre il 14% è costituito da genoma virale della varicella. Facendo la semplice proporzione massa/volume indicata dal foglietto illustrativo, quella quantità di DNA fetale supera di oltre 140 volte il limite guida di dieci nanogrammi per dose raccomandato da FDA ed EMA. La mera presenza in eccesso non è l’unico dato: abbiamo sequenziato l’intero DNA MRC 5, recuperato e individuato numerose varianti sconosciute o associate a geni potenzialmente oncogeni.  Parallelamente, l’analisi del genoma virale ha evidenziato mutazioni nei ceppi attenuati di parotite e varicella non descritte nei dossier di registrazione, mutazioni che potrebbero teoricamente influire sulla stabilità antigienica o sulla sicurezza del vaccino.

Sul piano biologico il problema non è la “purezza ideale”, che nessun farmaco raggiunge, ma l’ordine di grandezza: frammenti di DNA in quantità così elevate possono, in circostanze favorevoli, superare i meccanismi di degradazione dell’organismo, integrarsi nel genoma dell’ospite (mutagenesi inserzionale) o attivare risposte autoimmuni. La letteratura cita questi rischi da decenni: la biologa molecolare Theresa Deisher, che abbiamo interpellato, ha ricordato le evidenze sperimentali su linee cellulari e animali. 

Non affermiamo che un bambino vaccinato svilupperà necessariamente tumori o malattie autoimmuni, ma sosteniamo che la soglia di dieci nanogrammi fissata dalle agenzie regolatorie non sia lì per caso e che superarla di due ordini di grandezza richieda verifiche immediate, non rassicurazioni generiche.

Quando abbiamo consegnato i dossier ad AIFA ed EMA, l’Agenzia europea dei medicinali ci ha risposto che l’impiego clinico pluridecennale di Priorix Tetra non ha prodotto segnali di sicurezza preoccupanti. 

Noi riteniamo questa replica insufficiente per almeno due motivi: primo, le segnalazioni di farmacovigilanza passiva intercettano una piccola frazione degli eventi avversi reali; secondo, l’assenza di effetti acuti non esclude possibili conseguenze a lungo termine, specialmente di tipo oncologico o autoimmunitario, che richiedono studi specifici di follow up.

Per trasparenza, ogni documento – dal contratto dei laboratori ai file FASTQ del sequenziamento – è accessibile sul nostro portale. Invitiamo ricercatori indipendenti, universitari o ospedalieri, a usare quei dati come base per altre pubblicazioni peer reviewed, a criticare eventuali errori tecnici o riaffermarne  la correttezza. Finora nessuno ha replicato la parte quantitativa sul DNA residuo, mentre diversi bioinformatici hanno confermato l’esistenza delle mutazioni nei ceppi attenuati. 

Crediamo che una scelta medica davvero consapevole poggi sulla migliore conoscenza possibile dei rischi e dei benefici, non sulla fiducia cieca in un meccanismo autoreferenziale.

Che percentuale di mortalità tra i neonati?

Domanda difficilissima. Se fossimo disonesti prenderemmo un dato di una nazione di comodo e mostreremmo come tale numero resti alto rispetto ad un altra nazione OCSE, ma non è il nostro metodo. La mortalità tra i neonati è un dato che subisce un oscillazione derivata da una moltitudine di fattori. Questa multifattorialità è l’elemento dietro  cui si nascondono anche molti decessi da vaccino. Un esempio pratico: il numero di bambini deceduti entro il primo anno di vita ogni 1000 nati vivi in Argentina è di 8,20 contro l’1,8 della Norvegia. Per parlare del nostro tema, l’Argentina ha anche un vasto calendario vaccinale, tra i più vasti al mondo e non ha una legge sul consenso informato, pertanto molte multinazionali usano questo Paese per sperimentare i propri vaccini (trovate molti studi di efficacia dei vaccini Covid19 fatti proprio in Argentina). Possiamo fermarci a questo dato? Certamente no. Alcuni anni fa visionammo per caso il video-inchiesta di un fotografo documentarista argentino, Pablo Ernesto Piovano, relativo alla profondità l’impatto dei pesticidi (tra cui glifosato) sull’ambiente e sulla salute in Argentina. 

Il titolo del documentario è “El Costo Humano de los Agrotóxicos”3 e guardandolo , aggiungerete un altro  pezzettino all’enorme mosaico che compone la multifattorialità di cui parlavo prima.
Di fatto  siamo in possesso di una piccola lente di ingrandimento che ci permette di guardare solo uno degli aspetti della salute infantile, ma non è l’unico.

Un tempo c’era l’immunità naturale ottenuta con la trasmissione virale da un bambino all’altro del virus delle malattie esantematiche (morbillo, rosolia e via di seguito) proprie dell’infanzia. Poi si è passati alla  immunizzazione artificiale. Questo vuol dire snaturare la missione del sistema immunitario solo per mettere le mani sulla salute dell’uomo?

In un mondo normale e senza obblighi vaccinali, con un sistema che prevede una personalizzazione della vaccinazione e la totale libertà di scelta anche di non vaccinarsi, il problema neppure si porrebbe. Ogni genitore, sempre in questo mondo immaginario e normale, avrebbe il massimo delle informazioni possibili per ogni malattia prevenibile dalla vaccinazione e potrebbe fare un rapporto rischio/beneficio sul proprio figlio. Anche su temi come questo che riguardano prettamente il funzionamento dell’organismo umano e il funzionamento dei vaccini a livello immunitario non siamo noi a dover esporre aspetti tecnici e questioni mediche, però ci sono stati diversi specialisti che nel corso del tempo si sono spesi spiegando le conseguenze del voler sostituire la perfetta macchina che dovrebbe essere il corpo umano con la somministrazione di preparati chimico- biologici… a tal proposito cito il libro dell’immunologa Tetyana Obukhanych “I vaccini sono un’illusione” che tratta  questo argomento  in maniera specifica.

Quali correlazioni tra malattie e vaccini pediatrici e non?

La domanda richiederebbe interi libri per rispondere. Il grande problema che vive soprattutto l’Italia è una gravissima e oscena sottostima delle reazioni avverse.4 Se si guardano tutti i report ufficiali di AIFA sulla vaccinovigilanza, la farmacovigilanza specifica per i vaccini, si nota subito che con l’aumento delle dosi somministrate c’è una diminuzione delle reazioni avverse. Se prendiamo i report dal 2019 al 2021 dei soli vaccini non Covid19, troviamo 3.768 segnalazioni spontanee nel 2019,5 2.376 segnalazioni spontanee nel 2020 e 2.045 segnalazioni spontanee nel 2021. Ma nei medesimi anni è aumentata la totalità delle dosi somministrate e non sono stati cambiati i vaccini. Se poi si prova a comprendere la differenza di segnalazione a livello regionale si vedrà che il solo Veneto ha raccolto per AIFA ben 1179 segnalazioni di sospette reazioni avverse, contro le 80 del Lazio. In sostanza il solo Veneto raccoglie le stesse segnalazioni di tutto il Sud-Italia, isole comprese e centro Italia. Vi pare una cosa statisticamente normale? Sia chiaro, non è il Veneto più bravo, solo che ha una serie di meccanismi che impongono maggiore segnalazione, come un costoso sistema di farmacovigilanza ed una serie di ospedali che fungono da sperimentazione per molti vaccini, ma possiamo assicurare che anche il nostro amatissimo Veneto soffre di gravi sottostime.

Perché mai si vorrebbe provocare malattie? Per vendere più farmaci? L’industria dei vaccini e dei farmaci derivati dal petrolio servono a curare o a far ammalare, o ad alleviare tutt’al più i sintomi?

Non ho una risposta a questa domanda, tuttavia  possiamo fare una riflessione da prendere più come un pensiero ad alta voce che come verità assoluta. Nel 1950 l’aspettativa di vita oscillava tra i 63,9 e i 67,4 anni mentre oggi è di circa 84 anni. Si tende ad imputare questo allungamento dell’aspettativa di vita al solo fattore farmacologico ma, in realtà, esiste una multifattorialità troppo spesso dimenticata. Avvenimenti come la potabilizzazione dell’acqua e l’estendersi dei sistemi fognari hanno contribuito moltissimo all’innalzamento dell’età media assieme ad una migliore gestione dei rifiuti, ad abitazioni più salubri e ad un’alimentazione migliorata con una dieta più ricca e bilanciata. Possiamo anche dire che il miglioramento delle cure e di molti farmaci hanno avuto un ruolo non di poco conto, ma ad un certo punto l’equilibrio si è rotto e siamo passati dal ritenere gli antibiotici come farmaci di grandissima importanza in situazioni di malattia piuttosto grave, a doverne limitare la prescrizione poiché i medici li hanno iper prescritti per decenni anche in casi non necessari fino a mangiarli nella carne e nel pesce, poiché usati nell’industria intensiva. Oggi si parla di antobiotico-resistenza come di un fenomeno alquanto preoccupante proprio per la salute umana. Di fatto siamo passati da non morire più di sepsi per un’infezione batterica a morire in ospedale per un superbatterio farmacoresistente. Siamo passati dal 1950 con un solo vaccino inoculato, l’antivaiolosa (di cui non nascondiamo il rovescio della medaglia con le sue reazioni avverse e molteplici fallimenti vaccinali) a 60 dosi di vaccini in 37 vaccinazioni da 0 a 18 anni. Siamo passati dal ritenere importanti alcuni trattamenti sanitari ad avere come quarta causa di morte in Europa proprio le infezioni nosocomiali e gli errori medici.

Cosa suggerite ai genitori che sono nel dubbio?

Coltivate il dubbio! Non c’è altra strada se non quella di coltivare il dubbio e tentare di riempirlo informandosi e ricordando che indipendentemente da quale sarà la loro scelta, in Italia una fetta della popolazione ha, di fatto, ancora un Green Pass imposto: ad oggi la fascia più delicata, ovvero i bambini non vaccinati vengono privati dei propri diritti, perché la legge 119/2017 impedisce loro la frequenza di nidi o scuole materne ghettizzandoli e discriminandoli come presunti “untori” (nulla di più antiscientifico!). Devono informarsi e prendere una decisione, ricordandosi anche di essi.

Per le questioni pratiche o per un consiglio possono contattarci scrivendo a info@corvelva.it o visitare il nostro  sito web da cui attingere informazioni.

I pediatri e/o medici vaccinatori informano dei rischi/benefici prima di somministrarli e richiedere di firmare il consenso?

No, ma vogliamo fare un gioco con i vostri lettori per spiegarvi concretamente cosa succede nella realtà. Andate sul nostro sito e cercate la sezione “Bugiardini”.6 Cercate un vaccino che la ASL vuole proporvi o, meglio, un vaccino che vi hanno proposto e voi avete accettato di farlo. Prendiamo ad esempio un facoltativo come il Rotavirus, ormai diventato di routine alla prima dose vaccinale del neonato. La scheda che abbiamo preparato contiene per ogni vaccino commercializzato in Italia, le principali informazioni presenti su scheda tecnica e foglietto illustrativo. Ora vi chiediamo: “Vi hanno mai detto che il Rotarix della GSK ha come effetto indesiderato l’invaginazione intestinale o apnea in bambini molto prematuri? Vi hanno mai detto che il 22 marzo 2010 l’FDA ha annunciato che un gruppo di ricerca accademico indipendente statunitense ha trovato DNA del circovirus suino 1 (PCV1) nel vaccino ROTARIX e che il PCV1 rimane un contaminante dichiarato del vaccino ROTARIX? E se invece vi proponessero il Rotateq della Sanofi Pasteur vi hanno detto che durante la sorveglianza post-marketing sono stati riportati casi di gastroenterite associata al virus vaccinico in neonati con immunodeficienza combinata severa? Vi hanno detto che il Rotateq ha ufficialmente una contaminazione virale sia del PCV1 che del PCV2?
Veniamo all’esperimento pratico: se avete vaccinato vostro figlio recentemente, aprite il libretto vaccinale e trovate che vaccino gli hanno somministrato. Cercate la scheda sul nostro sito e poi pescate a caso una reazione avversa tra quelle riportate e presenti nella scheda tecnica del produttore… se chiamaste il pediatra dicendogli che vostro figlio ha avuto quella reazione avversa… dopo 5 secondi, al 99% la risposta sarebbe “ma no, non c’è correlazione con il vaccino”. E questo lo possiamo dire con certezza dalle migliaia di esperienze identiche ascoltate negli anni.

Dopo i vaccini Anticovid, arrivano quelli autoreplicanti approvati dall’EMA, peggiori dei primi in quanto non solo mai sperimentati, ma che potrebbero passare da un vaccinato ad un non vaccinato attraverso liquidi corporei (saliva, sudore…). Anche qui bisognerebbe intraprendere una battaglia?

Osserviamo anche l’evolvere delle notizie in merito a questa nuova tipologia di vaccini, cercando sempre di affrontare la problematica in maniera non tecnica, ma prima di tutto filosofica e “politica”. A prescindere dal “tipo” di vaccino, la prima battaglia è sempre la stessa: libertà di scelta terapeutica. Poi, sì, abbiamo un sito web colmo di informazioni e bibliografia scientifica, tuttavia restiamo in primis genitori e il nostro focus è quello di combattere ogni forma di obbligo vaccinale, anche perché siamo certi che non vi sarà nessuna opposizione da parte di questo Governo (ma in realtà di nessun Governo).

E’ una guerra all’essere umano? Una violazione del diritti umani e della libertà?

Ovviamente la risposta che diamo come Associazione che combatte contro ogni forma di obbligatorietà vaccinale è che ciò che viviamo noi e i nostri figli è una palese violazione delle libertà fondamentali. Questo però è solo il nostro punto di vista, storicamente ci corre l’obbligo di ricordare che da quando esistono i vaccini esiste anche la coercizione. Le due questioni, privazione delle libertà fondamentali e vaccinazione, sono due facce della stessa medaglia.
Per esempio, nella Gran Bretagna di metà ‘800 la vaccinazione veniva imposta a suon di manganellate e galera e alcuni slogan sentiti e urlati nelle piazze contro il Green Pass nella recente “pandemia”, erano i medesimi che urlavano i genitori di Leicester nel 1860.7
Alla luce degli innumerevoli episodi di coercizione vaccinale e di abusi perpetrati alla cittadinanza per imporre la vaccinazione, dovremmo valutare che la vaccinazione è sempre funzionata così.

A tutti i costi vorrebbero costringere coloro che non hanno ceduto al ricatto vaccinale durante la recente “pandemia” ad essere vittime di una eventuale inoculazione passiva?

Questa è una domanda che abbiamo sempre cercato di evitare perché la nostra posizione poteva essere fraintesa, ma proviamo a spiegarlo bene. Uscire o non uscire dall’OMS è del tutto irrilevante nell’attuale contesto politico e il Covid19 dovrebbe avercelo mostrato in maniera lapalissiana. Le aree geografiche in cui le libertà fondamentali sono state totalmente annichilite sono Italia, Israele, Canada (solo nella provincia del Québec) e parte dell’Australia. In queste aree geografiche non è stato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’OMS, a toglierci il lavoro, la socialità. Non è stata l’OMS a sbattere fuori dalle corriere i nostri figli. Non è stata un’entità sovranazionale a togliere lo sport a mio figlio ma sono state norme votate dalla quasi totalità del precedente arco parlamentare. Le disposizioni sono state votate SEMPRE all’unanimità, anche le più becere, e qua non c’entra nulla l’OMS.
Per meglio capirci, non è stata l’OMS a corrompere con 600 milioni di lire l’ex Ministro della Salute De Lorenzo per imporre la vaccinazione anti-Epatite B come non è stata l’OMS a spingere per il DL Lorenzin.

Ricordiamo che con il decreto 73 del 2017, l’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin portò da 4 a 10 i vaccini obbligatori pediatrici ( 0-16 anni). Il 15 giugno scorso è terminata la raccolta di firme per indire il referendum “PERMIOFIGLIOSCELGOIO” alfine di abrogare questa legge. Ci potrebbe essere possibilità di successo?

Abbiamo ampiamente spiegato le problematiche legate ad un referendum e la nostra posizione resta invariata: nessuno al mondo che abbia veramente visto gli effetti dell’obbligo vaccinale ha mai avuto l’idea di chiedere alla maggioranza del proprio popolo se tale obbligo fosse accettabile. Chiedere alla stessa maggioranza che ci ha vessati e vilipesi se è giusto sbattere i bambini fuori dalle materne non ci è mai parsa una buona idea.

Da non dimenticare anche che l’Italia nel 2014 per la durata di cinque anni fu designata nell’ambito del “Global Health Security Agenda”, capofila delle strategie e campagne vaccinali nel mondo. A ricevere questo prestigioso incarico alla Casa Bianca a Washington, alla presenza di Barack Obama, il Ministro Lorenzin e il Presidente dell’AIFA Pecorelli definendolo come “un importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”. E’ tempo di non fare più da cavie?

Credo sia giunto il momento di ridare ai genitori la libertà di scelta in campo terapeutico ma a tutto lo staff Corvelva è chiarissimo che la battaglia è ancora lunga. L’onda nera del morbillo, che ha portato ad una tempesta di obblighi vaccinali, nasce in America ed è sbarcata in Italia nel 2017, Francia nel 2018 e Germania nel 2019. Dopo è arrivato il Covid19 che può essere considerato una parentesi… Siamo certi che ci possiamo aspettare novità o vecchi ritorni di spauracchi epidemici all’orizzonte ed è del tutto evidente che la differenza la potrà fare solo una massa che prende coscienza della situazione ed impara le lezioni del passato, anche recentissimo. La mia opinione, da questo punto di vista, è meno che ininfluente; tutti insieme possiamo però fare qualcosa per tentare di cambiare lo status quo, e possiamo certamente batterci per difendere le nostre idee e posizioni. Non mi stancherò mai di dire che quando finiremo di nasconderci e diverremo massa critica, potremo realmente fare la differenza.

Cinzia Notaro

1https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4259389/

2https://www.corvelva.it/biblioteca-scientifica.html

3https://www.youtube.com/watch?v=1o6CujuwoXQ

4https://www.corvelva.it/malattie-vaccini/facciamo-il-punto/la-farmacovigilanza-un-fallimento-tutto-italiano.html

5 Ovviamente la data è riferita all’anno precedente

6https://www.corvelva.it/approfondimenti/bugiardini.html

7https://www.corvelva.it/approfondimenti/archivio-storico/cento-anni-fa-leghe-anti-vaccinazione.html