Georgia: con l’addio al Patriarca Ilia II si apre la transizione per la Chiesa Ortodossa
La morte di Ilia II, avvenuta il 17 marzo all’età di 93 anni nel quarantanovesimo anno del suo pontificato, apre una fase delicata per la Chiesa Ortodossa Georgiana. L’ultima elezione patriarcale risaliva al 1977, in un mondo — e soprattutto in un Caucaso — radicalmente diverso da quello odierno.
Figura tra le più autorevoli del cristianesimo contemporaneo, Ilia II — Elia per l’Occidente — è stato protagonista di una vera rinascita ecclesiale dopo le devastazioni sovietiche. Al momento della sua elezione la Georgia contava appena quindici diocesi e trenta chiese attive; alla sua morte presenta una rete capillare di strutture ecclesiastiche e clero, segno di una ricostruzione spirituale profonda. Un paziente ritorno alla fede dopo decenni di ateismo di Stato, accompagnato da una ferma opposizione ai tentativi stranieri di reimpossessarsi del Paese.
Il suo patriarcato ha incarnato anche una testimonianza contro il relativismo contemporaneo e a difesa dell’identità spirituale e statale georgiana. Nei momenti di crisi politica e conflitto armato, Ilia II ha rappresentato un punto di riferimento morale stabile, guidando la Georgia attraverso la difficile transizione post-sovietica verso l’indipendenza.
Il Santo Sinodo, riunitosi immediatamente dopo la scomparsa, ha reso nota la propria decisione in conferenza stampa: il Metropolita Shio Mujiri è confermato locum tenens del trono patriarcale, in una scelta di continuità già prefigurata nel 2017, quando il Patriarca — consapevole dei propri acciacchi e della propria ingravescens aetas — lo aveva designato co-reggente, scegliendo però di non abdicare.
Il locum tenens garantisce ora la continuità istituzionale senza poter imprimere svolte strutturali — funzione paragonabile a quella del Camerlengo nella sede vacante cattolica. L’elezione del nuovo Catholicos-Patriarca dovrà avvenire tra quaranta giorni e due mesi dalla vacanza, dunque tra fine aprile e metà maggio 2026. Il Sinodo — composto da 39 vescovi — selezionerà tre candidati; l’assemblea allargata voterà, con diritto di voto riservato ai vescovi e maggioranza assoluta fissata almeno a 20 voti.
Shio Mujiri è già il nome più accreditato. Le esequie di Ilia II si terranno il 22 marzo nella Cattedrale di Sioni. Si chiude l’epoca di un pastore che ha custodito, con fermezza, l’anima cristiana della Georgia.
Carlo Coppola