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Il pontificato di Bergoglio è stato visto come una minaccia all’unità della Chiesa, un allontanamento dalle radici, dai principi e dagli insegnamenti che l’hanno guidata nel corso della storia, come dimostrano le sue principali encicliche “Laudato sii”, “Amoris Laetitia”, “Fratelli Tutti”. Una vera rivoluzione. Leone XIV riuscirà a riportare sulla retta via il timone della barca in tempesta? Abbiamo approfondito questi aspetti con Vitantonio Marasciulo, già Direttore ed Editore del giornale di Monopoli “Il Borgo”, teologo e autore di quattro libri di poesia e di un saggio in cantiere sul libro dell’Apocalisse, prossimo in uscita.

La magna quaestio è che Bergoglio confonde la verità evangelica con il misericordismo. Mi spiego meglio. In Bergoglio dimorava il desiderio di vedere l’inferno vuoto di anime, perché “Gesù perdona settanta volte sette”. La misericordia tra l’altro era presente nel motto papale. Voglio dire che il Risorto è sì misericordioso, ma ci chiama alla penitenza, alla contrizione, al crogiuolo per raffinarci nella croce e ritrovare la fonte della vita, che è l’Amore di Cristo. Non capisco perché Bergoglio si sia dimenticato del pentimento e della contrizione. Senza pentimento, non c’è vita, non c’è luce, non c’è speranza. La misericordia non potrà mai essere automatica …  questa è la spiegazione del passo del vangelo di Mt 14,22-36. Ritengo quindi che “Amoris Laetitia”, “Fratelli tutti”, Laudato si”, ma anche “Fiducia Supplicans” e “Traditionis Custodes” non rispettano la tradizione apostolica e il Magistero della Chiesa e dunque non onorano, non glorificano il Vangelo. In Apocalisse cap. 4  in cui si legge che  Giovanni viene portato in cielo nella sala del trono ( visione importante che ricorre ben quaranta volte, per lo più in contesti polemici nei confronti dei molti troni che gli uomini innalzano ai falsi dèi ) , “Fratelli Tutti” è messo in discussione. In ogni modo, vedo in Francesco delle anfibologie a favore del Modernismo,a scapito delle verità evangeliche, che ne escono annacquate.  Leone XIV, invece, è partito bene suscitando entusiasmo e ripresa della fede in Cristo. Col passar dei mesi si ha la sensazione che appartenga alla serie: “Voglio, ma non posso”, perchè ha le mani legate,in quanto la chiesa di Bergoglio non è svanita, si è ancor più rinsaldata nella falsa chiesa, annunciata dalle profezie mariane e dalla stessa mistica, beata Caterina Emmerick. Non vorrei che Leone XIV facesse  la figura della bomboniera nelle mani della Deep Church. Deve avere il coraggio proprio degli Apostoli, di sfidare il martirio, come poi c’è stato riguardo gli eventi riportati di recente in cui si fa riferimento al sacrificio di Papa Luciani e a quello di Papa Benedetto XVI. È una situazione complessa, ma è fondamentale avere fede, poiché lo Spirito Santo è sempre accanto ai suoi devoti, incluso Leone XIV, il vicario Cristo sulla terra. Le forze del male non trionferanno.

Cosa pensare delle nuove traduzioni bibliche approvate dalla Cei come ad esempio nel “Padre Nostro”: ” Non ci abbandonare nella tentazione” al posto di “Non ci indurre in tentazione “;nel Gloria: ” Agli uomini amati dal Signore” al posto di “Agli uomini di Buona volontà”, o nel vangelo di Matteo 16,26:” Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria vita” al posto di ” Se poi perde la propria anima”?

Sul “Non abbandonarci alla tentazione” al posto di “non ci indurre in tentazione”, come recita il testo latino, se penso a Cristo nel Getsemani, al calvario e alla Sua morte in croce, dovrei supporre che il Padre abbia lasciato il Suo Unigenito Figlio preda del male nel Getsemani, durante il  calvario e nel momento della Sua morte in croce, per poi essere vinto dal nemico. Si tratta invece di una assenza di presenza che prelude alla Risurrezione. Le prove della vita sono di fede, perché la vita dell’uomo è sotto la guida di Dio. Le tentazioni sono permesse per correggerci rendendoci  simili a Lui, non perché Dio vuole il male e la nostra rovina, perché Lui, che è salvezza, ci vuole far  rimanere radicati nella verità evangelica che ci ha dato la vita. Creati a Sua immagine e somiglianza siamo destinati alla Risurrezione , non senza le tentazioni, il calvario e la morte da tradursi come il chicco di grano che “se non muore non porta frutto…” (Giovanni 12,24-26 ) .

Come dire, il combattimento spirituale, oggi più che mai incandescente, deve tradursi in parole e azioni piene d’Amore e non vuote di amore. S. Paolo conia una frase che simboleggia la condizione di vuoto: “ …Cembali che tintinnano” ( !Corinzi 13,1 ). Alla luce di quanto detto, la frase “non abbandonarci alla tentazione” non si calibra al meglio con la verità evangelica. Cristo è Amore. E’ Dio. E’ verbo del Padre. L’uomo a causa del peccato originale è “un legno curvo” afferma S. Agostino, la sua posizione eretta la ritrova solo con l’Amore del Risorto. Per sintetizzare il concetto, si adatta meglio l’espressione : “Aiutaci o difendici nella tentazione”. “Non abbandonarci alla tentazione”, presenta dunque delle  riserve, perché la salvezza non è automatica o qualcosa di magico ; ci si salva andando incontro al Signore, affidando a Lui fragilità e insicurezze derivanti dal peccato originale. In Matteo 14,22-36, i discepoli erano intenti a combattere le perturbazioni del mare di Galilea, terrorizzati per la tempesta. Gesù va loro incontro, camminando sulle acque del lago di Tiberiade. Pietro riconosce Gesù che gli dice vieni a me, apriti a me, alzati e cammina verso di me. Mette prima un piede fuori, poi tutt’e e due, s’ incammina, avanza brevemente sulle acque , ma poi nel momento in cui rientra in sé riflettendo su ciò che ha fatto, si spaventa, perde la luce della Grazia che offre il maestro e affonda e, tuttavia, viene salvato da Gesù. Ecco l’importanza vitale della fede nel Risorto… lasciarsi andare a Lui quando la nostra vita è immersa nella tempesta o nelle tentazioni. Lui ci sta sempre, ma dobbiamo tendergli le nostre mani perché ci tiri su per non affogare. Da soli non ci si salva.

Sulla preghiera del “Gloria”, la nuova traduzione: “Agli uomini amati dal Signore” al posto di “Agli uomini di Buona volontà”, mi fa pensare al soffio vitale di genesi memoria, soffio che ha la stessa energia divina della creazione : siamo tutti figli di Dio, creati a Sua immagine e somiglianza , amati dal Signore, perché il Risorto che è AMORE non può fare distinzioni o divisioni e dunque figli della legge dell’Amore, la sola via che conduce alla salvezza eterna. Comunque lascia delle perplessità.

Sul passo di Matteo 16,26: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria vita” al posto di “Se poi perde la propria anima”, certamente la più idonea è “Se poi perde la propria anima”, poiché il cuore della vita dell’uomo, il motore del corpo è il tabernacolo dell’anima, Il termine “vita” non riflette appieno la profondità dell’anima.

Le infiltrazioni massoniche nella Chiesa appartengono alla teoria del complotto o sono veritiere?

Non appartengono alla teoria del complotto, ma corrispondono a verità, non perché l’afferma il sottoscritto, ma le stesse profezie mariane riconosciute dalla Chiesa tra cui quelle di Quito, Fatima, Medjugorje e della stessa mistica beata Caterina Emmerick che  parlano della “Falsa chiesa delle tenebre”.

Cinzia Notaro