A Sofia conferenza internazionale su “Armenia: crocevia di secoli e mondi”
SOFIA – Centododici studiosi provenienti da Armenia, Bulgaria, Italia, Francia, Germania, Austria, Ungheria e Stati Uniti si sono riuniti il 18 e 19 giugno all’Università di Sofia “San Clemente d’Ocrida” per la conferenza internazionale “Armenia: Crocevia di secoli e mondi”, uno dei più importanti appuntamenti europei del 2026 dedicati agli studi armeni.
L’evento ha coinciso con il trentesimo anniversario della specializzazione in Armenistica e Caucasologia dell’ateneo bulgaro, che rappresenta oggi uno dei pochissimi centri accademici al mondo, fuori dall’Armenia, a offrire un percorso completo di laurea in Studi Armeni.
Ad aprire i lavori sono stati la vice rettrice Reneta Bozhankova, l’ambasciatrice della Repubblica d’Armenia in Bulgaria Tsovinar Hambartsumyan, il responsabile del Dipartimento di Armenistica e Caucasologia Petar Goliyski e la preside della Facoltà di Filologia Classica e Moderna Gergana Petkova.
Nel suo intervento, l’ambasciatrice Hambartsumyan, già rappresentante diplomatica armena in Italia dal 2020 al 2024, ha ricordato come l’Armenia sia stata per secoli un punto d’incontro tra commerci, culture, lingue e religioni, sottolineando al contempo il ruolo della diaspora armena nello sviluppo culturale e intellettuale della Bulgaria. Ha inoltre richiamato l’iniziativa governativa “Crossroads of Peace”, lanciata da Yerevan nel 2023 per favorire connettività, cooperazione economica e dialogo tra i popoli.
Particolarmente apprezzata la sezione dedicata all’arte e alla cultura materiale armena, che ha evidenziato la crescente collaborazione tra Italia, Bulgaria e Armenia. Marco Ruffilli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha presentato uno studio sui primi khachkar del Nakhichevan, mentre Rachele Zanone dell’Università di Siena ha approfondito il ruolo dei mercanti armeni nella cultura visiva della dinastia Tang lungo le Vie della Seta. Di rilievo anche l’intervento dello studioso dell’Università di Sofia Igor Dorfman Lazarev sull’opera di Mkhitar Gosh e sulla formazione dell’identità armena medievale.
La conferenza ha confermato il ruolo di Sofia come uno dei principali centri europei per gli studi armeni e caucasici. Non solo un incontro accademico, ma anche un simbolo del dialogo culturale tra Armenia, Bulgaria e Italia, nel segno di una comune eredità cristiana orientale che trova nell’Università intitolata a San Clemente d’Ocrida un luogo particolarmente significativo per costruire nuovi ponti tra storia, cultura e ricerca.
Carlo Coppola