Assistenza specialistica scolastica a Bari, allarme sulle richieste: “Molti studenti disabili restano senza educatore”.

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Con l’arrivo di aprile e delle festività pasquali, torna al centro dell’attenzione il tema dell’assistenza specialistica nelle scuole superiori di Bari.

Qualcosa, dallo scorso anno, non torna. Secondo quanto emerge, a fronte della possibilità per le famiglie di presentare autonomamente la domanda attraverso il portale “autorizzo.com”, il numero di richieste pervenute alla Città Metropolitana lo scorso Aprile, è risultato sorprendentemente basso rispetto agli studenti disabili effettivamente presenti negli istituti del territorio.

Una discrepanza che solleva interrogativi. “A cosa è dovuto questo scarto?” si chiedono operatori e famiglie. E noi più di loro ci chiediamo come possa essere possibile che, proprio in questo momento storico di una crisi economica senza precedenti, le famiglie possano rinunciare ad un servizio di inclusione sociale che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, garantisce.

Tra le possibili cause, vengono segnalate alcune criticità legate al comportamento di singoli istituti scolastici. In particolare, si evidenzia generalmente una scarsa pubblicità al servizio offerto e poi come, in alcuni casi, i referenti per l’inclusione avrebbero scoraggiato i genitori dal proseguire con il servizio educativo, adducendo presunti ritardi nell’aggiornamento delle certificazioni ai sensi della legge 104.

Una posizione che, tuttavia, appare in contrasto con il principio di continuità educativa, soprattutto nel passaggio dalle scuole medie alle superiori. Le ore di assistenza specialistica dovrebbero infatti essere garantite sulla base dell’ultimo Piano Educativo Individualizzato (PEI), senza interruzioni.

Le conseguenze, nella pratica, sono pesanti:

  • studenti disabili che restano privi di educatore per il primo, talvolta anche per il secondo anno di scuola superiore;
  • un quadro incompleto e non veritiero dei bisogni reali sul territorio, nonostante i fondi stanziati dalla Regione Puglia;
  • il rischio di una gestione interna e poco trasparente delle assegnazioni degli educatori.

Proprio su quest’ultimo punto si concentra una delle criticità maggiori. Le assegnazioni delle risorse educative avvengono generalmente tra settembre e ottobre. Se la documentazione viene trasmessa in ritardo, l’educatore rischia di perdere l’abbinamento con l’alunno, dovendo cercare ore didattiche altrove o subendo una riduzione del monte ore contrattuale.

Da qui una precisazione importante: “Non mancano gli educatori, ma i nominativi degli studenti segnalati”, sottolineano fonti del settore, evidenziando come molti alunni disabili siano regolarmente presenti nelle scuole ma non risultino negli elenchi ufficiali.

Infine, un appello alle famiglie: compilare autonomamente la domanda sul portale dedicato resta fondamentale per garantire il diritto all’assistenza.

Viene inoltre ricordato che anche gli studenti con certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 1 della legge 104 hanno diritto a essere inseriti negli elenchi e a ricevere il servizio, seppur con priorità successiva rispetto ai casi più gravi (comma 3), come già confermato da diverse pronunce dei tribunali.

Questa è una situazione che, se non affrontata tempestivamente, rischia di tradursi in una grave disparità di accesso a un servizio essenziale per l’inclusione scolastica, con un grave danno alla società di domani.

Paolo Scagliarini