Da Rebibbia lettera al Ministro Nordio

Prison Cells

Prision Cells at Old Idaho Penitentiary in Boise, Idaho

Rebibbia, 14 maggio 2026 – 496° giorno di carcere.

Al Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio

Al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), Dott. Stefano Carmine De Michele

Al Primo Presidente della Corte di Cassazione, Dott. Pasquale D’Ascola

Al Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, Dott. Pio Silvestri

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Avv. Fabio Pinelli

Alla Coordinatrice Nazionale Magistrati di Sorveglianza, Dott.ssa Monica Amirante

Al Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, Avv. Francesco Petrelli

Al Presidente del Garante Nazionale dei Diritti delle persone detenute, Dott. Riccardo Turrini Vita

Al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Dott. Michael O’Flaherty

Al Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT), Dott. Alan Mitchell

Alla Cancelleria della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)

Ill.me Autorità,

la presente segnalazione a firma di Giovanni Alemanno e Fabio Falbo, detenuti presso la Casa Circondariale Rebibbia NC di Roma, intende portare all’attenzione delle SS.VV. una grave e sistematica alterazione dei criteri di calcolo dello spazio detentivo individuale, con effetti diretti sulla tutela dei diritti fondamentali previsti dall’art.3 CEDU e sull’applicazione dell’art. 35-ter O.P.

Tale fenomeno non rappresenta un mero disallineamento tecnico, ma configura una distorsione istituzionale di un dato che incide sulla libertà personale, sul diritto al risarcimento e sull’accesso ai benefici penitenziari, nonché produce un grave danno erariale.

IL PROBLEMA: un algoritmo che altera i dati tecnici riportati nelle note informative su cui si basano le Ordinanze degli Uffici di sorveglianza sui reclami ex art.35-ter O.P.

Nell’applicativo informatico ASD (Applicativo Spazi/Detenuti) del DAP utilizzato nelle note informative inviate dagli istituti penitenziari agli Uffici di sorveglianza, si evidenziano:

• Utilizzo di algoritmi variabili, che dilatano o restringono in modo casuale lo spazio calpestabile nelle medesime celle.

• Superficie lorda delle celle calcolata in modo sbagliato.

• Criteri non uniformi nella sottrazione dello spazio calpestabile occupato dagli arredi fissi.

Alcuni esempi concreti riferiti alle stesse celle per le quali vengono riportati dati diversi nella stessa relazione:

• Cella da 8 mq (cubicolo): 5,17 mq calpestabili per persona detenuta, in altra relazione per la stessa cella si ha una metratura calpestabili 7,13 mq per persona detenuta.

• Cella da 22 mq con 4 persone detenute: 3,82 mq calpestabili, in altra relazione per la stessa cella si ha una metratura calpestabili 4,61 mq per persona detenuta.

• Cella da 22 mq con 5 persone detenute: 3,05 mq calpestabili in altra relazione per la stessa cella si ha una metratura calpestabili 3,68 mq per persona detenuta.

• Cella da 22 mq con 6 persone detenute: 2,54 mq calpestabili in altra relazione per la stessa cella si ha una metratura calpestabili 3,07 mq per persona detenuta.

Non si può in nessun caso affermare che le misurazioni siano formulate a seconda della giurisprudenza, in particolare quella antecedente alla Sentenza a SS.UU. della Cassazione n.6551 depositata il 25/02/2021, perché le misure su citate sono state espresse successivamente alla sentenza in questione.

Gli errori presenti nelle note informative fornite dagli Istituti penitenziari.

Nelle note informative degli Istituti penitenziari (ad esempio quelle prodotte dalla Casa Circondariale Rebibbia NC di Roma) si riscontra, in spregio alla recente Sentenza di Cassazione n. 24997 del 25 giugno 2024:

• Mancato scomputo dei letti singoli, qualificati come “amovibili” nonostante siano fissi e imbullonati a terra (la Cassazione ha chiarito che vanno sempre scomputati);

• Mancato scorporo di alcuni arredi fissi al muro;

• Inclusione del bagno a vista come superficie calpestabile e non come una mancanza di privacy;

• Sistematico utilizzo di un dato fallace di 22 mq per la superficie della cella multipla da 6 persone, quando nella realtà questa superficie è di 20 mq (4m x 5,2 m = 20,8 mq – 0,8 mq (spazio entrata bagno) = 20 mq) come misurato da molteplici rilevazioni, anche del Garante regionale delle persone detenute, Stefano Anastasia.

In sostanza, si attribuisce alla persona detenuta uno spazio calpestabile pro capite materialmente inesistente.

La distanza tra i dati informatici dell’ASD e la realtà degli istituti è stata accertata direttamente anche durante una visita ispettiva al carcere di Regina Coeli compiuta il 30 settembre 2025 dall’On. Roberto Giachetti, alla presenza del Presidente di “Nessuno tocchi Caino” Rita Bernardini. In quell’occasione è emerso che tali dati informatici certificavano come “regolari” celle che, nella realtà, risultavano prive degli standard minimi di superficie calpestabile pro capite previsti dall’art.35 ter O.P.

Conseguenze giuridiche.

• Queste alterazioni dei dati tecnici determinano sistematici rigetti dei reclami ex art. 35-ter O.P. in violazione dell’art. 3 CEDU, tenendo conto che si rigetta anche per centesimi quando la nota tecnica attesta 3,07 mq o 3,05 mq come spazio calpestabile pro capite. Il tutto senza tener conto che anche quando lo spazio reale pro capite è tra 3 e 4 mq le persone detenute avrebbero diritto al risarcimento o riduzione della pena in base ad altri fattori che rendono la detenzione inumana e degradante.

Impatto sistemico: costi e benefici

Il mantenimento di questo sistema produce un danno erariale immenso:

• Costo detenzione: circa € 150,00 al giorno per persona detenuta;

• Costo risarcimento alternativo: € 8,00 al giorno.

Non riconoscendo le giuste detrazioni di pena previste dall’art. 35 ter O.P. lo Stato paga due volte (detenzione più risarcimento), si perpetua il sovraffollamento e si ostacola la funzione rieducativa. La correzione dei dati comporterebbe la scarcerazione o riduzione pena di almeno 10.000 persone, secondo una prima analisi incrociata dei dati ufficiali su pene inflitte e pene residue, con una riduzione dei costi di € 158 per ogni giorno di pena ridotta ad ogni persona detenuta. Non si tratta di uno “svuota carceri” non essendo un beneficio, ma di una riduzione del sovraffollamento ottenuta semplicemente con il ripristino dello Stato di diritto.

Richieste alle Autorità preposte.

• Al Ministro della Giustizia, On. Nordio, e al Capo DAP, Dott. De Michele, di compiere una revisione immediata dell’applicativo ASD e un audit indipendente sulle note informative già emesse dagli istituti penitenziari.

• Al Primo Presidente della Corte di Cassazione, Dott. Pasquale D’Ascola, di valutare la possibilità di una nuova pronuncia a Sezioni Unite che definisca l’obbligo di scomputare tutti gli arredi fissi e i letti ancorati a terra, nonché di quelli non ancorati visto che rimangono sempre in stanza, perché non si può pensare di portare un letto fuori dalla cella o metterlo verticalmente visto il peso e le garanzie di sicurezza che è necessario garantire per ogni persona detenuta.

• Al Procuratore Generale Corte dei Conti, Dott. Silvestri, di valutare la responsabilità per danno erariale derivante da note informative che contengono dati errati a causa dell’utilizzo dell’applicativo ASD, errori che espongono lo Stato al pagamento del costo di giorni di detenzione che dovrebbero essere cancellati in base ad una corretta applicazione dell’art. 35 ter O.P., nonché al costo di eventuali richieste di risarcimento e di procedimenti giudiziari derivanti da rigetti e impugnazioni.

• Al Vice Presidente del CSM, Avv. Pinelli, e alla Coordinatrice Nazionale Magistrati di Sorveglianza, Dott.ssa Amirante, di effettuare il monitoraggio dei provvedimenti basati su dati non attendibili con una riapertura delle posizioni rigettate.

• Al Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, Avv. Petrelli, di valutare la possibilità di effettuare una “Azione Collettiva Procedimentale” da parte di tutti i soggetti che hanno subito un trattamento inumano e degradante e che si sono visti rigettare i loro reclami ex art. 35 ter O.P. a causa dei dati forniti nelle note informative degli Istituti penitenziari.

• Alla Coordinatrice Nazionale Magistrati di Sorveglianza, Dott.ssa Amirante, al Presidente del Garante Nazionale dei Diritti delle persone detenute, Dott. Turrini Vita, a tutti i Garanti regionali e territoriali e agli organismi Europei di effettuare delle ispezioni mirate per verificare nei diversi istituti penitenziari la conformità dell’applicativo ASD con agli standard previsti dall’art. 35 ter O.P. e dall’art. 3 CEDU europei.

Nel concludere si fa presente la situazione di grave sovraffollamento degli Istituti penitenziari italiani, che prossima al 140% della popolazione detenuta. Visto che fino ad ora le autorità politiche preposte non hanno inteso fronteggiare tale sovraffollamento con specifici interventi normativi, si chiede almeno un intervento coordinato e urgente per rendere completa ed efficace l’applicazione dell’art. 35 ter O.P., che fu introdotto nel nostro ordinamento proprio per fronteggiare condizioni inumane e degradanti di detenzione derivanti dal sovraffollamento.

In allegato vi sono la citata interrogazione parlamentare a risposta scritta dell’On. Roberto Giachetti e Roberto e alcuni stralci delle note informative degli Istituti penitenziari che attestano i dati discordanti su indicati.

Ringraziando per l’attenzione, si saluta con deferenza.

Roma, Carcere di Rebibbia, lì 10 maggio 2026

Giovanni Alemanno e Fabio Falbo