Eco Indentitad, la rivista dell’ecologismo spagnolo
José Manuel Jiménez è direttore e curatore della grafica e della impaginazione della rivista ecologista spagnola Eco Identidad, di cui sono già usciti tre numeri. Gli abbiamo posto alcune domande sulla sua attività editoriale.
Per cominciare, José Manuel, vuoi presentarti?
I miei primi contatti con gruppi politici, sempre antisistema, iniziarono a 17 anni; anni dopo, collaborai con la casa editrice ENR in vari progetti legati a Ramiro Ledesma, e attualmente lo faccio con Ediciones FIDES, nella compilazione e impaginazione di libri centrati su temi ecologici, come per esempio: “In difesa della Natura e Identità” e “Informativo dell’azione Eco-Rivoluzionaria”. Ho avuto sempre un certo interesse per l’ecologia, la natura e la fauna, ed anzi è cresciuto con il passare degli anni. Tale interesse, tra l’altro, mi ha spinto a pubblicare la rivista ECO IDENTIDAD. Mi piace sottolineare che non si tratta di una mia iniziativa personale, la rivista vede la luce grazie ad un nutrito gruppo di collaboratori che lavora alla realizzazione di ogni numero.
Fino ad ora sono usciti tre numeri della rivista Eco Identidad, da te diretta, con una cadenza quadrimestrale. In un periodo in cui il digitale sembra soppiantare il formato cartaceo, perché avete puntato su quest’ultimo?
Possiamo menzionare vari motivi: per una questione “generazionale”, vivere leggendo libri e riviste pubblicate su carta (ad oggi, non possiedo pubblicazioni in formato digitale); per questioni tecniche: non padroneggio gli strumenti per costruire pagine web e, professionalmente, mi sono dedicato per molti anni all’impaginazione di libri e riviste, sempre pubblicati su carta; e infine: essere convinto che ciò che è pubblicato su carta rimane nel tempo, mentre il digitale – per ora – tende ad essere più effimero e manipolabile… e, riconosco, che anche un po’ di “romanticismo” influisce nella scelta di puntare sulla carta.
I tre numeri hanno in copertina la figura di un animale: un lupo il primo numero, un cervo il secondo, una volpe il terzo. Questo rivela una lodevole attenzione verso i nostri fratelli animali. Nel primo numero c’è anche una magnifica citazione di Félix Rodríguez de la Fuente.
A marzo del 2025, quando stavamo preparando il primo numero, al Congresso dei Deputati dello Stato spagnolo, su proposta del Partito Popolare e con il sostegno dell’estrema destra di VOX, dei nazionalisti catalani e baschi, rispettivamente di JUNTS e PNV e con l’astensione di vari gruppi nazionalisti di estrema sinistra, è stato approvato una “emendamento” che vanifica il procedimento che aveva portato, nel 2021, all’inclusione del lupo nell’Elenco delle Specie in Regime di Protezione Speciale (LESPRE) su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo abbiamo dedicato la nostra prima copertina al fratello lupo, le due successive, come hai indicato, sono state dedicate al cervo e alla volpe, animale quest’ultimo purtroppo molto perseguitato dal settore venatorio.
Eco Identità con sottotitolo “per un’ecologia alternativa”: se non sbaglio, vi riferite a quella corrente dell’ecologismo che si definisce “ecologia profonda”?
Effettivamente, e senza voler entrare nel dettaglio, sia per ragioni di spazio sia perché esiste già una considerevole informazione online e bibliografica, le persone che rendono possibile l’edizione della rivista sono in genere sostenitori della cosiddetta “ecologia profonda” rispetto all’“ecologia superficiale”. L’ecologia profonda (deep ecology) e quella superficiale (shallow ecology) si differenziano nel loro approccio e nelle soluzioni proposte davanti alla crisi ambientale. Il filosofo norvegese Arne Naess (1912-2009) ha criticato l'”ecologia superficiale” perché non prende in considerazione le cause politiche, sociali, economiche e culturali della crisi ambientale.
L’ecologia superficiale inoltre è antropocentrica e si concentra sulle necessità e sui benefici umani; il suo obiettivo è gestire l’ambiente per il benessere umano. L’ecologia profonda, di contro, è ecocentrica e proclama che tutte le forme di vita e i processi naturali hanno un loro valore intrinseco, indipendentemente dalla loro utilità per i bisogni umani. Per questo motivo, secondo questa prospettiva, promuoviamo l’idea di cambiamenti radicali, sia nelle strutture sociali sia nel comportamento umano, per poter convivere con la natura, invece di dominarla.
Parliamo dei contenuti, che sono sostanziosi e coprono vari temi: dai problemi della cementificazione selvaggia all’invasione della plastica, dalla difesa degli oliveti alla riscoperta della sacralità nella natura, dagli incendi boschivi alle recensioni di libri, tra i quali mi piace segnalare: “Fare Verde: Un’esperienza ecologica extramurale del sistema” e “Accusa all’uomo” di Savitri Devi, entrambi pubblicati da Ediciones Fides, nonché un’antologia di Rocío Fernández Berrocal, intitolata “Platero e altri” che è dedicata agli animali nell’opera del grande poeta Juan Ramón Jiménez.
Vogliamo che la rivista abbia contenuti piacevoli e interessanti. Gli articoli occupano di solito tra le due e le quattro pagine, affinché ogni numero contenga circa 10/11 lavori. Abbiamo cercato di offrire ai lettori informazioni su temi di attualità, per esempio: Il cemento come detonatore. Come l’urbanismo selvaggio amplifica il pericolo di inondazioni; Prigionieri della plastica; In difesa degli uliveti: perché non devono essere sostituiti dai pannelli solari, insieme ad altri articoli con approcci legati all’ecologia profonda: La sacralità della natura e il legame dimenticato tra l’essere umano, le piante, gli animali e l’universo; oppure, La quercia contro il giardino. Il senso originale dell’ecologismo contro l’ecologia sociale moderna. Senza dimenticare l’alimentazione e uno stile di vita sano… l’articolo pubblicato nel numero 2: Seminando Identità, è una guida pratica per addentrarsi nella preparazione e nella cura degli orti urbani. Ugualmente c’è spazio per testi con radice identitaria e recensioni di libri e serie TV.
È in preparazione il quarto numero. Ci puoi anticipare qualcosa?
A marzo abbiamo cominciato a ricevere gli articoli dai nostri collaboratori, e siamo in attesa di alcuni altri per completare le 32 pagine del numero 4. Possiamo anticipare che in questo numero, che dovrebbe uscire a maggio, inseriremo nuove firme. Un collaboratore sta coordinando un’intervista a una dirigente di un partito animalista, anche se non possiamo ancora dire se entrerà nel numero 4 o nel successivo. E, per concludere, a breve annunceremo un’iniziativa, che prenderà forma grazie al lavoro e alla professionalità di un membro del gruppo dei nostri collaboratori che rende possibile la continuità della rivista.
Sandro Marano