Educare all’affettività

Exam hall with tables and chairs. Original public domain image from Flickr

Se si vuole parlare di educazione, si deve partire dal significato vero di questa parola.

Il termine “educare” ha un doppio significato: è una trasmissione di saperi e di tecniche da parte di chi sa a chi non sa, ma in modo più profondo significa saper trarre fuori dall’educando i suoi talenti e le sue possibilità cognitive, sentimentali e fisiche.

La trasmissione da parte degli adulti ai minori, da sempre si è basata sull’esempio dei primi da imitare, ma l’esempio viene seguito con molta probabilità, se vi è rispetto e stima da parte dei minori nei riguardi tanto dei genitori, che degli educatori.

In una società come l’attuale, in cui gli esempi di vita vengono per lo più dati dai mass media, che nella stragrande maggioranza dei casi trasmettono scene di violenza, di stoltezza, di banalità e cose senza senso, si può ben capire di che cosa si nutrono i giovani.

Quest’ultima trovata della educazione alla affettività rientra tra le tante cose insensate da parte di uno Stato che della scuola e dell’educazione vera della gioventù non si è mai interessato seriamente.

Cosa mai vorrebbe dire educare all’affetto verso l’altro, se l’ideologia dominante, derivata dal consumismo e dal materialismo estremamente diffuso nella società moderna, spinge gli individui a dare più  importanza all’apparenza, all’egoismo, alla frettolosita’ e superficialità nei rapporti umani?

L’affetto verso l’altro deriva dalla stima e dal rispetto verso l’altro, il che implica il saper mettere da parte il proprio piccolo io, per poter conoscere e apprezzare le qualità dell’altro.

Ma tale capacità il soggetto l’acquista solo attraverso una lunga disciplina interiore, la quale conduce alla Conoscenza della Vera Identità dell’uomo.

Si impone, a questo punto, l’azione di una vera pedagogia che sappia sapientemente “portar fuori” la parte più intima e nobile dell’educando: la sua immagine di Dio!

La vera è più totale educazione è l’educazione spirituale, perché tramite di essa il soggetto può emanciparsi dalla natura istintuale ed emotiva, che è causa di conflitti di ogni genere ed ottenere quindi un animo pacificato e aperto verso la vita e il rispetto di tutti gli Esseri: persone umane, animali, alberi, piante e minerali, perché  Dio è in cielo, in terra ed in ogni luogo!

Antonio Bosna

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