Europa in fiamme. In Grecia sotto accusa il Governo.

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Anche questa estate è un’estate di fuoco. Al di là delle conseguenze climatiche, il fenomeno degli incendi delle aree boschive o rurali, nella maggior parte dei casi dovuto all’azione dolosa dell’uomo, sembra estendersi ogni anno di più a tutta l’Europa.

Quest’anno oltre 155.000 ettari di verde sono andati in fumo nell’area mediterranea comportando l’evacuazione di oltre 200.000 persone (oltre 400.000 in tutta Europa) che sono state costrette ad abbandonare tanto le proprie abitazioni quanto le attività agricole o di allevamento, per non parlare dei turisti che sono stati costretti a lasciare campeggi e strutture turistiche interrompendo le proprie vacanze.

Al gravissimo danno ambientale, ogni anno, si accompagna anche quello economico. Secondo i dati diffusi dal Financial Times il danno economico degli incendi dell’estate 2026 ammonterebbe per l’eurozona a oltre 3 miliardi di euro. A questo si aggiunga il bollettino di guerra che conta le vite umane perse: ad oggi 21 sono i decessi di cui 8 tra i soccorritori.

Gli Stati maggiormente colpiti dagli incendi sono la Francia nella regione sud-ovest, in particolare il dipartimento della Gironda e l’area attorno a Bordeaux e al bacino di Arcachon; la Spagna dove ancor’oggi roghi estesi devastano la Galizia, la provincia di Castellón (Valencia), e le aree centrali attorno a Madrid e Ávila. La minaccia si estende a nuove aree boschive, nonostante i lievi miglioramenti sul fronte del contenimento meteorologico degli ultimi giorni; l’Italia dove l’emergenza si è concentrata nelle regioni del Centro-Sud con evacuazioni nel Gargano (Puglia), e roghi diffusi nell’entroterra della Sicilia e in Sardegna; il Portogallo colpito sia l’entroterra centro-settentrionale sia nella regione al confine con la Spagna, dove sono andati distrutti decine di migliaia di ettari di vegetazione in poche settimane.
Se nel resto d’Europa la situazione sta migliorando, ciò non accade in Grecia. Come ogni anno, la Grecia rimane l’area più critica sia nelle isole, come ad esempio Creta, come nell’Attica ad ovest di Atene, e in diverse aree del Peloponneso. In Grecia i vigili del fuoco combattono focolai multipli e persistenti alimentati da raffiche di vento imprevedibili che soffiano fino a 120 km/h. I sospetti degli investigatori, sulla natura dolosa degli incendi, si erano concentrati sulla simultaneità di alcuni fronti di fuoco e sulla concomitanza del rinforzo dei venti. Due gli arresti legati al rogo della regione della Beozia confermano la presenza di inneschi artificiali piazzati, appunto, per massimizzare i danni.

E proprio in Grecia gli incendi dalle boscaglie sono arrivati in Parlamento dove il deputato indipendente dell’Attica Orientale, Ioannis Dimitrokallis, ha criticato duramente il resoconto settimanale del Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis. Concentrandosi sui recenti incendi devastanti, ma anche sulle scelte del governo in materia di immigrazione, economia, sanità e tutela del patrimonio culturale, Dimitrokallis ha accusato il governo di tentare di sostituire la responsabilità politica con la gestione della comunicazione.

“L’ultima analisi di Kyriakos Mitsotakis – ha affermato l’on. Dimitrokallis – è l’ennesimo tentativo di presentare una Grecia che esiste solo nei comunicati stampa governativi. Invece di assumersi le proprie responsabilità, il governo di Nuova Democrazia sceglie di trasformare ogni fallimento in un successo, ogni debolezza in una questione di comunicazione e ogni ferita nazionale in uno strumento di autopromozione politica. L’immagine più eclatante riguarda i devastanti incendi che hanno colpito il Paese. Ancora una volta, il governo cerca di nascondersi dietro fenomeni meteorologici estremi e venti impetuosi, come se la natura fosse l’unica responsabile degli incalcolabili disastri. Mentre proclama di aver investito “più che mai” nella Protezione Civile, i cittadini assistono per un altro anno alla distruzione di foreste, alla riduzione in cenere di proprietà e al sacrificio di vite umane. La tragica perdita dei tre vigili del fuoco sconvolge l’intera nazione e mette in luce il vero volto della battaglia che chi è in prima linea combatte ogni giorno. Essi meritano l’onore e il rispetto assoluti della patria, ma non devono essere usati come scudo per permettere al governo di sottrarsi alle proprie responsabilità. Quando lo stesso compito si ripete ogni estate, le scuse cessano di essere convincenti e si trasformano in una confessione di fallimento. In materia di immigrazione clandestina, il Palazzo Maximos sta sfruttando gli eventi di Ceuta per presentare la propria politica come un modello europeo. Con paragoni e cifre selettivi, tenta di creare un’immagine di controllo assoluto, evitando qualsiasi discussione sostanziale su una strategia nazionale a lungo termine che garantisca la sicurezza delle frontiere, tuteli la coesione sociale e serva costantemente gli interessi nazionali. Allo stesso tempo, i lavoratori greci continuano a essere messi a dura prova dall’incertezza e dalla compressione dei redditi, mentre il governo presenta come riforme modifiche al sistema di tassazione delle mance e correzioni che esso stesso è costretto ad apportare a problematiche normative in materia di maternità. In Sanità, la cronica carenza di personale viene mascherata con sovvenzioni temporanee e operazioni di comunicazione, anziché con un sostanziale rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale. Gli annunci di grandi progetti si ripetono anno dopo anno, mentre in ambito culturale il governo è costretto a garantire di non svendere il patrimonio nazionale, un fatto che di per sé rivela la mancanza di fiducia generata dalle sue scelte. La Grecia non può continuare con esercizi di comunicazione e continue scuse. Ha bisogno di una leadership politica che si assuma le proprie responsabilità, protegga la patria, rafforzi realmente la Protezione Civile, sostenga i lavoratori greci e difenda l’interesse nazionale senza artifizi comunicativi. È giunto il momento del risveglio. Ogni uomo e donna greca deve opporsi alle politiche di Nuova Democrazia e lottare per una Grecia sovrana, sicura, giusta e veramente forte, dove la responsabilità verso la patria prevalga sull’opportunismo politico”.

Paolo Scagliarini