L’era glaciale italiana: calo di nascite e aumento di aborti.
«L’Italia sta vivendo non un inverno ma un’era glaciale demografica senza precedenti», lo dichiara Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, commentando gli Indicatori demografici dell’Istat pubblicati oggi, dai quali emerge la diminuzione delle nascite del 3,9% nel 2025 rispetto al 2024 e il crollo del tasso di fecondità a 1,14 figli per donna. «Sono dati inquietanti che diventano ancora più drammatici se li mettiamo accanto a quelli della Relazione sulla 194 pubblicata qualche giorno fa, che certifica l’aumento degli aborti, compresi quelli causati dalla cosiddetta contraccezione d’emergenza».
«Proviamo a dirla senza ipocrisie: si parla tanto dei bambini che non nascono, ma si continua a ignorare i bambini già concepiti e poi eliminati, troppo spesso per paura e solitudine. Ogni anno, infatti, in Italia ci sono più di 65 mila aborti. Se anche solo la metà di quei bambini, spesso soppressi perché le loro madri erano sole, spaventate o senza alternative concrete, fosse stata aiutata a nascere, avremmo oggi oltre 32 mila bambini in più in un solo anno. Non è una cifra simbolica: è un aumento di oltre il 9% sul totale delle attuali nascite annuali in Italia. Certo, è un dato che da solo non risolverebbe tutto, ma sarebbe il primo, vero, potente, segnale di inversione di rotta», spiega Ruiu.
«Anche per questo insieme al popolo della vita il prossimo 13 giugno 2026 scenderemo in piazza a Roma per la Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”: per continuare a chiedere l’istituzione di un grande Fondo per la Vita Nascente, uno strumento concreto, strutturale, che garantisca a ogni donna in difficoltà una vera alternativa all’aborto; per chiedere aiuti economici, sostegno lavorativo, accompagnamento sociale e per testimoniare che la battaglia per la vita non è ideologica, ma umana: la società non sarà mai giusta finché non riuscirà a garantire il diritto alla vita di tutti, anche del piccino nella pancia della sua mamma».