Nell’Europarlamento la denuncia dell’uso improprio dei fondi per l’adesione all’UE da parte della Turchia

Free European parliament image, public domain building CC0 photo.

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L’uso improprio dei fondi di adesione all’Unione europea da parte della Turchia, per finanziare reti/operazioni di spionaggio nell’UE, è stato denunciato dall’eurodeputato Costas Mavridis (DIKO – S&D) in un intervento scritto alla Commissione europea. La denuncia è cofirmata da altri eurodeputati di diversi gruppi politici e nazionalità.

Nell’intervento sono citate rivelazioni dell’autorevole sito web di informazione svedese “Nordic Monitor”, secondo cui centinaia di milioni di euro dei 10 miliardi di euro stanziati dall’UE per sostenere l’adesione della Turchia all’UE sono stati utilizzati dal governo Erdogan per finanziare operazioni di spionaggio in tutta Europa. Come riportato, il Ministero degli Esteri e il Ministero degli Interni turchi hanno utilizzato milioni di euro di fondi europei, provenienti dallo Strumento di assistenza preadesione dell’UE, per raccogliere informazioni negli stati dell’UE, prendendo di mira anche i diplomatici dell’UE all’interno della Turchia.

Nello specifico, secondo una lettera rivelata da Nordic Monitor, il Ministero degli Affari Esteri turco ha speso 339,9 milioni di euro in fondi UE tra il 2014 e il 2024, mentre il Ministero degli Interni ha utilizzato 327,9 milioni di euro nello stesso periodo.

Viene inoltre descritto il meccanismo utilizzato (con società di comodo e fatture, documenti contabili falsificati, ecc.) per nascondere il movimento di fondi in un modo che appaia legale.

Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di indagare su queste scandalose rivelazioni e di informarli se altri organi/agenzie competenti dell’UE (ad esempio l’Ufficio europeo per la lotta antifrode – OLAF) saranno invitati a condurre un’indagine e quali misure saranno imposte qualora venissero confermate delle violazioni. Infine, gli eurodeputati chiedono alla Commissione di garantire che il denaro dei contribuenti europei non venga utilizzato in modi contrari agli interessi e ai valori dell’UE.