Per Wendell Berry
È venuto a mancare all’età di 92 anni Wendell Berry, il poeta dell’America rurale. Era nato nel 1934 nella contea di Henry del Kentucky. Dopo aver insegnato per lungo tempo letteratura e scrittura creativa nelle università del Kentucky, di New York e della California, nel 1965 decise di tornare a Henry County, il piccolo paese del Kentucky che gli aveva dato i natali, per occuparsi della fattoria dove la sua famiglia aveva coltivato i campi fin dal 1800 con metodi tradizionali e biologici. Ma nel contempo non aveva rinunciato a scrivere saggi, romanzi, poesie, sottolineando in tutta la sua opera la necessità di «salvaguardare e conservare l’ambiente, l’agricoltura, la famiglia, le comunità tradizionali, l’armonia fra l’uomo e la natura» (Gennaro Malgieri, La rotta visionaria di Wendell Berry tra comunità, cibo e natura, in Barbadillo.it, 9 Marzo 2016).
I suoi versi sono un atto di accusa contro l’industrialismo e l’american way of life e nel contempo un richiamo ai valori tradizionali e a quel Dio che ci ha donato la bellezza del mondo.
Vogliamo ricordarlo con questa poesia del 2012 tratta dai Sabbath Poems, Poesie del dì di festa, pubblicata da Lindau nella raccolta antologica “Perché l’amore tocchi terra”.
Resta a casa di Wendell Berry
Aspetterò qui nei campi
per vedere come la pioggia
fa crescere l’erba.
Nel travaglio dei campi,
più lungo della vita d’un uomo,
mi sento a casa. Non venire con me.
Resta pure a casa.
Mi fermerò nel bosco
dove i vecchi alberi
si muovono prima solo col vento
e poi con la forza di gravità.
Nell’immobilità degli alberi
mi sento a casa. Non venire con me.
Resta pure a casa.
Sandro Marano