Processo al dissenso: l’Eurocamera mette sotto inchiesta la destra sovranista

Free European parliament image, public domain building CC0 photo.

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Il 7 luglio, nel silenzio dei media “che contano”, il Parlamento Europeo ha approvato con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni l’avvio di un’indagine sul gruppo europarlamentare Europa delle Nazioni Sovrane (ESN).

L’Europarlamento ha chiesto ufficialmente all’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) di esaminare la posizione di ESN. L’indagine, sollecitata dal gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), punta a verificare la conformità del partito con l’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea, che tutela i principi democratici, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani. Si tratta della prima volta in assoluto che viene attivato questo specifico meccanismo di controllo su una formazione politica.

La procedura è scattata in seguito ad una segnalazione formale della stessa APPF, che ha inviato un dossier a Parlamento, Consiglio e Commissione esprimendo forti dubbi sulla compatibilità ideologica del partito con i valori comunitari.

Il gruppo ESN, in un comunicato stampa, ha informato di aver, ovviamente, «votato contro questa proposta. Questa posizione non si basa sull’identità politica del partito interessato, ma su un principio che difenderemmo in ogni caso. La nostra posizione – prosegue il Gruppo – sarebbe stata esattamente la stessa se qualsiasi altro partito politico europeo fosse stato interessato. I principi democratici non cambiano a seconda di chi è sotto esame. La proposta sostiene che la parte può non conformarsi ai valori dell’Unione europea. Respingiamo fondamentalmente questo approccio. I valori dell’Unione europea comprendono democrazia, pluralismo politico e libertà di espressione. I rappresentanti eletti devono restare liberi di parlare apertamente delle preoccupazioni dei cittadini che rappresentano, senza la minaccia di procedure amministrative o sanzioni finanziarie semplicemente perché le loro opinioni mettono in discussione il consenso politico. Il Parlamento Europeo si definisce orgogliosamente come la casa della “Democrazia in azione”. Democrazia in azione significa confrontarsi con le idee attraverso il libero dibattito e le elezioni, non permettere alle autorità pubbliche di decidere quali opinioni politiche sono accettabili. I disaccordi politici appartengono alle urne, non alle procedure amministrative. Oggi, questo voto riguarda un partito politico. Domani potrebbe riguardare un altro. Ecco perché la nostra posizione non riguarda un solo partito. Si tratta di difendere i principi democratici chi è interessato».

A questo comunicato ha fatto eco dalla Grecia il Parlamentare greco indipendente, on. Georgios Manousos, che ha lanciato un grido d’allarme rispetto alla violazione dei diritti democratici, alla libertà di espressione e alle elezioni libere e oneste. «In Grecia – afferma l’on. Manousos – il primo obiettivo è stato il Partito Nazionale – “Hellenes”, al quale è stato vietato di partecipare alle elezioni del 2023. Poi è arrivato il turno del Partito “Spartani”, che è stato escluso dalle elezioni europee del 2024. Lo schema è lo stesso; solo gli obiettivi politici cambiano».

L’appello lanciato dal parlamentare greco al Gruppo ESN è ad organizzare una comune difesa perché «quello che sta succedendo in uno Stato membro oggi può accadere altrove domani se non si riesce a rimanere uniti nella difesa della democrazia, del pluralismo politico e del rispetto della legge».

Al di là della gravità di voler sottoporre a giudizio politico un gruppo parlamentare espressione del voto di milioni di cittadini europei se l’indagine indipendente dell’APPF dovesse concludersi con un verdetto di non conformità ai valori UE, le sanzioni potrebbero colpire direttamente la sussistenza economica e lo status legale del gruppo con revoca o la sospensione della registrazione ufficiale come partito politico europeo con il conseguente taglio completo dei fondi europei che secondo le stime de il Sole24Ore potrebbe costare al gruppo circa 2 milioni di euro all’anno.

Va ricordato che l’Europa delle Nazioni Sovrane è la formazione paneuropea della destra sovranista fondata su iniziativa del partito tedesco Alternative für Deutschland (AfD) con 14 eurodeputati. Allo stesso gruppo aderiscono Vazrazhdane (Bulgaria) con 3 eurodeputati, Nowa Nadzieja (Polonia) con 3 eurodeputati Reconquête (Francia) con 1 eurodeputata, Hnutie Republika (Slovacchia) con 1 eurodeputato SPD (Repubblica Ceca) con 1 eurodeputato, Mi Hazánk Mozgalom (Ungheria) con 1 eurodeputato, TTS (Lituania) con 1 eurodeputato, Futuro Nazionale (Italia) con l’eurodeputato Roberto Vannacci.  

Paolo Scagliarini