Armenia: pubblicato il Rapporto sulla sicurezza esterna 2026

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Come avviene all’inizio di ogni anno, anche nel gennaio 2026 è stato reso pubblico il Rapporto Annuale del Servizio di Intelligence Estero della Repubblica d’Armenia, uno strumento di trasparenza istituzionale che consente di comprendere il quadro dei rischi esterni e il posizionamento strategico del Paese. Lontano da ogni suggestione romanzesca che la parola Intelligence può suscitare, il documento offre un’analisi dei fattori militari, politici, economici e tecnologici che incidono sulla sicurezza nazionale. Redatto in lingua armena, si apre con l’atto di indirizzo della Direttrice del Foreign Intelligence Service, Kristinne Grigoryan, figura chiave del recente rinnovamento dell’intelligence armena. Grigoryan, nominata alla guida del Servizio nel 2023 dal primo ministro Nikol Pashinyan, è un avvocato con un passato da dirigente pubblica e difensore dei diritti umani, avendo ricoperto incarichi al Ministero della Giustizia e come Ombudsperson nazionale prima di assumere la direzione dell’agenzia di spionaggio estero. Il suo profilo non è quello di un funzionario di carriera nei servizi di sicurezza, ma di una tecnocrate fluente in più lingue e con esperienza in cooperazione internazionale e amministrazione pubblica.

Nel Rapporto 2026, particolare rilievo viene dato al processo di normalizzazione con l’Azerbaigian, considerato un elemento di riduzione del rischio di un conflitto armato diretto, pur con tensioni latenti legate alla definizione dei confini e allo sviluppo militare nell’area caucasica. Il documento colloca inoltre la sicurezza armena in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina, dalle instabilità del Medio Oriente e dalle rivalità tra potenze nel Mar Nero e nel Caspio, con ricadute su rotte energetiche, commercio e flussi migratori. Ampio spazio è riservato alle minacce ibride, crescenti in vista delle prossime scadenze elettorali: disinformazione, attacchi informatici e pressioni economiche sono descritti come strumenti per colpire istituzioni e opinione pubblica. 

La Direttrice Grigoryan ha più volte sottolineato, in contesti pubblici, come le minacce militari dirette siano diminuite rispetto agli anni precedenti, pur evidenziando la persistenza di rischi per la democrazia e la sovranità che richiedono vigilanza continua. Particolare attenzione è rivolta anche alla sicurezza delle infrastrutture strategiche e ai progetti di connettività regionale, visti come fattori potenzialmente stabilizzanti ma anche obiettivi sensibili per interferenze esterne. 

Nel complesso, il Rapporto 2026 delinea una visione in cui la difesa dell’Armenia non dipende soltanto dall’equilibrio militare, ma dalla capacità di proteggere democrazia, economia e coesione sociale, rafforzando la resilienza dello Stato in un ordine internazionale sempre più instabile.

Carlo Coppola