Cipro: la rivalsa della storia nel Mediterraneo orientale

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Cimone, generale e politico dell’antica Atene, non solo legò il suo nome a Cipro, verso la quale salpò a capo di una spedizione navale per liberarla dai Persiani, ma con la sua morte durante la campagna forgiò l’ideale pannazionale dell’ellenismo. Oggi, la prima missione della fregata ultramoderna “Cimone”, della Marina ellenica, riguarda la protezione di Cipro, evidenziando vari parallelismi incentrati sul legame pannazionale nel Mediterraneo orientale. Tuttavia, il vantaggio tattico dovuto alla scelta della Grecia di riconquistare un ruolo nel Mediterraneo orientale può trasformarsi in un successo strategico se le nostre capacità saranno finalmente utilizzate.

Certo, l’attivazione della “Dottrina di Difesa Unificata” Grecia-Cipro è lasciata a decisioni occasionali dei rispettivi governi, ad esempio: ci sarebbe una protezione greca diretta e forte di Cipro se N. Dendias non fosse Ministro della Difesa Nazionale? In effetti, quando qualche anno fa documentammo l'”accaparramento” della Turchia come regime islamofascista in alleanza con jihadisti massacratori, Hezbollah e Fratelli Musulmani, i politici di Atene più influenti erano in prima linea nell'”agenda positiva” rivolta a Erdogan affinché “rimanesse nel campo occidentale”. Inoltre, per molti che si autoproclamano europeisti, è essenzialmente vero il contrario: ad esempio, è forse un europeista quello che ha trasferito le illegalità turche dal quadro UE-Turchia al livello bilaterale Grecia-Turchia, trasformando le illegalità in “differenze bilaterali”?

Da anni documentiamo che, come ellenismo, stiamo affrontando le condizioni più favorevoli degli ultimi decenni, principalmente grazie a due fattori: la prontezza e la forza della difesa nazionale (mezzi e personale) e la nostra partecipazione all’UE come due Stati, Cipro e Grecia.

La proposta che avanzo da anni, inizialmente come Presidente del Comitato Politico per il Mediterraneo, è l’istituzione di una Difesa Europea nel Mediterraneo Orientale con l’installazione permanente di forze europee a Cipro, inizialmente con forze aeree e navali greche e un invito ad altri Stati dell’UE. Non abbiamo bisogno dell’approvazione di von der Leyen, né di Callas, ma è così che costruiamo la Difesa Europea. Infatti, fin dall’inizio ho chiesto alla presidenza cipriota del Consiglio di sottolineare la necessità di rendere operativa la clausola dei Trattati UE per l’assistenza reciproca in materia di difesa a uno Stato in caso di attacco esterno. Alcuni che all’epoca si opposero ora sono costretti a presentarsi ai media per… spiegarlo in mia presenza! Gli sviluppi in primo piano hanno portato Atene e Nicosia di fronte a ciò che da anni proponiamo per contrastare l’espansionismo turco. E come in ogni fase storica, ci sono gli “utili idioti” di ogni epoca. Nel 1974, oltre ai traditori della giunta, ci furono anche coloro che divennero uno strumento per il rovesciamento del presidente Makarios e contribuirono ad aprire la porta di servizio ad Attila per invadere.

Questi “utili idioti” sostengono oggi che la Grecia si sia recata nel Mediterraneo orientale per proteggere le basi inglesi e non Cipro! Il legame nazionale di Cipro con l’ellenismo metropolitano affonda le sue radici nei secoli, ma contrastare l’espansionismo turco è la sfida geopolitica moderna per la quale Cipro ha bisogno della Grecia tanto quanto la Grecia ha bisogno di Cipro.

Costas Mavridis*

*eurodeputato DIKO-S&D