La Chiesa Armena tra apostolicità, ortodossia e cattolicità: identità, fede e responsabilità storica

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La Chiesa Armena è spesso oggetto di interrogativi che ne riflettono la complessità storica e teologica: è apostolica o ortodossa? È cattolica? In realtà, queste definizioni non si escludono, ma concorrono a delinearne l’identità profonda.

La Chiesa Armena è apostolica perché affonda le sue radici nella predicazione diretta degli Apostoli San Giuda Taddeo e San Bartolomeo (Nathanaele) che fu scovato da Cristo sotto il famoso sicomoro. Questa origine fondativa, attestata dalla successione ininterrotta dei suoi vescovi, ha conferito fin dall’antichità alla sede del Catholicos il titolo di Trono Apostolico.

L’apostolicità non è dunque un richiamo simbolico, ma la garanzia storica di una continuità istituzionale e spirituale. Essa è anche ortodossa, nel senso autentico di “retta fede”. La Chiesa Armena ha custodito con fermezza il patrimonio dottrinale dei primi secoli, mantenendosi fedele alla tradizione patristica e a una cristologia che afferma l’unità piena della natura divina e umana di Cristo. Per questo appartiene alla famiglia delle Chiese Ortodosse Orientali, insieme alle Chiese copta, siriaca, etiopica e malankarese, distinguendosi sia dall’ortodossia bizantina sia dal cattolicesimo romano.

Infine, essa si riconosce cattolica, nel senso originario di universale: parte integrante della Chiesa di Cristo nella sua totalità, pur senza riconoscere un’autorità giurisdizionale esterna. La sua autocefalia rappresenta non una chiusura, ma una forma di responsabilità ecclesiale maturata nel corso dei secoli.

Come tutte le Chiese di Cristo supera il tempo e lo spazio, perché come corpo mistico di Cristo, non può essere limitata e contingente ma prevale contro i limiti dello spazio e del tempo per sua intrinseca natura. Nel contesto contemporaneo, tuttavia, questa identità è chiamata a confrontarsi con nuove tensioni. Il rapporto tra Chiesa e Stato, storicamente segnato da una profonda interdipendenza, ha conosciuto fasi di forte attrito, soprattutto quando l’autorità religiosa è stata percepita come coinvolta in dinamiche estranee alla sua missione pastorale. In tali frangenti, il richiamo alla distinzione tra sfera spirituale e sfera civile appare non come un attacco alla fede, ma come un’esigenza di equilibrio istituzionale. La forza storica della Chiesa Armena non risiede nella prossimità al potere, bensì nella sua capacità di custodire la coscienza del popolo senza farsene strumento. Apostolica, ortodossa e cattolica, essa rimane autentica quando rinuncia a ogni strumentalizzazione e torna a essere ciò che è sempre stata nei momenti più alti della sua storia: voce morale, non voce di parte.

Carlo Coppola