Negli Stati europei monta l’emergenza sovranità
La sovranità nazionale è diventata un’emergenza negli Stati dell’Unione Europea. In Grecia il deputato indipendente per l’Attica orientale, Dimitrokallis, denuncia la vendita di infrastrutture strategiche e l’indebolimento della sovranità nazionale
Con toni alti e taglienti che toccano direttamente il cuore della politica governativa, il deputato indipendente Ioannis Dimitrokallis si è scagliato contro il governo di Nuova Democrazia e coloro che hanno contribuito nel tempo alla privatizzazione degli aeroporti greci, durante la discussione del disegno di legge per l’Autorità per l’aviazione civile.
“Chi controlla i cieli della Grecia oggi? Lo Stato greco o gli interessi privati?” è stata la frase con cui ha iniziato il suo intervento, sottolineando che il disegno di legge in discussione, dietro termini tecnici, riguarda direttamente la sovranità nazionale, la sicurezza dei voli e la dignità dei lavoratori.
Dimitrokallis ha denunciato senza mezzi termini che “gli aeroporti non sono stati semplicemente concessi, sono stati svenduti”. Ha fatto specifico riferimento alla concessione dell’aeroporto di Atene “Eleftherios Venizelos” e di quattordici aeroporti regionali “sotto la pressione dei memorandum”, accusando l’allora governo Tsipras di aver ceduto infrastrutture critiche per soddisfare i creditori, con Nuova Democrazia come alleato in queste scelte. “Nessuno è stato punito per questo crimine nazionale”, ha affermato, ricordando anni di impunità e complicità politica.
Ha posto particolare enfasi sulla FIR di Atene, che “controlla il 72% dei voli nel Mediterraneo orientale”, sottolineando che le violazioni turche e il coinvolgimento dei voli NATO rendono qualsiasi indebolimento istituzionale “una questione di sicurezza nazionale”. In questo contesto, ha avvertito che il crollo del controllo statale “non corregge l’errore, lo perpetua”.
Il parlamentare indipendente ha anche fatto riferimento all’atteggiamento delle aziende private coinvolte nella gestione degli aeroporti, osservando che “inviano memorandum e pretendono regolamenti” che servono i loro interessi. “Non li biasimo. Fanno il loro lavoro. Ma il governo?”, ha sottolineato, chiedendosi “perché ascolta solo loro”.
Dure critiche sono state rivolte anche alle disposizioni del disegno di legge relative ai nuovi oneri per i passeggeri, poiché i costi aggiuntivi “non saranno pagati dalle compagnie, ma dai cittadini greci”, come ha sottolineato.
Nella parte politica del suo discorso, Dimitrokallis ha parlato di un governo che, invece di rafforzare lo Stato, “lo frammenta”, che invece di proteggere il funzionario pubblico “lo umilia” e che invece di difendere la sovranità nazionale “la concede gradualmente”. Ha accusato il primo ministro di “creare un sistema di potere che controlla le nomine, i media e la magistratura” e che ora “sta tentando di mettere la sua firma sui cieli del Paese”.