Sicurezza e geoeconomia europea. Se ne è discusso a Cipro
L’eurodeputato Costas Mavridis (DIKO – S&D) ha partecipato come relatore a un seminario internazionale di quattro giorni sulla sicurezza e la geoeconomia europea, incentrato su questioni comuni di difesa e sicurezza. Il seminario è stato co-organizzato dall’Accademia per la Sicurezza e la Difesa del Ministero della Difesa di Cipro, dal Reale Istituto per le Relazioni Internazionali EGMONT e dall’Accademia Nazionale di Difesa Austriaca, sotto l’egida dell’Accademia Europea per la Sicurezza e la Difesa, e ha visto la partecipazione di alti funzionari militari, diplomatici e politici di vari Stati membri (Austria, Francia, Belgio, ecc.).
L’on. Mavridis, dopo essersi inizialmente congratulato con gli organizzatori per aver organizzato una conferenza così tempestiva e importante a Cipro, ha spiegato quanto sia essenziale definire fin dall’inizio l’orientamento politico della Difesa Europea nel quadro dell’autonomia strategica, che guiderà le nostre altre politiche e strumenti. Come ha sottolineato, “o perseguiamo un’alleanza militare come la NATO – contro una minaccia – o ci muoviamo verso un’autonomia strategica con un ruolo geopolitico sulla mappa mondiale. L’alleanza militare esiste ancora oggi, ma ha evidenziato la nostra debolezza geopolitica dovuta alla dipendenza da paesi terzi. In un’Eurodifesa con autonomia, gli strumenti di finanziamento e soprattutto il ruolo dei paesi terzi all’interno dell’Unione Europea della Difesa devono essere chiari”.
Ha poi illustrato la posizione del Parlamento europeo su Eurodefense e gli strumenti finanziari disponibili, con particolare attenzione al ruolo dei paesi terzi, che dovrebbe essere in linea con i nostri valori europei e il diritto internazionale. Ha inoltre fatto specifico riferimento al Regolamento SAFE e al ruolo della Turchia, sottolineando che per un paese che dimostra espansionismo, contrario ai valori dell’UE, mentre permane l’occupazione illegale del territorio europeo a Cipro, le continue minacce ad altri stati membri come la Grecia e la sua agenda geopolitica neo-ottomana, la porta a Eurodefense dovrebbe essere chiusa, senza alcuna possibilità diretta o indiretta di partecipazione.
Infine, ha fatto riferimento al ruolo di Cipro nell’Eurodifesa per la sua posizione strategica, citando la sua proposta, già accolta positivamente dall’Assemblea euromediterranea, che riguarda la creazione di un centro europeo di gestione delle crisi nella regione (ad esempio per i cambiamenti climatici, gli incendi, la siccità, l’immigrazione illegale, i conflitti geopolitici, ecc.) con sede a Cipro e con notevoli benefici geopolitici ed economici, che potrebbe essere integrato nella Difesa e Sicurezza europea.