10 febbraio: c’è chi vorrebbe perpetrare il silenzio sordo delle foibe
In tutta Italia si moltiplicano le iniziative in occasione del Giorno del Ricordo durante il quale si fa memoria della pulizia etnica perpetrata dai partigiani ai danni degli italiani dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia per instaurare il paradiso sovietico.
A Bari, ieri 8 febbraio si è tenuta la tradizionale fiaccolata presso il Villaggio Trieste ove, dopo oltre 11 anni di campi profughi, finalmente fu dato un tetto non solo alle famiglie italiane provenienti dall’Istria e dintorni ma anche a quelle famiglie italiane provenienti dai territori che l’Italia dovette abbandonare alla fine della II Guerra mondiale.
Per l’occasione il nostro direttore, l’avv. Paolo Scagliarini, nel discorso tenuto al termine della manifestazione ha denunciato il tentativo di parte del mondo politico di dichiarata matrice antifascista di voler far calare il silenzio delle foibe su un periodo storico di sofferenza per l’intera nazione nonché di zittire ogni iniziativa politica non condivisa con evidente riferimento a quanto è accaduto alla Camera dei Deputati dove a dei rappresentanti parlamentari è stato impedito di esporre un disegno di legge. Al segnale d’allarme lanciato da Scagliarini dalla piazzetta del Villaggio Trieste di Bari seguiva quello lanciato dal Comitato 10 Febbraio che in un comunicato stampa denunciava gli atti vandalici rivendicati negli ultimi anni da “Genova Antifascista” come quelli ai danni della targa posta nel quartiere di Oregina in memoria di Norma Cossetto, alla quale la Repubblica Italiana ha nel 2005 conferito la Medaglia d’Oro al Merito Civile; contro quella ricordante le vittime delle Foibe a Staglieno nel 2023 e per finire l’ignobile striscione “No Foibe No Party” portato in corteo nel 2021.
Oggi gli “Antifa” genovesi innalzano ulteriormente il livello della tensione, arrivando a organizzare nei Giardini Cavagnaro – ove è posto il monumento dedicato ai martiri delle Foibe e all’Esodo istriano-giuliano-dalmata – una non meglio definita “Settimana Santa” (dal 6 al 15 febbraio), che di fatto impedisce la commemorazione del Giorno del Ricordo il 10 febbraio.
È la stessa “Genova Antifascista” a dichiararlo sulla sua pagina Facebook, dove compariva nei giorni scorsi anche un “Manuale di guerriglia urbana” destinato ai partecipanti al corteo pro Askatasuna di Torino, che ha visto incendi, devastazioni e un centinaio di agenti di PS feriti da parte di un numero significativo dei partecipanti a detto corteo. Tra i fermati ci sono anche alcuni militanti di estrema sinistra partiti proprio da Genova.
“Ribadiamo per l’ennesima volta come da anni una minoranza di esagitati tenga in ostaggio la città di Genova. Vandalizzano targhe e monumenti e postano le loro bravate sui social, certi di rimanere impuniti, come è dimostrato dalla loro presenza nei Giardini Cavagnaro che impedisce lo svolgimento delle commemorazioni per il Giorno del Ricordo. Purtroppo, anni di inerzia delle istituzioni e degli enti preposti non potevano che portare a questo risultato: una minoranza che tiene in ostaggio Genova senza che nessuno intervenga. Chiediamo alle forze politiche genovesi e non solo, al Comune di Genova, alla Regione Liguria, alla società civile e a chi ha veramente a cuore i valori della democrazia, di condannare con fermezza questi atti, e agli uffici statali di pubblica sicurezza di garantire l’agibilità dei Giardini Cavagnaro per il Giorno del Ricordo, commemorazione civile nazionale istituita con la legge 92 del 2004”. Questa la dichiarazione di Silvano Olmi, Presidente Nazionale del Comitato 10 Febbraio.