La medicina legale guarda al futuro: dal 47° Congresso SIMLA il Piano Strategico per i prossimi tre anni

foto Prof. Introna

La medicina legale italiana riparte da Roma con una nuova agenda di lavoro. Il 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), che si è svolto dal 18 al 20 giugno, ha rappresentato molto più di un appuntamento di aggiornamento scientifico: è stato il luogo nel quale la comunità medico-legale ha posto le basi di un Piano Strategico destinato a orientare l’evoluzione della disciplina nei prossimi tre anni.

Ricerca, innovazione, formazione, intelligenza artificiale, qualità della prova scientifica e uniformità delle procedure sono stati i temi al centro del confronto che ha riunito medici legali, accademici, magistrati, professionisti della sanità e rappresentanti delle istituzioni. L’obiettivo condiviso è rafforzare il ruolo della medicina legale in un contesto sempre più complesso, nel quale le competenze della disciplina sono chiamate a supportare non solo l’amministrazione della giustizia, ma anche il Servizio sanitario nazionale, il sistema assicurativo, la previdenza e la gestione del rischio clinico.

L’importanza dell’appuntamento è stata testimoniata anche dalla presenza, nella giornata inaugurale, del ministro della Salute Orazio Schillaci, del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del primo presidente della Corte di Cassazione Pasquale D’Ascola, del presidente della FNOMCeO Filippo Anelli e del presidente della SIMLA Francesco Introna.

«La medicina legale sta cambiando per adeguarsi a una realtà sempre più complessa», ha osservato Introna, sottolineando come il Congresso abbia rappresentato l’occasione per avviare una riflessione condivisa sulle priorità della disciplina. Un percorso che punta a trasformare il patrimonio scientifico della medicina legale in strumenti operativi, linee guida e modelli organizzativi in grado di rispondere alle nuove esigenze della sanità e della giustizia.

Tra gli obiettivi individuati figurano il rafforzamento della qualità della prova scientifica, l’adozione di standard metodologici condivisi, il potenziamento della ricerca applicata e la costruzione di percorsi formativi più omogenei nelle scuole di specializzazione. La SIMLA intende infatti promuovere una maggiore uniformità della formazione dei futuri medici legali, superando le differenze ancora presenti tra i diversi atenei e valorizzando competenze sempre più interdisciplinari.

Come ha evidenziato il segretario nazionale della SIMLA, Lucio Di Mauro, la medicina legale è chiamata oggi a essere sempre più visibile e integrata nei sistemi della sanità, della giustizia, della previdenza e delle assicurazioni. Il Piano Strategico, nelle intenzioni della Società scientifica, dovrà trasformare il confronto emerso durante il Congresso in standard operativi, ricerca applicata, formazione avanzata e buone pratiche condivise.

Un elemento distintivo del Congresso è stata la collaborazione tra i quattro principali atenei romani – Università Campus Bio-Medico di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, Sapienza Università di Roma e Università degli Studi di Roma Tor Vergata – che per la prima volta hanno organizzato congiuntamente l’evento. Una sinergia che ha conferito all’iniziativa un particolare valore scientifico e istituzionale e che ha rappresentato un modello di collaborazione tra realtà accademiche diverse unite dall’obiettivo di valorizzare la medicina legale italiana.

Alla guida del Congresso, insieme alla SIMLA, sono stati i presidenti espressione delle quattro università coinvolte: il professor Vittoradolfo Tambone per l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il professor Antonio Oliva per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la professoressa Paola Frati per Sapienza Università di Roma e il professor Luigi Tonino Marsella per l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Un gruppo di lavoro che ha rappresentato la volontà del mondo accademico romano di fare sistema e di offrire alla comunità medico-legale nazionale un appuntamento di alto valore scientifico e istituzionale.

Il ritorno del Congresso nella Capitale dopo quattordici anni ha assunto anche un valore simbolico. Il professor Luigi Tonino Marsella ha ricordato come Roma rappresenti uno dei luoghi in cui la medicina legale italiana ha costruito la propria identità scientifica, mentre la professoressa Paola Frati ha sottolineato il significato dell’alleanza tra i quattro atenei romani come esempio di una comunità accademica capace di fare sistema. Il professor Antonio Oliva ha invece evidenziato il ruolo dell’università quale spazio privilegiato per la crescita della disciplina, dove ricerca, didattica e innovazione trovano il loro punto di incontro.

Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse figura l’innovazione tecnologica, con particolare attenzione alle applicazioni dell’intelligenza artificiale. L’AI è stata al centro del workshop precongressuale ospitato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, nel quale sono state analizzate le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per migliorare l’accuratezza, la riproducibilità e l’affidabilità della prova scientifica. Un confronto che si inserisce nel più ampio percorso di ricerca promosso dalla SIMLA per definire criteri metodologici e buone pratiche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina legale.

Nel corso delle tre giornate sono stati affrontati anche alcuni dei temi più delicati della disciplina: responsabilità professionale, valutazione del danno, patologia forense, qualità della prova scientifica, linee guida e raccomandazioni cliniche. La SIMLA ha ribadito il proprio impegno nella definizione di documenti condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità e con altre società scientifiche, oltre a proseguire il lavoro sulle buone pratiche già sviluppate in ambiti come la valutazione del macrodanno e la patologia medico-legale.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’analisi di casi giudiziari di particolare rilievo, utilizzati come occasione di confronto sul contributo che la medicina legale può offrire all’accertamento della verità processuale. Un tema che continua a rappresentare uno dei cardini della disciplina e che richiede un costante aggiornamento metodologico e scientifico.

Il Congresso ha riservato un ruolo centrale anche alle nuove generazioni. Specializzandi, dottorandi e giovani ricercatori hanno presentato i risultati delle proprie attività scientifiche attraverso comunicazioni orali e poster, confrontandosi con i maggiori esperti italiani del settore. Per gli organizzatori, investire sui giovani significa garantire il ricambio culturale e professionale della disciplina e preparare una nuova generazione di medici legali capace di affrontare le sfide poste dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione dei sistemi sanitario e giudiziario.

Più che un semplice congresso, il 47° Congresso Nazionale SIMLA ha rappresentato un momento di programmazione per il futuro della medicina legale italiana. Le indicazioni emerse nel corso dei lavori costituiranno la base di un Piano Strategico che punta a rafforzare il ruolo della disciplina, promuovere una cultura della qualità scientifica e favorire una sempre maggiore integrazione tra ricerca, formazione e pratica professionale. Un percorso che guarda ai prossimi anni con l’obiettivo di rendere la medicina legale un interlocutore sempre più autorevole per la sanità, la giustizia e la società.

Cinzia Notaro