L’educazione al rispetto dell’ambiente va a teatro
Ci si può divertire con piccole e succose rappresentazioni teatrali e nel contempo lanciare un messaggio forte per sensibilizzare i giovani ai temi dell’ecologia? Ci hanno provato, portando i loro spettacoli nelle scuole di vario ordine e grado ed ottenendo un generale apprezzamento da parte di docenti e dirigenti scolastici oltre che degli studenti, Giovanni Urbano e Max Barile, che hanno costituito insieme “Il Circo delle Scienze”. Abbiamo posto a Giovanni Urbano qualche domanda sulla loro meritoria attività.
Innanzitutto in cosa consiste la vostra attività?
Ci occupiamo di divulgazione ambientale trasformando i temi dell’ecologia e della sostenibilità in comportamenti pratici quotidiani attraverso una precisa metodologia. Questo avviene attraverso format teatrali specifici.
In altri termini?
Il nostro modo di fare divulgazione ambientale si sviluppa attraverso una precisa complementarità scenica e didattica. Cerchiamo di fondere la scienza rigorosa e l’arte dell’illusione per rendere l’ecologia un tema immediato, empatico e accessibile a ogni fascia d’età.
Quali sono nello specifico i vostri ruoli?
Il mio ruolo, dal momento che sono dottore agronomo, è quello di fornire il contenuto scientifico, spiegare i meccanismi biologici, la chimica dell’inquinamento, il ciclo dell’acqua e l’impatto dei consumi sul clima… e quindi dimostrare che i problemi ambientali sono reali e richiedono soluzioni concrete basate sulle leggi della natura. Max Barile è un prestigiatore e illusionista, trasforma i concetti ecologici in metafore visive, utilizza l’arte dell’inganno per stupire il pubblico… ad esempio, facendo “sparire” i rifiuti o trasformando un oggetto di scarto sul palco… in questo modo aggancia l’attenzione emotiva degli spettatori per fissare il messaggio educativo.
Come è strutturata la vostra attività?
Attraverso spettacoli teatrali a tema ecologico e attraverso l’esperienza agronomica e la conoscenza del territorio. Per quanto riguarda il primo aspetto, all’interno del repertorio del Circo delle Scienze, sono stati scritti diversi moduli d’intrattenimento per sensibilizzare gli studenti alla cura del pianeta.
Quali sono?
“Chiare fresche e dolci acque” è uno spettacolo scientifico, magico e interattivo incentrato sulla risorsa idrica… l’obiettivo è spiegare la chimica dell’acqua combattendone lo spreco e l’inquinamento; “Babbo Natale Ecologico” è uno show ludico e comico focalizzato sulla tutela dell’ambiente e sul riutilizzo creativo degli oggetti della vita quotidiana… mostra in modo pratico come fare veri esperimenti scientifici usando materiali di scarto; “Energeia: lo spettacolo dell’energia” è una sessione interattiva che affronta i temi delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e dell’impatto dei consumi umani sul clima.
E per quanto concerne l’esperienza agronomica?
Proponiamo dei progetti formativi, inclusi PON-FSE e POF, che portano i ragazzi a un contatto diretto con gli ecosistemi locali: la “Biodiversità e tutela”, che è uno studio interattivo delle specie animali e vegetali del territorio per stimolare atteggiamenti positivi di salvaguardia; e la “Sostenibilità della terra”, che riguarda il funzionamento del suolo, l’importanza dell’agricoltura sostenibile e il ruolo degli insetti impollinatori.
Parlavi, all’inizio, d’una precisa metodologia che seguite nei vostri spettacoli…
Possiamo parlare di economia circolare applicata alla scena. Il nostro metodo didattico prevede che gli esperimenti di chimica e fisica non utilizzino strumentazioni industriali complesse, ma oggetti di recupero della vita di tutti i giorni, come bottiglie di plastica, cartoni, vecchi giornali e lattine. Questo approccio veicola un messaggio ecologico potente: il rifiuto non è la fine di un ciclo, ma una risorsa che può produrre scienza, arte e meraviglia.
Un’ultima domanda: portate i vostri spettacoli solo nelle scuole?
No, anche nei festival e nelle piazze.
Sandro Marano