Scuola: quando la cultura si misura un tanto al chilo

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La campanella è suonata per milioni di studenti e all’uscita di scuola vedo sciamare i ragazzi delle medie, festosi o stanchi, ma tutti curvi sotto il peso di zaini ricolmi di libri voluminosi in carta patinata (!). Di libri ce ne sono addirittura più d’uno per ogni materia. Magari eccellenti dal punto di vista didattico, non lo metto in dubbio, certamente vantaggiosi per le case editrici che di anno in anno propongono nuove edizioni, ma, ahimè, dispendiosi per le famiglie e soprattutto così zeppi di nozioni da scoraggiare i ragazzi dal prendere in mano altri libri.

Ricordo con un pizzico di nostalgia i piccoli libri che usavo al liceo classico come il sommario di filosofia, il famoso De Ruggero-Canfora, o il sommario di storia della letteratura italiana del Sapegno. Ci spronavano così, proprio per le loro dimensioni ridotte, a fare ulteriori ricerche e a scoprire i testi originali. Certo si fermavano alla prima metà del ‘900 e, si sa, dopo sono venuti fior di filosofi e legioni di letterati, di cui bisogna tener conto, non importa se di dubbio spessore e di poca o scarsa originalità! Ma tutto questo non giustifica né il fardello mostruoso degli attuali testi – come se la cultura si valutasse a peso! – né il fatto che di anno in anno cambiano le edizioni.

Per lo meno tutto il “peso” della cultura sarà compensato dall’esecizio fisico? Macché! Nelle nostre scuole l’educazione fisica è la Cenerentola dell’educazione. Si ignora bellamente l’antico adagio: mens sana in corpore sano. E questo accade in un tempo in cui ai nostri figli, e ormai ai nostri nipoti, sono negati per la dirompente speculazione edilizia gran parte degli spazi urbani, sicché c’è il timore fondato che divengano «acciaccosi a quarant’anni come ottuagenari, appunto per aver troppo affaticato il sistema cerebrale a danno dei muscoli […] mentre la crescente facilità della locomazione e i raddoppiati comodi della vita già tendono a renderci inerti e fiacchi.»

Queste parole sono pronunciate dalla protagonista di Amore e ginnastica, un breve e delizioso romanzo di Edmondo De Amicis pubblicato nel 1882 che conserva un’incredibile attualità. Non sarebbe male che i nostri politici rileggessero questo romanzo prima di por mano ad una seria e meditata riforma della scuola. E se proprio non avessero tempo o voglia di leggerlo possono sempre vedere l’omonimo film del 1973 di Luigi Filippo D’Amico dove spicca l’interpretazione d’una sensuale ed ironica Senta Berger.

Sandro Marano