85 anni fa Junio Valerio Borghese tentò l’Impresa di Malta
Il 25 luglio ricorrere l’85° anniversario dell’operazione bellica nota come “Malta 2“.
Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1941 la Xª Flottiglia MAS, il reparto d’assalto della Regia Marina guidato da Junio Valerio Borghese, tentò di forzare le ostruzioni del porto della Valletta con un mezzo esplosivo teleguidato, per poi lanciare contro il naviglio britannico ormeggiato siluri a lenta corsa e barchini carichi di tritolo. L’azione fallì: l’esplosione destinata ad aprire un varco fece invece crollare il ponte girevole di San Elmo, bloccando di fatto il passaggio. La difesa costiera britannica, allertata in tempo, intercettò gli incursori italiani. Tra i caduti vi fu Teseo Tesei, pioniere dei mezzi d’assalto subacquei, insignito poi della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Al di là dell’esito tattico negativo, l’episodio rivela il peso strategico dell’isola. Malta, base aerea e navale britannica a poche centinaia di chilometri dalle coste italiane, era il nodo da cui Londra colpiva i convogli italo-tedeschi diretti in Libia, mettendo costantemente a rischio i rifornimenti dell’Asse impegnato nella campagna nordafricana. Neutralizzare Malta avrebbe garantito all’Italia il controllo pressoché indisturbato delle rotte verso Tripoli e Bengasi, alleggerendo enormemente lo sforzo logistico verso le truppe di Rommel.
Il fallimento dell’operazione confermò invece la solidità del sistema difensivo britannico e mostrò i limiti dei pur innovativi mezzi d’assalto italiani di fronte a un obiettivo ben presidiato e allertato. Malta restò dunque imprendibile, e la sua tenace resistenza pesò sull’intero andamento della guerra nel Mediterraneo, contribuendo indirettamente alle difficoltà logistiche che l’Asse avrebbe pagato caro fino alla svolta di El Alamein.
L’Operazione Malta 2, così come viene ricordata dalla storiografia navale, va dunque letta non tanto come un episodio isolato, quanto come tassello di uno scontro più ampio per il dominio del Mediterraneo centrale, teatro in cui la posizione geografica di Malta si rivelò decisiva per l’esito dell’intera campagna d’Africa.
Carlo Coppola