L’ala fedele di Mario Stoppani: storia di un asso e collaudatore leggendario

Mario.Stoppani

Eroico aviatore, collaudatore ed istruttore di altissimo livello, Mario Stoppani ha segnato l’epoca del Pionierismo aeronautico e quelle successive.

Nato nella bergamasca Lovere il 24 maggio 1895, fin dalla tenera età Stoppani si appassiona alla meccanica tant’è che, quindicenne, lavora in un’officina automobilistica. La sua passione si amplia venendo attratto dall’aeroplano, velivolo nascente.

Coltiva un sogno che si realizza nel 1913 quando si arruola volontario nel Regio Esercito con l’obiettivo di far parte del Corpo Aeronautico Militare. Viene assegnato alla Scuola di Addestramento di Mirafiori.

Quando il 24 maggio 1915 l’Italia entra nella Prima Guerra Mondiale, Stoppani viene inviato alla Scuola di Volo di Pisa-San Giusto per l’addestramento di base. Nell’agosto 1915 consegue il brevetto di pilota d’aeroplano venendo assegnato alla 3^ Squadriglia da ricognizione di stanza a Medeuzza (Udine).

Passione, dedizione e competenza tecnica non sfuggono ai superiori che, ad inizio 1916 trasferiscono il ventenne Stoppani al campo di Cascina Malpensa in qualità di pilota istruttore. Poco dopo, nel maggio 1916, viene trasferito a Santa Maria la Longa sede della 76^ Squadriglia Caccia dotata di Nieuport Bebè. È l’appuntamento per Stoppani, pilota della caccia italiana, con l’infuocato Cielo della Battaglia.

Abbatte sei velivoli nemici e, per la sua audacia, merita due Medaglie d’Argento al Valore Militare ed una Croce di San Giorgio di 3^ Classe concessagli dallo Zar Nicola II.

Viste le valenti qualità e competenze tecniche, il vertice militare autorizza il suo passaggio all’Ansaldo. Lascia pertanto l’Aviazione del Regio Esercito con il grado di Sergente per divenire collaudatore dell’Ansaldo che, in quel momento, si sta dedicando alla costruzione di un nuovo velivolo, lo SVA progettato da Savoia e Verduzio.

Intanto, il 1° luglio 1918 decolla dal campo di Borzoli su di uno SVA portando in volo il futuro Duce, Benito Mussolini, che dal 1914 si è votato alla causa interventista. Stoppani mette alla prova il coraggio di Mussolini pilotando il velivolo per alcuni minuti con le braccia al cielo. Entusiasmato dal momento che sta vivendo in aria sorvolando il Tirreno, Mussolini invita il pilota ad andare «Ancora, ancora! Più in alto!».

All’Ansaldo, dove da tempo si lavora alla costruzione dello SVA 5 quale velivolo da caccia, Stoppani studia e collauda più volte il velivolo rendendosi conto che è più efficace impiegarlo come ricognitore. Dopo ulteriori approfondimenti e voli dimostrativi la sua proposta viene approvata. Proprio lo SVA 5 viene impiegato il 9 agosto 1918 nel famoso volo su Vienna capitanato da Gabriele D’Annunzio, dove vengono lanciati migliaia volantini Tricolori annuncianti la fine imminente dell’impero austriaco.

Dopo il Primo Conflitto la temerarietà d Stoppani emerge all’estero.

Nel 1920, in occasione delle Olimpiadi Amsterdam, ad Anversa vengono organizzate delle gare aeree in occasione delle quali, pilotando l’Ansaldo 300/2 vince una Medaglia d’Oro nella prova di velocità ed una Medaglia d’Argento nella prova di Acrobazia.

Rimane all’Ansaldo fino al 1922 anno in cui, con l’amico pilota Garruti, fonda sull’aeroporto di Foggia una Scuola di Volo Militare e Civile assolvendo l’incarico di capo pilota istruttore.

Nel 1925, sempre in qualità di capo pilota istruttore si trasferisce alla Società Aeronautica Italiana (SAI) di Passignano sul Trasimeno, sede di una Scuola di Volo per Idrovolanti.

Nel luglio 1927 raggiunge Portorose dove, alla corte dei Cosulich assume l’incarico di capo pilota della compagnia Società Italiana Servizi Aerei (SISA) di Trieste. Partecipa a gare e manifestazioni aeree in Italia ed all’estero dando risalto alla produzione delle Officine Aeronautiche del Cantiere Navale di Monfalcone sorte nel 1923, in conseguenza della costituzione della Società Italiana Servizi Aerei avvenuta nel 1921.

Proprio a Monfalcone, nel 1933, conosce un personaggio con il quale stabilirà un felice e duraturo connubio umano ed aeronautico: l’ingegnere marchigiano Mario Zappata a proposito del quale, Stoppani dirà: «Zappata con la sua straordinaria preparazione ha regalato all’Italia delle superbe macchine volanti».

A Monfalcone vi è una intensa attività di studi e realizzazioni che destano sorpresa per la mole di lavoro prodotta fra collaudi, sviluppo, preparazione e messa a punto di nuovi velivoli. Realizzazioni ammirate in raid e manifestazioni e aeree.

Numerosi sono i primati conseguiti, alcuni raggiunti anche con altri piloti italiani.

Merita la Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico per aver conquistato, sul finire del 1937, il Primato Internazionale di distanza su Idrovolanti pilotando un Cant. Z. 506 B. Dal 28 al 29 dicembre percorre, infatti, senza scalo, dalla spagnola Cadice a Caravellas in Brasile, ben 7000 km.

Nel giugno del 1940 l’Italia entra nel Secondo Conflitto Mondiale nel corso del quale vengono realizzati nuovi progetti in maniera massiccia e continua. Stoppani fornisce il suo contributo alla Patria in armi.

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 il tutto cambia ed in peggio. La Venezia Giulia viene occupata militarmente dai tedeschi e da questi rigidamente controllata attraverso l’Alto Commissario Friedrich W. Rainer. Ciò comporta il disimpegno di Stoppani considerato l’assoggettamento delle Officine Aeronautiche di Monfalcone alla ditta tedesca Junkers.

Riprende l’attività aeronautica nel 1948 chiamato dall’ingegner Zappata a far finalmente decollare il quadrimotore BZ. 308. Un velivolo che suscita l’ammirazione del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, che nel marzo del 1949 si reca a Ciampino per farsi illustrare, proprio da Zappata e Stoppani – che esegue un volo dimostrativo – le caratteristiche del velivolo esposto a Parigi al XVIII Salone Internazionale Aeronautico.

Stoppani è un aeroplano sempre in volo che non si ferma e non atterra. Alla Nardi, nell’ottobre 1952 collauda l’F.N. 333, un quadriposto di successo apprezzato da Stati Uniti e Canada.

Attratto dai primati, specie da quelli di distanza, afferma che l’aviatore vive la magnificenza del volo ed il fascino della navigazione aerea a volte disturbata da turbolenze e tempeste che costringono a volare per ore, anche alla cieca. Un primato non è fatto solo di cifre, ma anche di immaginazione dei luoghi situati agli antipodi che non si vede l’ora di raggiungere grazie all’ala fedele che accompagna l’aviatore. Non dimentica, naturalmente, il sublime lavoro dei tecnici.

Mario Stoppani si spegne nella notte del 20 settembre 1959. La sua Lovere oltre a dedicargli una strada non ha mai cessato di ricordarlo. La stessa Monfalcone ha dedicato a Stoppani e Zappata due strade.

Michele Salomone