Cantata sulle sponde
Di Francesco Paolo Percoco (1938 -2014) ho avuto modo di conoscere due aspetti: il primo, legato alla sua attività lavorativa di avvocato e dirigente dell’ufficio legale dell’ENEL di Bari, è quello di uomo dai modi signorili e pacati, mai severo coi propri dipendenti e attento alle loro esigenze; il secondo è la sua passione per la storia e le tradizioni della città di Bari, che ha poi evocato efficacemente in alcuni romanzi a sfondo storico come Il fiore sulla muraglia. Sawdan l’emiro di Bari (Palomar 2000) e Il viaggio del vescovo (Adda 2003).
Ma c’è un terzo aspetto, che ho potuto apprezzare solo recentemente grazie alla moglie Paola che mi ha donato una sua raccolta di versi, Cantata sulle sponde (Vertigo 2013), in occasione del gemellaggio culturale poetico “Poeti, canto di pace”, che si è tenuto il 22 maggio scorso nella splendida cornice del Palazzo dell’ex Provincia di Bari col patrocinio del Comune e dell’Area Metropolitana e con l’organizzazione impeccabile di Maria Pia Latorre (L’isola di Gary), Bianca Traversa (Soggetto a piacere) e Rocco Adessis (Pro loco).
Il libro contiene ottantatré composizioni poetiche scritte evidentemente in un lungo arco di tempo. Ci sono momenti di felicità (i viaggi, l’amore, l’immersione nella natura, la gioia di un nonno con il proprio nipotino) e momenti più drammatici, in cui il poeta sembra presagire, senza mai andare sopra le righe, la prossima fine.
Il linguaggio curato, l’aggettivazione ricercata e l’uso delle figure retoriche rivelano intanto una solida preparazione letteraria. Ma a sorprenderci è soprattutto una tenera sensibilità poetica e la capacità di rievocare le emozioni. Riportiamo, a mo’ d’esempio, due brevi liriche, In viaggio, con il suo disteso sentimento della natura, e Quasi un haiku, che rivela un’immedesimazione nella natura colta nei suoi dettagli più piccoli:
“La luna azzurra
ruba il bianco
alla distesa di neve
e lo sparge ovunque
nessun albero si nasconde
ogni siepe si distingue.
Lontano, il monte
scosta la sua cima
e una stella straordinaria
si mostra serena.”
“La campagna abbaia lontana
e il lungo stelo di un fiorellino giallo
si piega al solo posarsi di un’ape affaccendata.”
Il mare e il vento, e vorremmo dire la musicalità del mare e del vento, sono presenti in gran parte delle liriche, quasi a simboleggiare l’abbraccio con la vastità del mondo e con la libertà dello spirito: “Il mare musica rastrellando i ciottoli / e sfiora la tastiera di sabbia” (Visioni), “Il mare russa già / nel grottolìo dei ciottoli” (Quiete), “Il vento che viene da lontano / (…) e sull’antica muraglia di Bari / non dimentica del mare / sorprende l’aspro tenace fiore” (Il fiore sulla muraglia), “Vento, vento soffia forte / soffia più forte sul rastrello delle onde / che cancella le orme/ sulla sabbia dove si spinge / l’acqua che non conosce il silenzio / sino ai confini della luna che si specchia.”
L’amore è poi declinato, e ci si passi l’ossimoro, con una pudica esuberanza, come nei versi di Ecco la bella che viene:
“Ecco la bella che viene
mi porta il suo dolce bacio
e aduna il suo profumo
nelle incerte mani che la cercano.
Prigioniera del cuore
si immerge
nella nivea fonte dell’amore
serrando
lo scrigno di un felice istante
e il seme del silenzio condiviso
si nasconde
nel bisbiglio dei sorrisi
che si uniscono.”
Chiudendo il libro ci viene incontro una figura allegorica, quella dell’acrobata dell’omonima lirica, che “toglie l’inverno dal cuore” e “vede con nostalgia / i finestrini illuminati / del treno vuoto / che si allontana senza rumore / veloce nella notte” (due metafore davvero significative!). Ma chi è l’acrobata? Chi è quest’uomo misterioso e stanco, che pare voglia prendere congedo dalla vita senza lamenti e senza recriminazioni? Chi è questo giocoliere che, giocando con la vita, fa suo l’antico precetto dell’amor fati? È forse lo stesso poeta? È forse l’uomo in generale che viene raffigurato nella sua condizione esistenziale? O forse è la voce della nostra coscienza che ci spinge a fare il bilancio di ciò che è stata la nostra vita?
Sandro Marano