I Patrioti per l’Europa temono l’impiego dell’I.A. per censura e controllo ideologico
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Gli eurodeputati di Patrioti per l’Europa hanno lanciato l’allarme durante una conferenza: l’Unione Europea vuole usare l’intelligenza artificiale come strumento di censura e controllo ideologico.
All’incontro hanno partecipato gli eurodeputati Hermann Tertsch (VOX – Spagna), Virginie Joron (Rassemblement National – Francia), Tom Vandendriessche (Vlaams Belang – Belgio), Anders Vistisen (Partito Popolare Danese) e András László (Ungheria), tra gli altri relatori internazionali.
La preoccupazione espressa durante l’incontro è stata quella relativa all’uso che si potrebbe fare dell’intelligenza artificiale impiegandolo come strumento di controllo sociale e repressione politica da parte dei globalisti per imporre la propria narrativa e cancellare la realtà.
L’on. Hermann Tertsch ha avvertito gli astanti che i burocrati di Bruxelles hanno creato un “mostro socialdemocratico” in cui il Partito Popolare, i Socialisti, i Comunisti e i Verdi lavorano allo stesso progetto per rendere gli europei ogni giorno più poveri e meno liberi: “Stanno rubando la nostra libertà, i nostri soldi e la nostra civiltà. E ora stanno anche cercando di rubare la verità usando l’intelligenza artificiale”, “vogliono cancellare il divario tra la loro narrazione e la realtà. Ma la realtà è nostra alleata, ed è per questo che ci temono”. L’eurodeputato spagnolo ha poi ricordato come nel Regno Unito e in Germania, cittadini e candidati politici siano già condannati e perseguitati semplicemente per aver espresso le proprie opinioni politiche. Il disegno, per Tertsch è chiaro, il sistema vuole distruggere le libertà attraverso l’ingegneria sociale, la censura digitale e l’impoverimento di massa ecco perché i Patrioti per l’Europa hanno il ruolo di alleanza di resistenza democratica.
Nel suo intervento l’eurodeputato fiammingo Tom Vandendriessche ha evidenziato che l’intelligenza artificiale è impiegata con un chiaro pregiudizio ideologico e che concetti come incitamento all’odio e disinformazione dovrebbero essere completamente vietati nella legislazione europea “perché sono costrutti ideologici arbitrari utilizzati per perseguire opinioni scomode”. Per questo motivo l’europarlamentare fiammingo ha chiesto la piena trasparenza negli algoritmi, la revisione dei set di dati e valutazioni obbligatorie per prevenire distorsioni politiche sicché si avverte l’urgenza di smantellare i monopoli tecnologici che stabiliscono quali contenuti circolano e quali scompaiono dal dibattito pubblico. “L’Europa non può permettere che le sue presunte normative protettive servano da copertura per imporre modelli ideologici importati dalla Silicon Valley o dal Partito Democratico americano”, ha aggiunto.
L’europarlamentare Virginie Joron del Rassemblement National francese ha denunciato che “l’intelligenza artificiale viene utilizzata come arma di censura al servizio dello Stato” e ha messo in guardia dal sistema digitale che la Commissione europea, “non eletta dai cittadini”, ha costruito per imporre una narrazione univoca sulle piattaforme. “Il governo francese ha utilizzato questi strumenti per reprimere le proteste”, ha affermato Joron, avvertendo che gli algoritmi “amplificano ciò che fa comodo a chi detiene il potere” e mettono a tacere qualsiasi opposizione. “La libertà di espressione è la spina dorsale della democrazia: quando l’intelligenza artificiale filtra le idee, filtra la democrazia stessa”. L’europarlamentare ha quindi proposto di creare un’unità di risposta per supervisionare gli autoproclamati fact-checker, “perché anche i fact-checker devono essere controllati”.