L’ambasciatore Mkrtchyan a Larissa rilancia il dialogo strategico tra due antiche civiltà
Tigran Mkrtchyan, ambasciatore armeno ad Atene, ha visitato Larissa per consolidare i rapporti bilaterali con una città che rappresenta un nodo strategico nella geografia politica ed economica greca. L’incontro con le autorità locali e l’intervista rilasciata al quotidiano “Eleftheria” hanno evidenziato come le radici storiche millenarie stiano oggi generando una cooperazione ambiziosa e multidimensionale.
Il legame tra armeni e greci attraversa i millenni. Il geografo Strabone narra che tra gli Argonauti vi fosse Armenos, figura leggendaria che avrebbe dato il nome all’Armenia, e non a caso presso Larissa esiste ancora oggi il villaggio di Armenios. Durante l’età classica, gli armeni indossavano nei teatri toghe simili a quelle tessale, testimonianza di affinità culturali profonde. Plutarco, nella biografia di Crasso, racconta come il re armeno Artavaside, figlio di Tigran il Grande, componesse tragedie in greco e assistesse alle rappresentazioni delle Baccanti di Euripide nel teatro della capitale armena Artaxata, alla presenza del sovrano persiano.
Quest’anno il ministro armeno dell’Istruzione ha siglato cinque accordi con la Grecia, di cui quattro culturali e uno educativo. Sul piano universitario, l’ateneo Capodistriano di Atene collabora con l’Università statale di Erevan, mentre l’Università medica armena sviluppa rapporti con la Facoltà di Medicina di Heraklion. L’Università Democrito di Tracia ospita un Centro di Studi armeni, e prosegue il dialogo tra il Politecnico di Atene e quello Nazionale dell’Armenia. Si registra inoltre un’intensa cooperazione tra i musei dei due paesi. La visita a Larissa ha avuto carattere operativo: rafforzare i legami tra la Tessaglia e le regioni armene su tecnologia, energia verde, educazione e diplomazia culturale. “Le autorità locali – ha spiegato Mkrtchyan – puntano su questi settori, che sono anche priorità del governo armeno. Esiste quindi un’alta probabilità di identificare aree comuni per progetti congiunti.”
Le prospettive economiche sono significative, ma ostacolate dalla chiusura del confine armeno-turco, che impone il transito delle merci attraverso Georgia e Mar Nero oppure Bulgaria, con maggiori tempi, costi e burocrazia. L’ambasciatore auspica che la normalizzazione con Ankara possa sbloccare nuovi flussi commerciali verso l’Europa, con benefici reciproci per entrambi i paesi.
L’aspirazione dell’Armenia all’UE non è, secondo Mkrtchyan, una scelta geopolitica ma democratica. Il Parlamento armeno ha approvato una legge per avviare il processo di adesione, che richiede molteplici tappe e riforme. L’Europa sostiene questo percorso attraverso lo Strumento europeo per la pace e la Missione civile europea, che hanno avuto effetti stabilizzanti nel Caucaso meridionale. È stata inoltre definita una nuova agenda di partenariato con implicazioni finanziarie significative.
L’8 agosto, i leader di Armenia e Azerbaigian hanno firmato a Washington, alla presenza del presidente Trump, una dichiarazione che rappresenta una pietra miliare per la pace regionale. Il documento riconosce reciprocamente l’integrità territoriale dei due paesi secondo la Carta ONU e la Dichiarazione di Almaty del 1991. Contestualmente, i ministri degli Esteri hanno siglato l’Accordo di Pace che definisce la filosofia delle relazioni bilaterali. La dichiarazione istituisce la “Trump Route for International Peace and Prosperity” (TRIP), un corridoio strategico nel sud dell’Armenia che, insieme allo sblocco di altre rotte, mira a ripristinare i collegamenti con i paesi vicini nel rispetto della sovranità territoriale. Il progetto TRIP si integra perfettamente nell’iniziativa armena “Crocevia di Pace” per sviluppare collegamenti commerciali e di trasporto sostenibili nella regione. “Raggiungere pace e sicurezza è molto più complesso del semplice desiderarle,” ha sottolineato Mkrtchyan. “La politica saggia deve cogliere le opportunità per stabilire la pace e anticipare le sfide. È nell’interesse di entrambi i paesi che la pace sia finalmente raggiunta, e i leader hanno la responsabilità di promuovere questo interesse senza danneggiarlo con azioni o dichiarazioni contrarie alla Dichiarazione di Washington.”
Mkrtchyan ha concluso con una proposta chiara: “Lo sviluppo simultaneo e coerente dei nostri legami – culturali, educativi, economici, tecnologici, politici e di difesa – ci ha portati a uno stadio in cui è giunto il momento di caratterizzare formalmente le relazioni greco-armene come partenariato strategico.”
Durante la visita, l’ambasciatore ha espresso il suo apprezzamento per Larissa, città dove tradizione e modernità convivono armoniosamente: “Le sue piazze vivaci, i giovani, le fontane, la musica moderna e la storia antica compongono una scena culturale ricchissima. Qui si vede come la storia ispira il presente e il futuro, proprio come nella cooperazione tra Grecia e Armenia.” Una cooperazione che, partendo dall’antico teatro cittadino che ha tanto impressionato il diplomatico, guarda con ambizione ai decenni a venire.
Carlo Coppola