L’eredità di Raffaele Fraticelli: esce il volume postumo “Tra le pagine sparse”
È da poco uscita per la Casa editrice Carabba, a cura del figlio Marco, una miscellanea di scritti di Raffaele Fraticelli intitolata “Tra le pagine sparse” con sottotitolo “Frammenti recuperati a cura di Marco Fraticelli”.
Raffaele Fraticelli detto “Lulluccio” (Chieti 1924-2021) è stato un poeta e un letterato piuttosto noto in Abruzzo che nel corso di più di settant’anni, oltre a numerose opere pittoriche e grafiche, ha pubblicato volumi di versi nel dialetto abruzzese di area chietina.
Marco Fraticelli, che è stato archivista/bibliotecario e funzionario amministrativo presso il Comune di Chieti, ha curato questo volume anche grazie alla preziosa consulenza dello scrittore Massimo Del Pizzo, di cui riportiamo, qui di seguito, la nota che compare in quarta di copertina.
«Frammenti: poesie, lettere, appunti, fogli di diario… le pagine sparse (e sono tante) di Raffaele Fraticelli attendevano un recupero ed una nuova organizzazione testuale. Cosa che è stata fatta, autorevolmente, e con amore filiale, in primis, da Marco Fraticelli, con la partecipazione di altri membri della famiglia, sotto forma di sollecitazioni e incoraggiamenti. Così, un poeta continua a vivere oltre le proprie parole, come è giusto che sia. L’anno 2021 segna dunque un inizio e non una fine. Chi, dal 1940, ha seguito l’attività poetica e la vicenda umana e culturale di “Lulluccio” ha oggi la possibilità di leggere testi che, dopo il lavoro del curatore, hanno una loro organicità, sottratti alla dispersione e al silenzio cui sarebbero stati destinati. Marco, infatti, è responsabile di una ricostruzione, si direbbe filologica, di materiali che, pur nella forma di frammenti, disegnano ora la mappa esistenziale e di parole di un poeta tanto discreto quanto presente. Tanto discreto da lasciare in eredità, ma in segreto, la pagina più densa e profonda, vergata a mano, e abbandonata come un messaggio nella bottiglia, in cui, immaginando (ma non pretendendo) un interesse postumo di chi lo ha amato e letto per una vita, e quindi, come si è detto, un eventuale recupero, ha scritto: “Grazie e ciao. Papà”. Un congedo e un arrivederci.»