Louis Dartige du Fournet nel 110° della difesa di Musa Dagh

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Il 26 maggio 2025, presso il Complesso commemorativo del Genocidio Armeno, si è tenuta una solenne cerimonia in onore dell’ammiraglio francese Louis Dartige du Fournet, un eroe la cui carriera e memoria fu sacrificata dai francesi nella Prima Guerra Mondiale. A lui il popolo armeno deve una delle più nobili azioni di salvataggio durante il Genocidio del 1915. Grazie al suo valore di Comandante di Marina, incurante del pericolo imminente  portò in salvo oltre 4.000 armeni durante la drammatica resistenza del Monte Musa (Musa Dagh) nel 1915.

Alla cerimonia, segnata da un alto valore simbolico e storico, hanno preso parte i ministri degli Esteri di Francia e Armenia, Jean-Noël Barrot e Ararat Mirzoyan, accompagnati dalla direttrice del Museo-Instituto del Genocidio Armeno, Edita Gzoyan. Dopo la deposizione cerimonale delle corone di fiori presso la fiamma eterna in memoria delle vittime del genocidio da parte delle delegazioni, si è svolta l’inaugurazione della lastra commemorativa dedicata a Dartige du Fournet, dietro la quale è stata posta un’urna contenente la terra prelevata dalla sua tomba.

L’evento segna anche il 110° anniversario dell’eroica autodifesa di Musa Dagh, episodio in cui gli armeni, circondati dalle truppe ottomane, resistettero per 50 giorni in condizioni disperate asserragliati su uno sperone roccioso prospiciente la costa. La loro salvezza giunse proprio grazie all’intervento del viceammiraglio Dartige du Fournet, allora al comando della flotta orientale francese nel Mediterraneo. Contravvenendo agli ordini e seguendo la propria coscienza, ordinò alle navi francesi l’evacuazione degli armeni assediati, imbarcandoli a bordo e conducendoli in salvo a Port Said, in Egitto. Questo gesto consapevole di insubordinazione gli costò la fine della carriera militare, ma lo consacrò alla memoria storica come un esempio di coraggio e umanità.

Louis Dartige du Fournet nacque il 2 marzo 1856 a Putanges-Pont-Écrepin, in Normandia, da una famiglia aristocratica di antica origine. Figlio di ufficiali, crebbe in un ambiente permeato dai valori dell’onore, della disciplina e del dovere militare. Il suo cognome composto — Dartige du Fournet — tradisce radici nobiliari nel sud della Francia, con legami profondi al mondo della marina e dell’amministrazione imperiale.

Arruolatosi giovanissimo nell’École navale, la prestigiosa accademia della Marina francese, fece rapidamente carriera e prese parte a missioni navali in tutto il mondo, dal Pacifico al Mediterraneo. 

Oltre che uomo d’azione,  fu anche uomo di pensiero. In tarda età si dedicò alla scrittura, lasciando testimonianze preziose delle sue esperienze. La sua opera più nota è La voix de la conscience (La voce della coscienza), pubblicata nel 1934, in cui racconta in prima persona l’episodio del salvataggio degli armeni e le motivazioni morali che lo spinsero a intervenire. Lo stile sobrio e diretto del libro rispecchia il carattere dell’uomo: riservato, lucido, guidato da una profonda consapevolezza etica, ma anche la lettura delle opere miliari della letteratura latina.

“La voce della coscienza”, così fu definito il libro che documenta la sua decisione morale. Oggi, quella voce è ricordata da due popoli riconoscenti. “È una giornata storica,” ha affermato Edita Gzoyan, “non solo per l’Armenia, ma anche per la Francia. Il nome di Dartige du Fournet vive e vivrà nella nostra memoria collettiva come quello di un grande filantropo.”

Anche il ministro francese Barrot ha ricordato con rispetto il gesto dell’ammiraglio e il sacrificio della Terza flotta francese nel Mediterraneo, mentre il ministro armeno Mirzoyan ha ribadito l’importanza di ricordare chi, rischiando tutto, si oppose all’indifferenza.

Carlo Coppola