Exclave di Ceuta: prove tecniche di invasione. L’UE segue l’Italia.
Giovedì scorso, migliaia di migranti, pare 60.000, hanno varcato illegalmente il confine tra il Marocco e l’exclave spagnola di Ceuta. Mentre alcuni hanno raggiunto Ceuta a nuoto o via mare con altri mezzi, altri hanno divelto le recinzioni di confine. Nei giorni precedenti, oltre 1.500 migranti illegali erano già entrati a Ceuta dal Marocco. Alla luce di questa situazione, il governo regionale ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza e il dispiegamento di ulteriori forze di sicurezza.
L’evento ha immediatamente visto la reazione delle formazioni sovraniste presenti nel Parlamento europeo. Mary Khan, portavoce dell’AfD per le politiche interne al Parlamento europeo, ha dichiarato: “L’Europa non deve ripetere gli errori del 2015. Gli ingressi illegali non devono essere trattati retroattivamente e coloro che sono entrati non devono essere distribuiti tra gli Stati membri. Le frontiere esterne dell’UE devono essere immediatamente riportate sotto effettivo controllo. Le persone senza diritto di ingresso devono essere sistematicamente respinte. La Spagna ha ora l’obbligo di proteggere le proprie frontiere esterne con tutti i mezzi legali e di prevenire sistematicamente gli attraversamenti illegali. Qualora il governo spagnolo non fosse disposto o in grado di farlo, si deve discutere dell’immediata sospensione dell’accesso della Spagna all’area Schengen. La libertà di movimento può esistere solo dove le frontiere esterne sono effettivamente protette. L’Unione europea sostiene da anni il Marocco con centinaia di milioni di euro per la protezione delle frontiere e la gestione della migrazione. Se, ciononostante, migliaia di persone attraversano le frontiere esterne dell’UE dal territorio marocchino in pochi giorni, l’efficacia di questa cooperazione deve essere messa seriamente in discussione. I futuri pagamenti al Marocco devono essere vincolati a risultati concreti, misurabili e verificabili: meno partenze illegali, una lotta costante contro l’immigrazione clandestina e rimpatrio immediato delle persone entrate illegalmente. Se questi obblighi non vengono rispettati, i pagamenti devono essere sospesi del tutto. Non ci devono essere fondi europei senza un risultato dimostrabile”.
Khan ha quindi chiesto alla Commissione europea, tramite un’interrogazione scritta, di chiarire se, a parere della Commissione, il Marocco stia adempiendo ai propri obblighi in materia di politica migratoria, se i futuri aiuti finanziari saranno vincolati a risultati misurabili e quali misure specifiche siano previste per garantire la sicurezza del confine esterno dell’UE a Ceuta.
Nel frattempo, questa volta, anche gli Stati europei non sono rimasti fermi. Per prima, l’Italia ha sospeso temporaneamente il regime di libera circolazione con la Spagna previsto dal Trattato di di Schengen. Il Presidente del Consiglio Meloni. ha precisato che “si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”.
All’Italia, e alla posizione assunta dal Governo Meloni, si sono associati ben 21 Stati. Prima la Finlandia, poi la Danimarca e quindi anche l’Austria, la Bulgaria, la Croazia, l’Estonia, la Germania, l’Ungheria, la Lituania, l’Olanda, la Romania, la Slovacchia, il Belgio, Cipro, la Repubblica Ceca, la Grecia, la Lettonia, Malta, la Polonia, la Slovenia e la Svezia che hanno inoltrato al Presidente del Consiglio Europeo Costa, alla Presidente della Commissione Europea von der Leyen e al Presidente di turno del Consiglio dell’UE Taoiseach la seguente lettera:
Scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione in merito ai recenti sviluppi al confine esterno dell’Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire che i trafficanti mettano a repentaglio l’integrità delle frontiere esterne dell’Unione.
Riconosciamo che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata strumentalizzata per innescare questo attacco e abusare del nostro sistema di immigrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere senza sosta l’immigrazione clandestina, coordinando le nostre azioni, rafforzando le nostre frontiere esterne e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari.
Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione europea sia possibile, né che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale.
Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea inoltre l’importanza della Dichiarazione di Chișinău sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione.
Gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore la stretta collaborazione tra Spagna e Marocco per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e il fatto che un gran numero di essi sia già stato rimpatriato. Ci auguriamo che, con il sostegno dell’Unione europea, la situazione attuale venga riportata sotto pieno controllo.
Alla luce della gravità della situazione, chiediamo alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare con urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno. Tale riunione dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e un accordo su una risposta europea coordinata, compresa la rapida mobilitazione degli strumenti UE disponibili e il necessario sostegno alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati. I Ministri dovrebbero in particolare valutare un maggiore sostegno da parte di Frontex e l’efficacia della cooperazione dell’UE con il Marocco.
Prendiamo atto che non sono stati registrati movimenti non autorizzati verso l’Europa. Ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice delle frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti da movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne.
Il Consiglio europeo ha costantemente sottolineato che la protezione delle frontiere esterne dell’Unione, la prevenzione della migrazione illegale e dei movimenti secondari, nonché la garanzia della solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sottoposti a particolare pressione sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza.
Contiamo sulla vostra leadership per garantire che l’Unione europea risponda in modo rapido, efficace e coordinato.Cordiali saluti
Le dichiarazioni e le misure adottate dal governo italiano hanno scatenato la dura reazione del Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che ha bollato le parole di Tajani, che aveva definito “profondamente sbagliate” ed attrattive per nuovi immigrati le politiche di regolarizzazione dei migranti portate avanti da Madrid, come “demagogia partitica” e ha convocato ufficialmente l’ambasciatore italiano in Spagna per protestare contro la decisione di bloccare la libera circolazione tra i due Stati.
Nel contempo, Emanuel Macron si è mosso su un binario apparentemente differente rispetto a quello italiano, scegliendo una linea di solidarietà istituzionale verso la Spagna ma con contestuale rafforzamento dei controlli interni, sia pur escludendo misure drastiche sullo spazio Schengen.
Sta di fatto che anche la Francia, in fin dei conti, si è resa conto che l’episodio occorso a Ceuta non può essere affatto sottovalutato tant’è che al di là dell’espressa solidarietà al governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, non solo si è detta pronta a dare aiuto per gestire l’emergenza, proponendo addirittura il dispiegamento di personale attraverso l’agenzia europea Frontex, ma ha anche attivato la Rapid Intervention Border Force per condurre controlli approfonditi sui flussi di passaggio terrestri provenienti dal territorio spagnolo. Dunque, anche Macron, in fin dei conti, forse per non darla vinta al Presidente Meloni, è corso ai ripari rinforzando il controllo ai propri confini con la Spagna.
Tutto ciò non può che farci comprendere come sia giunto il momento, forse troppo tardi, nel quale l’Unione Europea finalmente è obbligata ad affrontare seriamente il problema dell’immigrazione clandestina rinforzando i propri confini esterni ma anche interni.
Paolo Scagliarini