La rivolta del dicembre ’44 in Grecia

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Il 3 dicembre 1944 ebbe inizio la “Rivolta di Dicembre”. Il termine è una versione elaborata della rivolta criminale comunista per la presa violenta del potere, avvenuta poco dopo il ritiro delle truppe di occupazione italo-tedesche.

Gli eventi sono più o meno noti. I comunisti si presentarono a un raduno vietato dalla polizia, armati persino di mortai leggeri di piccolo calibro. La loro intenzione era evidente. Erano determinati a scontrarsi con lo Stato, e lo fecero.

Da allora i comunisti hanno cercato di sostenere che la polizia abbia aperto il fuoco per prima, come se questo li assolvesse dal crimine. Beh, non si va a una manifestazione pacifica con… mitragliatrici.

Quindi oggi, in memoria dei caduti nelle atrocità della feccia stalinista, ricorderemo alcuni eventi che non giustificano alcuna scusa, ma che illustrano meravigliosamente il ruolo perfido e senza tempo dell’EAM e dell’ELAS.

Torniamo al lavoro della Direzione di Storia dell’Esercito (DIS) dello Stato Maggiore Generale intitolato: “Archivi della Resistenza Nazionale” e concentriamoci solo sul 5° volume:

a. A pagina 167 troviamo il Patto di Petritsi del “12 luglio 1943”, in base al quale i compagni Yannis Ioannidis e Dusan Daskaloff concordarono, tra le altre cose, di fondare nei Balcani un’Unione delle Repubbliche Sovietiche che avrebbe incluso Grecia, Macedonia (!) e Serbia, mentre alla Bulgaria fu concesso l’accesso al Mar Egeo (da dove?).

b. A pagina 203, il lettore stupito leggerà quanto firmato dal Capitano Kitsos e dal Maggiore tedesco Erich Fenske nel Patto di Livadia, il 1° settembre 1944, cioè poco prima della partenza dei tedeschi. Innanzitutto, l’ELAS “si impegna a non ostacolare la ritirata dell’esercito tedesco, entrando in ogni settore evacuato, dopo la ritirata dell’ultimo soldato tedesco”.

c. Una pagina dopo, a pagina 204, c’è il Patto di Melissochori, firmato il 20 settembre 1944 dai bulgari Filippov e Yunov e dal “greco” Stassinopoulos. In questo patto, tra le altre sottigliezze, si stabiliva che “l’EAM, il KKE e l’ELAS si impegnassero a formare una Macedonia internazionale, dopo la fine della guerra”.

E non lasciate che ci dicano che tutto questo è menzogna e invenzione, perché gli sbatteremo in faccia la risposta del KKE al DIS, quando ha chiesto che i suoi archivi fossero inclusi nella pubblicazione, in modo che entrambe le opinioni possano essere ascoltate.

E veniamo alla circolare n. 1010/11-3-65 (allegata) dell’allora Primo Ministro e Ministro dell’Istruzione Nazionale e degli Affari Religiosi, George Papandreou, che, in occasione del tentativo di infiltrare la gioventù comunista di Lambrakis nelle scuole, definisce il comunismo come “Nemico della Nazione e della Democrazia”.

Nella grande enciclopedia “Britannica” e nell’edizione del 1968, leggiamo che: “… In realtà loro (cioè EAM ed ELAS) combatterono principalmente contro gruppi di guerriglia non comunisti, come quello del colonnello Dimitrios Psarrou, assassinato dall’ELAS, o il più importante EDES, guidato dal colonnello Napoleon Zervas. Il 18 gennaio 1945, parlando alla Camera dei Comuni, Churchill disse che i leader dell’ELAS “semplicemente presero le nostre armi, si arresero e attesero il momento di prendere il potere nella capitale”.

Questi sono solo alcuni esempi degli atti di tradimento commessi dal KKE (Partito Comunista Ellenico) contro la Grecia, a partire dal 1918 come SEKE e continuati nel 1925 come KKE.

A 81 anni dal buio 1944 e dall’atroce crimine del KKE per la violenta presa del potere, il pericolo è ancora maggiore. I nemici sono ormai entrati in città e stanno rosicchiando le fondamenta dell’ellenismo. Vari elementi improbabili stanno segando il trittico su cui l’ellenismo si è basato per 3000 anni: Patria, Religione e Famiglia. Noi, portando sempre nel cuore l’esempio di Makrygiannis, che può essere una luce per noi, ci ergiamo come un muro impenetrabile ai loro piani sotterranei con la promessa che “non passeranno”, come gridò l’eroe comandante del Reggimento di Makrygiannis, il Colonnello della Gendarmeria Georgios Samuel. Che la terra che ricopre gli eroi di Makrygiannis sia leggero.

Christos Bolosis