Decaro Presidente della Regione Puglia

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Antonio Decaro presidente eletto nell’ultima tornata elettorale regionale della Puglia ha lasciato che il suo padrino, Michele Emiliano, probabilmente il futuro assessore allo sviluppo economico o meglio alle “crisi industriali” della Regione Puglia, continuasse a fare tutte le operazioni fino all’ultimo giorno.

Il presidente Decaro continuerà a svolgere il ruolo di delfino, facendosi dettare la linea politica nonostante la sceneggiata fatta in campagna elettorale esclusivamente per raccogliere qualche voto in più, nella quale dichiarava Emiliano fuori dalle liste che lo appoggiavano, perché l’ex governatore era ai minimi storici come credibilità per gli scandali nei quali erano coinvolti suoi fedelissimi accusati di tangenti e scambi vari, per il suo fallimento politico nella gestione crisi dell’ILVA di Taranto, e non secondario per il clamoroso problema della Natuzzi, leader dei divani, che nonostante il fiume di denaro pubblico ricevuto in questi anni, ha annunciato 500 licenziamenti e la chiusura degli stabilimenti di Santeramo e Altamura. Ma ora grazie a Decaro, Michele Emiliano, prossimo assessore allo Sviluppo della giunta, “con la bacchetta magica del mago zurlì” farà brillare una Puglia che lui stesso ha precipitato.

Una presa in giro fatta agli elettori che in buona fede lo hanno votato per quella sua presa di distanza da Emiliano fatta con dichiarazioni pubbliche, e che ora se lo ritroveranno king Maker cioè uomo forte della nuova giunta regionale in cui il Partito Democratico sarà presente con cinque assessori su dieci, per intervento diretto di Elly Schlein famosa per essere “anti cacicchi” e che ora ne è diventata paladina.

Nel frattempo, mentre Decaro prosegue nella sua permanente campagna emozionale, la situazione economica della regione Puglia è disastrosa: meno diecimila occupati. L’allarme emerge dal report annuale 2025, Davide Stasi, responsabile degli studi dell’osservatorio economico di Aforisma alla luce di quanto emerge dal rapporto si fa interprete di ciò che la Regione Puglia dovrà affrontare nel prossimo futuro. «La Puglia dell’economia è interessata da un problema di desertificazione che non è solamente demografica. C’è una riduzione costante di imprese ad alta specializzazione produttiva. Ovvero quelle che presentano un maggior valore aggiunto in termini di creazione della ricchezza. Questo è un elemento che va gestito per effettuare scelte consapevoli».

La Puglia, rappresenta più di un quinto del totale delle esportazioni meridionali, ma il volume dell’export è calato di quasi un punto percentuale da gennaio a settembre dello scorso anno. Mentre Bari registra una leggera crescita più 458 occupati, tutte le altre province mostrano decrescita occupazionale. Lecce perde 3.637 posti di lavoro, Foggia 5.030, Taranto 303 e Brindisi 1.486.  Quindi complessivamente la Puglia perde 9.998 posti di lavoro nel confronto fra dicembre 2024 e settembre 2025.

Enzo Volpicella