Quando la pallottola è antifascista…
La pallottola questa volta portava una chiara firma antifascista: «Bella ciao, bella ciao ciao ciao» e «Hey fascist». Per il mainstream è davvero difficile cercare altrove le responsabilità politiche, ovvero il “mandante morale” se non nell’ambito di quell’area opposta a Charlie Kirk. Questa volta l’impresa non è facile: la matrice è chiara! E allora, differentemente da quanto è accaduto di recente per la guerra ucraina, dove l’indice è puntato unicamente sulla reazione russa, con il cadavere del povero Kirk ancora caldo, si abbandona ogni tentativo di condanna dell’azione criminale per dar via alla affannosa ricerca storica delle cause trovandole in eventi come l’assalto a Capitol Hill, dimenticando altri eventi criminosi come, ad esempio, gli attentati alla vita di Trump.
Per l’omicidio di Kirk non si condanna il crimine sic et simpliciter, o se volete “senza se e senza ma” che va tanto di moda a sinistra, al contrario si sente già parlare di un clima esasperato favorito dallo stesso Trump e dunque: chi semina vento raccoglie tempesta oppure, senza dover ricorrere ai patriarcali proverbi, valga la sentenza meno prosaica del se l’è cercata che tanto ci ricorda il nostrano e mai abbandonato uccidere un fascista non è reato.
In questo clima sinistro l’UE, a differenza di quanto fatto in altre simili circostanze, ci ha messo del suo negando che nell’aula parlamentare si osservasse un minuto di silenzio, il che le avrebbe salvato la faccia. Ma evidentemente l’UE non ha voluto prendere le distanze da un omicidio che è ancor più grave per il movente: chiudere la bocca ad una persona che con coraggio esprimeva liberamente le proprie idee confrontandosi con coloro che non la pensavano come lui.
Dell’UE conosciamo bene la faccia tosta, la tracotanza; sappiamo bene come funziona e per chi funziona. L’UE in questa occasione ha preferito schierarsi e si è schierata, mentre il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a poche ore dall’omicidio che seppellisce ogni forma di democrazia e di libertà di espressione, tace ed anzi invia un messaggio alla vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, riferendosi a quel documento di Ventotene che fonda effettivamente questa UE per quella che è.
Siate pur certi che dopo questi fatti, ben presto questi stessi soggetti torneranno ad ammorbarci con i loro sermoni contro l’intolleranza, la discriminazione, la violenza, l’odio. Ma con quale credibilità?
L’Unione Europea e i suoi leader hanno perso un’occasione storica per abbandonare ogni partigianeria e per affermare con una sola voce che atti del genere, da chiunque e contro chiunque commessi, vanno condannati e non possono essere tollerati in un consesso civile. Una risposta del genere avrebbe fugato ogni tentativo di strumentalizzazione politica della morte di Kirk e sarebbe stata la prova che l’UE è effettivamente fondata sui valori sui quali dice di essere fondata, ma evidentemente anche questa è una favola per bambini.
Il mondo della politica ha reagito poi in modi differenti com’è dato a chiunque di poter leggere sui media e sui social. Per i nostri lettori proponiamo le reazioni di alcuni εσπονεντι politici che ci hanno gentilmente fatto pervenire in redazione le loro osservazioni. Altri, seppur sollecitati, fino ad oggi hanno declinato l’invito.
Chicco Costini (vice Segretario nazionale Indipendenza). “L’omicidio di Charlie Kirk in America svela il vero volto dei democratici ed antifascisti, a parole difensori della libertà e difensori delle minoranze oppresse, nella realtà cultori della violenza e dell’annientamento fisico dell’avversario politico. Il giovane conservatore americano è stato ucciso perché affermava che un bambino doveva avere un padre ed una madre, perché rifiutava la criminalizzazione del maschio bianco eterosessuale, perché era un paladino dell’identità e rivendicava la sovranità popolare. È stato ucciso con pallottole su cui erano stati scritti elogi ai transgender e slogan antifascisti. Le lobby LGBT, i sacerdoti della cultura woke consapevoli che il popolo sta reagendo contro la loro propaganda deviante scelgono di portare lo scontro su un piano inaccettabile. Ma sono destinati alla sconfitta, hanno ucciso vigliaccamente un padre di famiglia lo hanno trasformato in un martire. Difenderemo le nostre città, le nostre nazioni da chi, minoranza irrilevante, vuole imporre i suoi stili di vita che stravolgono la natura”.
Michele Picaro (Parlamentare Fratelli d’Italia): “L’uccisione di Kirk Charlie è un fatto di estrema gravità che interpella la coscienza di tutti e chiama le istituzioni democratiche a una condanna netta e inequivocabile. Di fronte a un atto così vile, il rifiuto del Parlamento Europeo di osservare un minuto di silenzio è stato incomprensibile e lesivo di quel dovere di rispetto che dovrebbe essere sempre garantito alle vittime di violenza politica. Del resto, la credibilità delle istituzioni si misura anche dalla capacità di condannare l’odio e di respingere ogni tentativo di riportare la nostra società indietro alle pagine più buie della storia. Oltretutto, non possiamo neanche chiudere gli occhi davanti alla realtà: l’assassino ha marchiato il proprio gesto con una precisa rivendicazione, incidendo su uno dei proiettili la scritta “bella ciao”, a certificare la matrice politica del delitto. Una ragione in più perché la condanna sia forte, unanime e priva di ambiguità”.
Rossano Sasso (Parlamentare Lega): “Ucciso perché credeva nella libertà. Ucciso perché era di destra ed era odiato dalla sinistra. Ucciso mentre parlava ai giovani. Ucciso perché si batteva per la libertà. Sulle pallottole di chi lo ha ucciso c’era scritto “bella ciao”. Noi non dimentichiamo. Noi non abbiamo paura”.
Antonio Brandi (Presidente Pro Vita & Famiglia) “Negli Stati Uniti, è stato assassinato Charlie Kirk: giovane cristiano, marito e padre di due figli, che ha dedicato la sua vita a difendere la vita, la famiglia e la libertà educativa. Un modello di attivismo per tanti di noi. Charlie creava occasioni di confronto e dibattito nelle università americane lasciando a tutti il diritto di domandare, contestare, dissentire. Rispondeva con calma, lucidità e rispetto. Così, con pazienza e determinazione, ha cambiato il cuore e la mente di milioni di giovani. In tutto il mondo. Lo hanno ucciso con un colpo alla gola, in pubblico, mentre faceva ciò che amava di più: affermare la verità, per il bene comune. Il suo omicidio non è solo una tragedia personale. È un’ora buia per chiunque difenda la dignità umana. Purtroppo, non è un fulmine a ciel sereno. Negli Stati Uniti, media e attivisti di Sinistra alimentano da anni odio e menzogne contro i movimenti pro-life e conservatori. Oggi, alcuni di loro esultano. Anche in Italia, dove la stampa liquida Kirk come un “attivista di estrema destra”, sta crescendo un clima di preoccupante intolleranza contro i movimenti Pro Vita. Noi di Pro Vita & Famiglia – vittime di continui attacchi, minacce e censure – lo sappiamo bene. Per questo chiediamo al Governo e alle istituzioni di garantire non solo la nostra libertà di opinione ed espressione, ma la nostra stessa sicurezza. Eppure, anche nel buio presente il futuro è illuminato dalle tre virtù che nessuno potrà mai toglierci: fede, speranza e carità. La Fede in Dio, che ha sempre tutto sotto controllo. La Speranza che da questo male nasca un bene più grande. La Carità verso chi, accecato dall’ideologia, ci odia per i valori che difendiamo. Questa è la nostra reazione a quanto accaduto. Questo è ciò che Charlie avrebbe voluto. Riposi in pace“.
Ioannis Dimitrokallis (Parlamentare greco – Gruppo Misto): “L’omicidio di Charlie Kirk, di fronte a migliaia di cittadini, è una pagina nera per il mondo occidentale”, ha sottolineato Dimitrokallis, sottolineando che il trentunenne era il più forte esponente del patriottismo, con un’enorme influenza su milioni di persone in tutto il mondo. Il deputato indipendente si è concentrato in particolare sulla campagna di Kirk intitolata “Vi stanno facendo il lavaggio del cervello”, che – come ha detto – si è evoluta in uno slogan internazionale di resistenza, senza tralasciare il suo sostegno all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Incapace di affrontarlo con argomenti, il Sistema ha scelto la violenza”, ha sottolineato, osservando che il sacrificio di Kirk simboleggia la lotta per la libertà di parola e di pensiero, oggi brutalmente perseguitate in Occidente. “Charlie Kirk non è rimasto in silenzio; è diventato un simbolo eterno di libertà, che ispirerà ogni patriota a proseguire il cammino da lui aperto, al fianco del presidente Trump e nella lotta per un’America veramente libera e forte”.
Paolo Scagliarini